Al termine di un progetto finanziato nell’ambito dello strumento per le PMI, il beneficiario deve inviare una relazione all’EASME, l’Agenzia Europea per le Piccole e Medie Imprese. I beneficiari sono inoltre invitati a rispondere ad alcune domande. Dai primi 100 questionari compilati dalle PMI finanziate nell’ambito della fase 1 del programma è merso quanto segue.
Queste PMI prevedono di raggiungere un totale di 4,5 miliardi di euro di fatturato nei primi 3 anni dopo la commercializzazione del loro prodotto o servizio innovativo. In totale hanno in programma di creare 6.300 nuovi posti di lavoro durante lo stesso periodo.
Lo strumento per le PMI li ha aiutati a migliorare:
- la relazione con le organizzazioni di sostegno alle imprese locali;
- la comprensione delle esigenze dei propri clienti;
- la reputazione e la visibilità dell’azienda;
- la conoscenza dei concorrenti;
- la comprensione delle questioni legate alla proprietà intellettuale;
- la comprensione dei problemi tecnici.
Tutte le piccole e medie imprese prevedono di presentare una proposta nell’ambito della fase 2 del programma. Il 67% prevede di utilizzare le proprie risorse per sviluppare ulteriormente la propria idea di business, il 34% vorrebbe servirsi del capitale di rischio, e il 26% intende chiedere un prestito.
Il 19% degli intervistati cercherebbe il sostegno di business angels, il 18% userebbe programmi nazionali o regionali e il 13% ricorrerebbe ad altre parti di Horizon 2020.
Solo il 3% delle PMI vorrebbe ricorrere al crowdfunding.
Per ulteriori approfondimenti, si prega di fare riferimento a:
- “Guida Ance sui finanziamenti europei 2014/2020” per il settore delle costruzioni e
- Dossier Ance N° 20 “Il nuovo programma Horizon 2020, principali elementi e criticità”
- Dossier Ance N° 21 “Domande e risposte sul nuovo programma Horizon 2020”
disponibili su richiesta, inviando una mail a ue@ance.it.