La decisione del Governo di imprimere un’accelerazione all’iter dello schema di decreto recante la “Disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo” sottoponendolo all’ordine del giorno della Conferenza Unificata Stato-Regioni del 17 dicembre 2015, addirittura prima della data indicata come termine finale della consultazione pubblica (19 dicembre) prevista dall’art. 8 del decreto legge n.133/2014, ha provocato la dura reazione delle Regioni.
In particolare Claudia Maria Terzi, Assessore all’Ambiente Energia e Sviluppo sostenibile della Regione Lombardia, ha espresso il profondo malcontento per la scelta del Governo di chiudere anticipatamente la valutazione dello schema di DPR. Data la complessità del testo e la rilevanza degli effetti del provvedimento sulle imprese edili, le Regioni si erano riservate di effettuarne una valutazione approfondita solo al termine della consultazione pubblica, ed una volta raccolte tutte le osservazioni delle categorie interessate.
In realtà l’accelerazione del Governo impediva di fatto, secondo l’Assessore Terzi, che tale attento esame potesse essere concluso. “A sorpresa” commenta l’Assessore, “nonostante i pareri tecnici di Ministero e Regioni andassero nel verso opposto, la parte politica ministeriale ha deciso di mettere all’ordine del giorno della Commissione politica del 17 dicembre un documento incompleto, impedendo di fatto alle componenti tecniche delle Regioni di valutare le importanti osservazioni che perverranno dai diversi portatori di interesse e dalle associazioni di categoria e le relative variazioni del testo che i Ministeri vorranno apporre, dimostrando di ignorare le voci dei territori e degli operatori”.
“Per questo” conclude Claudia Maria Terzi “abbiamo chiesto e ottenuto di non discutere lo schema di DPR sino al completamento di tutte le analisi tecniche e politiche e, soprattutto, almeno fino alla conclusione della consultazione pubblica”.
In allegato il comunicato stampa dell’Assessore Claudia Maria Terzi