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L’indagine persegue l’obiettivo di concorrere alla definizione di una strategia italiana di industria 4.0 con il relativo quadro normativo di riferimento e di favorire l’evoluzione del tessuto industriale per accrescerne la competitività. Verranno, inoltre, approfonditi gli strumenti per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali

Archivio, Governo e Parlamento

Rivoluzione industriale 4.0: deliberata l’indagine conoscitiva dalla Camera dei Deputati

11 Febbraio 2016
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La Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati ha deliberato lo svolgimento di un’indagine conoscitiva sulla “Rivoluzione industriale 4.0 quale modello da applicare al tessuto industriale italiano. Strumenti per favorire la digitalizzazione delle filiere industriali nazionali”, il cui termine di scadenza è fissato al 31 luglio 2016.
 
Finalità dell’indagine
Secondo il programma approvato dalla Commissione, l’indagine conoscitiva ha l’obiettivo di concorrere alla definizione di una strategia italiana di industria 4.0 attraverso una migliore definizione del quadro normativo necessario a promuoverne la realizzazione, nonché di individuare un modello nazionale di fabbrica digitale che tenga conto di tutti gli aspetti specifici del sistema produttivo nonché delle dimensioni delle imprese italiane e, soprattutto, dell’evoluzione tecnologica nei diversi settori di attività e ambiti territoriali.
A tal fine, appare opportuno acquisire preliminarmente elementi conoscitivi quali una mappatura delle aziende già orientate a questo modello, degli investimenti pubblici e privati finora messi in campo, al fine di effettuare una valutazione dell’impatto della fabbrica digitale sul sistema industriale italiano e sull’occupazione. In tal modo si intende favorire l’evoluzione del tessuto industriale italiano per accrescerne la competitività suimercati internazionali, partendo da un’analisi dei singolicomparti produttivi.
 
Soggetti da audire
Tra i soggetti che parteciperanno alle audizioni sono previsti, tra l’altro: il Ministro dello sviluppo economico; il Ministro dell’economia e delle finanze; il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca; rappresentanti di altri Dicasteri con competenze nel settore dell’economia digitale quali, ad esempio, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del lavoro, nonché del Dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio; la Conferenza dei Presidenti delle regioni;
-rappresentanti del mondo imprenditoriale, di associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali.
 
Quadro di riferimento
Nelle premesse del programma vengono ricordate le precedenti rivoluzioni industriali (fine del XVII secolo basata sull’introduzione dei sistemi meccanici che sfruttavano l’energia del vapore; inizio del XX sulla diffusione dell’energia elettrica; seconda metà del XX secolo con l’avvento dell’elettronica e del computer) ed evidenziato come la quarta rivoluzione industriale si associ alla connessione tra computer, attuatori e sensori attraverso la rete internet creando un mondo interconnesso e dotato di intelligenza propria.  Questa fase di trasformazione dei processi industriali tradizionali è spesso associata aiconcetti di « Industria 4.0 » (collegamento in tempo reale di esseri umani, macchine e oggetti per la gestione intelligente di sistemi) e Internet of Things (IoT), integrazionedi oggetti di qualsiasi tipo in unarete digitale universale.
Finalità del nuovo modello è la capacità di reagire in tempi brevi alle specifiche richieste del mercato, obiettivo che non può essere raggiunto dall’azienda singola, ma dall’intera filiera delle imprese che devono essere integrate in un’unica piattaforma connessa.  Il cambiamento in atto prevede pertanto la profonda integrazione delle tecnologie digitali nei processi industriali manifatturi modificando le metodologie produttive.
 
Altri settori centrali della quarta rivoluzione industriale saranno biotecnologie, nanotecnologie, informatica quantistica, produzione alternativa e accumulo dell’energia, telecomunicazioni, robotica, veicoliautoguidati, scienza dei materiali,droni e loro impiego, biomedica. Per questeragioni sono già molti i programmi disostegno a questi ambiti innovativi.
 
Viene, altresì, ricordato che Industria 4.0 nasce nel 2012 come iniziativa strategica del mondo produttivo tedesco (associazioni di categoria e alcune grandi imprese multinazionali, sindacati, università) fortemente sostenuta sul piano finanziario dal Governo federale ed ormai è una strategia europea. L’obiettivo era stato fissato dalla Commissione Europea che nel 2012 ha pubblicato la comunicazione (COM(2012) 0582) dal titolo « Un’industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica – Aggiornamento della comunicazione sulla politica industriale » volta a sostenere gli investimenti a favore dell’innovazione focalizzandosi su sei settori prioritari dal grande potenziale (tecnologie di fabbricazioneavanzate per la produzione pulita;tecnologie abilitanti fondamentali;prodotti biologici; politica industriale ed edilizia sostenibile e materie prime; veicolipuliti e navi pulite e reti intelligenti).
Nel 2014  la Commissione ha, poi, pubblicato la comunicazione « Per una rinascita industriale europea » (COM(2014) 0014), incentrata su tematiche quali l’inversione del declino industriale e il conseguimento dell’obiettivo di innalzare il contributo dell’industria manifatturiera al PIL, portandolo al 20 per cento entro il 2020.
Il Governo italiano, inoltre, ha preannunciato da tempo la presentazione di un documento sul modello Industria 4.0 con l’obiettivo di offrire una visione strategica sulle applicazioni del digitale e delle nuove tecnologie nell’industria, su cui sarà possibile avviare un confronto con tutti le principali industrie e società di servizi italiane al fine di individuare iniziative concrete per favorire la diffusione dell’industria digitale. Il documento, secondo le anticipazioni fornite individua le azioni chiave da mettere a punto affinché il Paese possa cogliere i benefici delle nuove tecnologie e tornare alla leadership, tra cui:
–  accelerare l’esecuzione del Piano banda ultralarga;
– favorire lo sviluppo di standard tecnologici in nome dell’interoperabilità;
– prevedere interventi normativi e regolamentari mirati a facilitare l’adozione delle nuove tecnologie
– investire sulla formazione di nuove professionalità;
– promuovere l’adozione delle tecnologie
– deliberare strumenti fiscali ad hoc e fare leva sul credito di imposta;
– favorire gli investimenti in ricerca e sviluppo e inserire IoT e Manufacturing 4.0 nelle aree del Piano Nazionale della Ricerca (PNR) e nell’evoluzione del Quadro di Sostegno e Coesione della Comunità Europea 2014-2020;
-istituire una cabina di regia in grado di rimuovere eventuali vincoli normativi che ostacolano lo sviluppo di nuovi investimenti.
 

In allegato il programma dell’indagine

23663-Programma dell’indagine.pdfApri
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