Tra gli Atti europei attualmente all’attenzione di Camera e Senato, si segnala, per quanto di maggiore interesse, la Comunicazione della Commissione UE su “Migliorare il mercato unico: maggiori opportunità per i cittadini e per le imprese” COM (2015) 550.
Nella Comunicazione, in particolare, viene delineata una strategia per efficientare il funzionamento del mercato unico con apposite azioni incentrate in tre direzioni:
• creare opportunità per consumatori, professionisti e imprese;
• incoraggiare e realizzare l’ammodernamento e l’innovazione;
• conseguire risultati pratici a beneficio dei consumatori e delle imprese nella loro vita quotidiana.
Nel primo ambito viene, tra l’altro, rilevata l’importanza di promuovere la crescita delle PMI, evidenziando, in proposito, le criticità ancora presenti, tra cui: complessità delle normative sull’IVA; incertezze in materia di diritto societario; accesso ai finanziamenti; normativa in materia fallimentare. Riguardo alla normativa IVA, la Commissione anticipa la presentazione, nel quadro del suo piano d’azione per un sistema IVA a prova di frode, di un pacchetto di semplificazione globale per le PMI nell’intento di ridurre gli oneri amministrativi che gravano su tali imprese. In relazione al diritto societario, evidenzia la prossima adozione della proposta in merito alla società unipersonale, che ridurrà i costi di registrazione delle società e semplificherà le procedure. Sul piano dell’accesso ai finanziamenti, viene sottolineato che le PMI sono già state poste al centro del piano di investimenti per l’Europa e un quarto della garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) sarà utilizzato per sostenere le PMI e le società a media capitalizzazione innovative in modo da garantire alle startup un maggiore e più rapido accesso al finanziamento con capitali di rischio. Sulla normativa fallimentare, infine, la Commissione presenterà una proposta legislativa in materia di insolvenza delle imprese relativa anche a procedure di ristrutturazione precoce e “all’offerta di una seconda opportunità, nell’intento di garantire che gli Stati membri definiscano un contesto normativo che disciplini il fallimento senza scoraggiare gli imprenditori dal cercare nuove strade”.
In relazione alla liberalizzazione dei servizi professionali (direttiva servizi) viene tra l’altro sottolineato La Commissione proporrà un’azione legislativa in materia di ostacoli normativi quali forme giuridiche differenti, requisiti discordanti in materia di partecipazioni e restrizioni multidisciplinari nei principali servizi alle imprese (tra cui sono citati servizi di architettura e di ingegneria civile) nonché disposizioni organizzative per le imprese di costruzioni (a titolo esemplificativo viene citata la prescrizione di occupare un dato numero di architetti o ingegneri o di disporre di una determinata attrezzatura indipendentemente dagli effettivi lavori da eseguire).
Nell’ambito dell’ammodernamento e innovazione ed in particolare in materia di appalti pubblici, viene evidenziato che la Commissione istituirà un meccanismo di valutazione volontario ex ante degli aspetti relativi all’appalto di determinati progetti infrastrutturali su larga scala. Incoraggerà gli Stati membri a migliorare il ricorso avverso a decisioni di aggiudicazione di un appalto promuovendo la costituzione di reti tra gli organi di ricorso di prima istanza, e collaborerà, altresì, con gli stessi per migliorare la trasparenza e la qualità dei sistemi nazionali di appalto grazie alla messa a disposizione di dati migliori, tramite la costituzione di registri di appalti, nonché mediante il sostegno allo sviluppo e all’utilizzo di uno strumento di analisi dei dati e di rilevazione di anomalie al fine di individuare meglio attuali o future irregolarità nel settore.
Si segnalano, altresì, i seguenti:
· Comunicazione della Commissione UE sullo Stato dell’Unione dell’energia 2015 (COM (2015) 572 def.)
Nella comunicazione viene evidenziato, tra l’altro, che nel 2016 la Commissione intende presentare una serie di proposte legislative per allineare la direttiva sull’efficienza energetica all’obiettivo indicativo a livello dell’UE per il 2030 di almeno il 27%, che dovrà essere riesaminato entro il 2020, tenendo presente un livello del 30% per l’UE.
Viene rilevata, altresì, la necessità di monitorare l’edilizia, il cui consumo energetico rappresenta circa il 40% del consumo totale di energia finale dell’UE e circa un quarto delle emissioni dirette di gas serra nei settori non compresi nel sistema ETS. È in corso una valutazione approfondita della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia in vista della sua revisione.
Riguardo agli investimenti in efficienza energetica, in via prioritaria la Commissione collaborerà con i suoi partner per creare nel 2016 i sistemi necessari per aggregare i progetti di efficienza energetica più piccoli. Tali sistemi dovrebbero fornire agli investitori migliori opportunità d’investimento nell’efficienza energetica e rendere più accessibile il capitale necessario per piattaforme e programmi nazionali, regionali o locali per l’efficienza energetica, in particolare negli Stati membri che ne hanno più bisogno. Gli stessi saranno incentrati, fra l’altro, a rafforzare l’assistenza tecnica e lo sviluppo di progetti nell’ambito del Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) istituito dalla Commissione europea e dalla Banca europea per gli investimenti al fine di aiutare i promotori pubblici a strutturare i loro progetti e a promuovere regimi di finanziamento con termini e condizioni standard, in particolare nel settore dell’edilizia.
· Comunicazione della Commissione UE sull’Analisi annuale della crescita 2016 – Consolidare la ripresa e promuovere la convergenza (COM (2015) 690)
Nella comunicazione vengono evidenziate, tra l’altro, tre priorità per il 2016:
— rilanciare gli investimenti: i progressi conseguiti nella mobilitazione degli investimenti pubblici e privati e la selezione dei progetti strategici nel quadro del piano di investimenti per l’Europa devono essere accompagnati da un miglioramento degli investimenti e del contesto normativo a livello sia nazionale che europeo, occorre completare l’Unione bancaria per rafforzare la stabilità finanziaria nella zona euro ed accelerare i lavori relativi all’Unione dei mercati dei capitali, in modo che le imprese abbiano accesso a fonti di finanziamento maggiori e più diversificate e il settore finanziario possa offrire pieno sostegno all’economia reale. Le priorità di investimento devono andare oltre le infrastrutture tradizionali e comprendere il capitale umano e i relativi investimenti sociali;
— proseguire riforme strutturali: le riforme devono fondarsi su un coordinamento effettivo tra gli Stati membri e puntare a una maggiore produttività e alla convergenza verso l’alto. Le politiche del mercato del lavoro devono conciliare le considerazioni relative alla flessibilità con quelle sulla sicurezza; i problemi della disoccupazione giovanile e di lunga durata dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione.
— attuare politiche di bilancio responsabili: bisogna continuare a sostenere un risanamento di bilancio favorevole alla crescita e socialmente equo in molti paesi; (ii) i sistemi fiscali devono eliminare i disincentivi alla creazione di posti di lavoro ed essere più giusti e ancora più efficaci; (iii) i sistemi di protezione sociale dovrebbero essere modernizzati per rispondere efficacemente ai rischi presenti in tutto il ciclo di vita, rimanendo però sostenibili sul piano finanziario nell’ottica delle future sfide demografiche.
· Regolamento del Consiglio UE che istituisce il Programma di sostegno alle riforme strutturali per il periodo 2017-2020 e modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 1305/2013 (COM (2015) 701)
Nel testo vengono indicati, tra l’altro, i seguenti obiettivi:
– sostenere le iniziative delle autorità nazionali volte a strutturare le riforme in funzione delle priorità, tenendo conto delle condizioni di partenza e degli effetti socioeconomici previsti;
– aiutare le autorità nazionali a migliorare la loro capacità di elaborare, sviluppare e attuare politiche e strategie di riforma e di seguire un approccio integrato per garantire la coerenza tra obiettivi e mezzi in tutti i settori, nonché a definire e applicare processi e metodi appropriati tenendo conto delle buone pratiche e dell’esperienza acquisita da altri paesi nell’affrontare situazioni analoghe.
· Comunicazione della Commissione UE sul Piano di azione per la creazione dell’Unione dei mercati di capitali (COM (2015) 468)
La Comunicazione della Commissione UE pone le basi per realizzare, entro il 2019, un’Unione dei mercati dei capitali ben funzionante, integrata ed estesa a tutti gli Stati membri. Nel 2017 la Commissione valuterà i risultati e riesaminerà le priorità.
Nel testo, in particolare, viene evidenziata, tra l’altro, la necessità di sostenere i finanziamenti alle PMI. Al riguardo, la Commissione porterà avanti una strategia globale per rimuovere gli ostacoli allo scambio di informazioni che impediscono alle PMI e ai potenziali investitori di individuare le opportunità di finanziamento o di investimento:
–collaborando con le federazioni bancarie europee e le organizzazioni di categoria per strutturare le informazioni fornite dalle banche che respingono le richieste di credito delle PMI;
–collaborando con la rete Enterprise Europeper una mappatura delle capacità di supporto e di consulenza esistenti in tutta l’UE a livello locale o nazionale, al fine di promuovere le migliori pratiche sull’assistenza alle PMI che potrebbero beneficiare di possibilità alternative di finanziamento;
–promuovendo forme innovative di finanziamento delle imprese, quale il crowdfunding(finanziamento collettivo), il collocamento privato e i fondi che concedono prestiti, preservando allo stesso tempo la tutela degli investitori e la stabilità finanziaria;
–individuando modi per sviluppare o sostenere sistemi di informazione paneuropei di collegamento dei sistemi nazionali che mettano in contatto le PMI in cerca di finanziamenti e gli erogatori di finanziamenti, nonché prendendo ulteriori provvedimenti, se necessario.
Vengono, altresì, individuati quali investitori istituzionali, le imprese di assicurazione sulla vita e i fondi pensione, per loro natura investitori a lungo termine. Al riguardo, viene rilevato che gli stessi negli ultimi anni hanno ridimensionato gli investimenti in società e progetti a lungo termine. La quota di azioni possedute da imprese di assicurazioni e fondi pensione è passata da oltre il 25% della capitalizzazione del mercato azionario dell’UE nel 1992 all’8% alla fine del 201246. L’UE dovrebbe sostenere tali investitori istituzionali per favorirne l’esposizione verso attività a lungo termine e PMI, mantenendo nel contempo una sana e prudente gestione delle attività e delle passività.
Gli investitori istituzionali altri investitori privati possono, inoltre, costituire un’importante fonte di finanziamento per gli investimenti infrastrutturali, in quanto tali investimenti possono offrire rendimenti stabili e precedenti piuttosto positivi in termini di performance del credito. In proposito viene, tra l’altro, anticipato che nell’ambito del piano di investimenti, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) mobiliterà nell’UE, tra il 2015 e il 2017, 315 miliardi di EUR di nuovi investimenti aggiuntivi, di cui 240 miliardi saranno impiegati direttamente in infrastrutture e progetti innovativi. Il portale dei progetti di investimento europei consentirà ai promotori dei progetti con sede nell’UE di entrare in contatto con i potenziali investitori e di condividere progetti di investimento e idee, mentre il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) costituirà uno sportello unico di orientamento e consulenza a sostegno degli investimenti infrastrutturali nell’UE.