Tra le tematiche sottoposte al Governo: studi di settore; profili catastali degli impianti fotovoltaici; manutenzione degli alvei fluviali nelle aree a rischio dissesto idrogeologico; Spending review; fiscalità immobiliare; classificazione dei rifiuti; pagamento dei debiti della PA; Fondo per le emergenze nazionali; split payment.
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CAMERA DEI DEPUTATI
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ATTO e PRIMA
FIRMA
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OGGETTO
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IMPEGNI / RICHIESTE AL GOVERNO
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RISPOSTA DEL GOVERNO
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Mozioni:
M. Fredriga, LNA
D. Pesco, M5S
G. Paglia, SEL
W. Rizzetto, Misto
F. Rampelli, FdI-AN
C. Scuvera, PD
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Studi di settore
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– Assumere iniziative per sospendere l’applicazione degli studi di settore, a partire dal 1o gennaio 2015, in quanto non più aderenti alla realtà a seguito del crollo di redditività delle imprese durante la crisi economica.
– Aggiornare i parametri, le metodologie di calcolo e le funzioni di stima dei ricavi presunti, relativi alle diverse attività soggette agli studi di settore, allineandoli alla situazione di crisi economica e finanziaria;
– prevedere una riforma degli studi di settore, sostituendoli o affiancandoli con sistemi di controllo che incentivino la compliance preventiva tra contribuenti e fisco; – istituire appositi canali di assistenza, che aiutino i contribuenti a verificare la correttezza formale e l’adeguatezza sostanziale delle proprie risultanze contabili;
– Ricorrere agli studi di settore quale strumento di selezione per l’ulteriore attività di controllo, piuttosto che quale mero strumento accertativo;
– proseguire sul cammino della c.d. “delega fiscale”, recuperando risorse immediate dalla lotta all’evasione e migliorando la qualità dell’attività di accertamento; – ampliare la fascia di esclusione dagli studi di settore nei primi 3 anni di attività rispetto a quella attualmente prevista dal regime dei minimi, intervenendo sui parametri relativi ad investimenti e spese per il personale; – introdurre per le PMI forme di tassazione diversificata delle loro attività e componenti rappresentative delle varie fasi del ciclo produttivo. – Regolamentare gli studi di settore, affinché ne sia previsto l’utilizzo come strumento di analisi per selezionare i contribuenti da assoggettare ad attività di controllo fiscale e, di conseguenza, ne sia esclusa l’applicazione quale strumento per stabilire automaticamente l’adeguatezza delle dichiarazioni dei redditi.
– Dare risposta alle criticità segnalate da Associazioni di imprese ed Ordini professionali, in merito alla riproposizione di indicatori di coerenza estremamente selettivi, ritenutanon idonea a rappresentare le realtà.
– Proseguire nel rafforzamento della collaborazione tra fisco e contribuente, nella semplificazione delle procedure e riduzione degli adempimenti, dotando l’amministrazione finanziaria di strumenti conoscitivi adeguati a favorire l’emersione dell’effettiva capacità fiscale di ogni contribuente già al momento dell’adempimento tributario;
– procedere ad una revisione degli studi di settore, prevedendo la riduzione del loro numero e una continua verifica ed eventuale modifica delle modalità di calcolo, che persegua la massimizzazione dell’attendibilità delle stime e garantisca la fedeltà dei dati dichiarati dai contribuenti.
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Parere contrario.
Parere favorevole.
Parere favorevole.
Parere favorevole.
Parere contrario.
Parere favorevole.
(Viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti)
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2-00551Interpellanza
W. Rizzetto, M5S
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Profili catastali degli impianti fotovoltaici
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Rendere efficaci gli investimenti effettuati nel settore delle energie rinnovabili, aggiornando la disciplina in materia di accatastamento e determinazione della rendita catastale degli impianti fotovoltaici, in modo da esentare dalla rivalutazione gli impianti con potenza inferiore a 20 kilowatt picco, e, in particolare, i piccoli gli impianti fino a 3 kilowatt picco, che non beneficiano delle tariffe incentivanti ai sensi di tutte le edizioni del conto energia e che hanno optato per il regime di scambio sul posto.
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– Precisato che la disciplina fiscale impone l’obbligo di aggiornamento catastale solo se il valore dell’impianto supera il 15% del valore capitale, o la relativa redditività ordinaria dell’edificio, a cui accede;
– evidenziato che tale meccanismo, volto a salvaguardare gli interventi mirati all’autoconsumo, può comportare l’esclusione dall’aggiornamento catastale degli impianti fino a 20 kwp;
– illustrati i requisiti che comportano obblighi di dichiarazione in catasto.
(Viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti)
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CAMERA DEI DEPUTATI
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ATTO e PRIMA
FIRMA
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OGGETTO
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IMPEGNI / RICHIESTE AL GOVERNO
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RISPOSTA DEL GOVERNO
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Interpellanza urgente
M. F. De Rosa, M5S
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Manutenzione
degli alvei fluviali nelle aree a rischio
dissesto idrogeologico
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Adottare iniziative, anche normative, affinché nelle aree ad alto rischio di dissesto idrogeologico siano posti in essere piani di manutenzione ordinaria degli alvei fluviali, provvedendo ad una corretta applicazione del principio di invarianza idraulica nel territorio circostante e, qualora si debba optare per la residuale soluzione delle vasche di laminazione, stabilire delle linee guida con le quali prevedere tra l’altro:
– il divieto di costruzione delle vasche in terreni agricoli, aree protette e aree verdi non impermeabilizzate; – la localizzazione delle opere in via prioritaria su terreni da bonificare o già impermeabilizzati; – che i costi di bonifica siano posti a carico delle aziende aggiudicatrici degli appalti a seguito di eventuale contaminazione delle falde acquifere per malfunzionamento delle vasche; – che siano stipulate dalle aziende polizze fideiussorie per questi interventi, tali da coprire il possibile rischio ambientale derivante dal malfunzionamento delle opere per almeno 15 anni. |
– Precisato che il DL 133/2014 (c.d. Sblocca Italia) all’art. 7, comma 2, prevede che, a partire dalla programmazione 2015, le risorse per il finanziamento di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico siano prioritariamente destinate ad interventi integrati, ovvero che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/ 60/CE e della direttiva 2007/60/CE, e che a tali interventi sia destinato almeno il 20% delle risorse previste in ciascun accordo di programma;
– rilevato che la problematica delle frequenti piene in aree urbanizzate non può trovare soluzione solo nel tema dell’invarianza idraulica, che richiederebbe costi elevati e tempi lunghissimi (20-30 anni)per acquisirne benefici significativi, e perciò è necessario intervenire con politiche differenziate, quali la manutenzione degli alvei e l’introduzione di opere strutturali di protezione;
– evidenziato che la funzione di area di laminazione è compatibile con la destinazione d’uso agricola o area verde e le vasche, spesso impermeabilizzate per proteggere la falda freatica, rispettano il principio dell’invarianza idraulica contenendo anche le acque meteoriche che afferiscono su di esse;
– rilevato che le aree dismesse o da bonificare lungo i corsi d’acqua sono rare e la bonifica preventiva comporta maggiori costi, inoltre, laddove si progettano vasche di laminazione, il rispetto della normativa europea è uno dei principi cardine;
– ricordato che il Codice dei contratti contiene specifiche prescrizioni che prevedono, in caso di inadempienze, che le società costruttrici rispondano di errori o danni arrecati alla comunità.
(Ministro dell’Economia e finanze, Pier Carlo Padoan)
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Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
G. Giammanco, FI
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Spending review
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– Rendere pubblici i documenti vagliati dal commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica;
– indicare in che modo l’Esecutivo abbia fino ad ora utilizzato i dati forniti dall’analisi svolta dal commissario Cottarelli, quali siano stati i tagli di spesa effettivamente conseguiti sulla base di tale analisi e quali si intendano effettuare in futuro.
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– Preannunciato che la documentazione del lavoro del Commissario Cottarelli sarà pubblicata sul sito revisionedellaspesa.gov.it
– evidenziato che il lavoro del Commissario è stato utilizzato per realizzare un piano di tagli della spesa pubblica, da destinare alla riduzione del cuneo fiscale e al sostegno dei redditi più deboli;
– precisato, in particolare, che nel DEF 2014 erano previsti risparmi per circa 4,5 miliardi nel 2014, 17 nel 2015 e 32 nel 2016, il DL 66/2014 ha attuato una riduzione del cuneo fiscale attraverso aumenti di entrate e riduzione delle spese, la legge di Stabilità ha disposto riduzioni pari a 16,5 miliardi per il 2015, 19 per il 2016 e 19,5 per il 2017.
(Ministro dell’Economia e finanze, Pier Carlo Padoan)
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Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
B. Tabacci, PI-CD
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Liberalizzazioni
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Valutare l’impatto e le ricadute derivanti dai provvedimenti di liberalizzazione previsti dal Governo, in termini di miglioramento dei conti pubblici
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Evidenziato che il MEF ha prodotto delle valutazioni dell’impatto positivo delle misure di semplificazione e liberalizzazione – disponibili sul sito del Ministero – che indicano che i risparmi derivanti da tali misure potrebbero aggiungere fino ad un punto di PIL entro il 2020 e fino ad oltre tre punti di PIL nel più lungo periodo.
(Ministro dell’Economia e finanze, Pier Carlo Padoan)
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Interrogazione a risposta immediata in Assemblea
M. Marchi, PD
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Fiscalità immobiliare
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Illustrare i contenuti del confronto in atto con gli enti territoriali in merito all’assetto della finanza locale, anche con riferimento alla possibile ridefinizione e semplificazione della fiscalità immobiliare comunale
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– Evidenziato che alla fine del 2014 è stato avviato il confronto con l’ANCI sulla riforma della fiscalità immobiliare comunale, per approfondire, tra l’altro, la riunificazione dell’IMU con la TASI;
– illustrate le linee qualificanti della local tax aventi per obiettivo, oltre che l’unificazione dei tributi locali, quello di garantire per l’abitazione principale la permanenza di tutte le agevolazioni già prese in considerazione ai fini IMU e Tasi;
– è stata delineata la reintroduzione per legge di una detrazione per abitazione principale con la possibilità da parte del Comune di elevazione;
– è stato previsto l’obbligo della predisposizione del bollettino precompilato da inviare ai contribuenti; – la riforma perseguirà anche l’obiettivo di non aumentare nel complesso la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti;
– è stata, inoltre, sancita un’intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali del 19 febbraio 2015, che dovrà poi essere recepita in apposita disposizione legislativa, volta a rideterminare gli obiettivi del Patto di stabilità interno per gli anni 2015-2018, prevedendo l’attribuzione di spazi finanziari ai Comuni per sostenere spese per eventi calamitosi e per interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici.
(Ministro dell’Economia e finanze, Pier Carlo Padoan)
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CAMERA DEI DEPUTATI
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ATTO e PRIMA FIRMA
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OGGETTO
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IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
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Interrogazione a risposta immediata
V. Piso, AP (NCD-UDC)
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Classificazione dei rifiuti
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Adottare provvedimenti urgenti, al fine di evitare il collasso del sistema di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti e i maggiori oneri complessivi per il nostro Paese, in quanto l’art. 13, comma 5, lett. b-bis, del DL 91/2014 (decreto competitività), convertito dalla L 116/2014, ha introdotto dal 18 febbraio 2015 una modalità di classificazione dei rifiuti, in base alla quale, se non si può dimostrare con analisi che il rifiuto speciale è innocuo, lo stesso è classificato come pericoloso.
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Interrogazione a risposta immediata
M. Rabino, SCpI
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Agenzia unica per le ispezioni del lavoro
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Prevedere iniziative, anche di carattere normativo, volte a garantire l’adeguato funzionamento dei servizi ispettivi dell’Agenzia unica di vigilanza (L 183/2014), valutando l’opportunità della realizzazione del ruolo unico di vigilanza presso l’INPS, nell’ottica di semplificare e rendere più efficiente l’azione ispettiva.
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Interrogazione a risposta scritta
G.G. Sorial, M5S
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Pagamento dei debiti delle PA
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– Chiarire i motivi del ritardo nei pagamenti alle imprese, che pesa gravemente sull’economia italiana;
– ottemperare alla promessa fatta di estinguere al più presto i debiti delle PA, permettendo in tal modo al tessuto produttivo italiano di avere un margine di liquidità vitale per le attività commerciali e per l’economia del Paese.
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Interrogazione a risposta scritta
P. Nizzi, FI
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TFR in busta paga
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– Indicare a che punto sia l’iter del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che il Governo avrebbe dovuto varare entro la fine di gennaio 2015, ai sensi dell’art. 1, commi 24-34, della L 190/2014 (legge di stabilità 2015), per definire le modalità di adesione da parte dei lavoratori, i criteri di funzionamento del fondo di garanzia di ultima istanza dello Stato presso l’Inps e il modello per la richiesta di attivazione della prestazione;
– chiarire se questo ritardo possa inficiare il periodo della sperimentazione iniziata il 1o marzo 2015, specialmente in merito all’accesso ai finanziamenti bancari che, senza un accordo con l’ABI, rischiano di destabilizzare la fragile economia delle imprese, in particolar modo quelle al di sotto dei 50 dipendenti;
– illustrare le ragioni che hanno persuaso il Governo a prevedere la tassazione ordinaria sulle quote di Tfr, rendendo questa agevolazione in busta paga troppo onerosa dal punto di vista contributivo per i lavoratori al di sopra dei 15.000 euro di reddito annui; – rendere più equanime il ricorso al Tfr in busta paga per tutti i lavoratori,valutando se,escludendo le quote di Tfr in busta paga dal calcolo contributivo previdenziale e assistenziale, si possa creare negli anni uno stravolgimento del sistema del calcolo contributivo vigente, determinando in futuro delle ingiustizie sociali che potrebbero alterare tutto il sistema della previdenza sociale del Paese.
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Interrogazione a risposta in Commissione
M. Fantinati, M5S
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Anatocismo bancario
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Chiarire gli effetti dell’applicazione della norma contenuta nell’art. 31 del DL 91/2014 (decreto competitività), che affidando al CICR il compito di determinare «modalità e criteri per la produzione, con periodicità non inferiore ad un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni in conto corrente o di pagamento», nonostante sia stata abrogata dalla legge di conversione del predetto decreto (L 116/2014), ha di fatto reintrodotto l’anatocismo, in quanto gli istituti di credito continuano a praticarlo sui contratti in essere.
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Interrogazione a risposta in Commissione
E. Realacci, PD
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Corridoio mediterraneo TEN-T
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Istituire un tavolo tecnico con gli enti locali interessati dal tracciato della ferrovia ad alta velocità/alta capacità Milano-Venezia, le regioni Lombardia e Veneto, i consorzi agroalimentari dei territori attraversati e la RFI, al fine di stabilire un cronoprogramma puntuale sull’avvio dei lavori della tratta ferroviaria, contemplando anche la proposta di affiancamento alla linea storica Milano-Venezia ed una concertazione sulla soluzione di tracciato più utile al territorio, alla pianura padana centro-orientale e al Paese, che assicuri lo sviluppo del sistema ferroviario nelle province di Verona e Brescia, nonché per tutti i tipi di utenza («premium», turistica e pendolare) e per le merci, in vista della prossima apertura del nuovo valico ferroviario del Brennero.
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Risoluzione in Commissione
C. Braga, PD
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Fondo per le emergenze nazionali
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Prevedere un adeguato rifinanziamento del Fondo per le emergenze nazionali e garantire con strumenti appropriati la copertura degli interventi della c.d. 2a fase, visto anche il susseguirsi di nuove dichiarazioni di emergenza che sta facendo lievitare il fabbisogno finanziario producendo, nel contempo, tra la popolazione un sentimento di abbandono oltre che gravi ripercussioni in termini di credibilità ed aspettative deluse rispetto al ripristino delle attività colpite dagli eventi calamitosi.
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SENATO DELLA REPUBBLICA
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ATTO e PRIMA FIRMA
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OGGETTO
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IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
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Interrogazione a risposta orale
G. Rossi, PD
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Split payment
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– Mitigare le ricadute della nuova disciplina dello split payment, che rischia di creare problemi di liquidità per le imprese e gli enti locali;
– semplificare le procedure e ridurre i tempi di rimborso dell’IVA per le imprese che applicano il reverse charge e lo split payment;
– prevedere il superamento del meccanismo dello split payment per le imprese che, a partire dal 31 marzo 2015, regoleranno con fatturazione elettronica tutti i rapporti e le prestazioni effettuate con le PA;
– derogare per i soggetti no profit all’applicazione dello split payment.
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