Nella riunione delle Conferenze Stato-Regioni e Unificata del 30 ottobre scorso sono state trattate, tra l’altro, le seguenti tematiche:
Conferenza Stato Regioni:
Argomento:
Approfondimenti
Il comma 841 dell’art. 1 della L 296/2006, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, prevede che presso il Ministero dello Sviluppo economico sia istituito il Fondo per la competitività e lo sviluppo, con le risorse indicate dalla citata disposizione.
Il comma 842, dello stesso art. 1 della citata L 296/2006, stabilisce che, a valere sulla quota di risorse del Fondo, siano finanziati, nel rispetto degli obiettivi della Strategia di Lisbona, i progetti di innovazione industriale individuati nell’ambito delle aree tecnologiche dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, delle nuove tecnologie della vita, delle nuove tecnologie per il Made in Italy e delle tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turistiche.
Il comma 845 dell’art. 1 della citata L 296/2006, prevede che il Ministro dello Sviluppo economico riferisca annualmente al Parlamento e alla Conferenza Stato-Regioni sui criteri utilizzati per l’individuazione dei progetti sopra indicati e delle azioni, sullo stato degli interventi finanziati e sul grado di raggiungimento degli obiettivi, allegando il prospetto inerente le spese sostenute per la gestione.
Nel corso della Conferenza, le Regioni hanno preso atto della Relazionesullo stato di attuazione dei progetti di innovazione industriale relativa agli anni 2011-2013 e primo semestre 2014, predisposta dal Ministero dello Sviluppo economico in attuazione delle disposizioni sopra richiamate.
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Argomento:
Approfondimenti
Il comma 215, dell’art. 1 della L 147/2013 (legge di stabilità 2014), ha stabilito che «al fine di favorire il reinserimento lavorativo dei fruitori di ammortizzatori sociali anche in regime di deroga e di lavoratori in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali è istituito il Fondo per le politiche attive del lavoro, con una dotazione iniziale pari a 15 milioni di euro per l’anno 2014 e a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016. Con successivo decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabilite le iniziative, anche sperimentali, finanziabili a valere sul Fondo di cui al primo periodo e volte a potenziare le politiche attive del lavoro, tra le quali, ai fini del finanziamento statale, può essere compresa anche la sperimentazione regionale del contratto di ricollocazione, sostenute da programmi formativi specifici».
Nel corso della Conferenza, le Regioni hanno espresso parere favorevole sullo schema di decreto in oggetto, condizionato all’accoglimento di alcune modifiche all’art. 3 dello stesso, contenute in un documento che è stato consegnato (All. 1), volte al superamento del meccanismo dell’invio dei progetti da parte delle Regioni al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
Il Governo, quindi, ha preso atto delle richieste delle Regioni, impegnandosi a verificare la possibilità del loro accoglimento, tenendo conto anche di quanto emergerà dal monitoraggio trimestrale delle domande di contributo previsto nel provvedimento in oggetto.
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Argomento:
Approfondimenti
L’art. 2, comma 47, della L 203/2008 (legge finanziaria 2009), ha previsto che con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per i Rapporti con le regioni e il Ministro dell’Economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-Regioni, siano stabiliti i criteri per la distribuzione alle regioni delle risorse finanziarie occorrenti alla realizzazione delle misure relative al programma di interventi in materia di istruzione.
Nel corso della Conferenza, le Regioni hanno espresso parere favorevole sullo schema di decreto in oggetto, evidenziando tuttavia come, al fine di garantire la copertura del concorso alla finanza pubblica di 560 milioni di euro, posto a carico delle Regioni in base all’art. 1, comma 522, della L 147/2013 (legge di stabilità 2014), a fronte del mancato rispetto da parte del Governo di quanto concordato nell’Intesa del 29 maggio 2014, le stesse siano costrette ad utilizzare risorse non ricorrenti, quali quelle del Fondo per lo sviluppo e la coesione, per scongiurare il taglio dei trasferimenti statali oggetto della citata intesa (scuole paritarie, borse di studio, libri di testo ed interventi per le persone con disabilità).
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Conferenza Unificata:
Argomento:
Approfondimenti
Il documento denominato “Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici” (SNACC), che nasce dalla Strategia Europea di Adattamento al Cambiamento Climatico (SEACC), le cui conclusioni sono state approvate dal Consiglio europeo nel giugno del 2013, si compone di:
– un rapporto tecnico-scientifico riguardante lo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità ed adattamento ai cambiamenti climatici;
– un rapporto tecnico-giuridico riguardante l’analisi della normativa, comunitaria e nazionale, per l’adattamento ai cambiamenti climatici;
– elementi per una Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, che fornisce una visione nazionale su come affrontare in futuro gli impatti dei cambiamenti climatici in molteplici settori socio-economici e sistemi naturali.
Nella riunione tecnica del 23 settembre 2014, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ha presentato alcune osservazioni, mentre il Ministero della Salute ha preannunciato la presentazione di proposte emendative al documento, al pari delle Regioni e delle Province autonome.
Nel corso della Conferenza, in merito al nuovo testo del provvedimento trasmesso dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, come modificato sulla base delle proposte presentate:
– le Regioni e le Province autonome hanno espresso un parere favorevole con proposte emendative ed osservazioni, riportate in un documento consegnato (All. 1);
– l’ANCI e l’UPI hanno espresso il loro positivo avviso.