Tra le tematiche sottoposte al Governo: dati occupazionali e lavoro accessorio; agevolazioni fiscali per la prima casa; disciplina fiscale dei trasferimenti immobiliari; dissesto idrogeologico; affidamenti diretti negli appalti; ritardo della PA nella digitalizzazione; società di workers buy out.
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CAMERA DEI DEPUTATI
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ATTO e PRIMA FIRMA
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OGGETTO
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IMPEGNI / RICHIESTE AL GOVERNO
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RISPOSTA DEL GOVERNO
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Interrogazione a risposta immediata in Commissione
T. Ciprini, M5S
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Dati occupazionali e lavoro accessorio (vocuher)
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-Se il Governo sia a conoscenza criteri adottati dall’Istat per rilevare i dati occupazionali e se trovi conferma che secondo tali criteri è considerata «occupata» anche la persona titolare di un semplice voucher;
-quali iniziative si intenda assumere per garantire una più completa informazione e/o comunicazione dei dati e dei criteri adottati per le statistiche occupazionali |
Evidenziato, tra l’altro, che:
–sulla base dei dati ISTAT, tra il primo trimestre del 2015 e il primo trimestre del 2016, il numero di occupati è cresciuto complessivamente di 242 mila unità. Il dato più rilevante riguarda la crescita del numero dei soggetti occupati stabilmente, ossia quelli con contratto a tempo indeterminato, che è stata pari a 341 mila unità, mentre rimane stabile il numero dei lavoratori a termine e si riduce quello dei collaboratori e dei lavoratori autonomi.
Tali dati, dunque, portano ad escludere un ruolo preminente dei voucher nella dinamica del mercato del lavoro di quest’anno , evidenziando la crescita del numero di lavoratori con contratto a tempo indeterminato;
-con riferimento al lavoro accessorio lo scorso 10 giugno, il Governo ha approvato uno schema di decreto correttivo che introduce la piena tracciabilità dei voucher, attraverso l’obbligo di comunicazione preventiva della prestazione prevedendo sanzioni che vanno da 400 a 2.400 euro per lavoratore in caso di omessa la comunicazione. La predetta misura conferma l’impegno a combattere ogni forma di illegalità e di abuso nel mercato del lavoro, contrastando i comportamenti irregolari che sfruttano il lavoro ed alterano la corretta concorrenza tra le imprese;
-nello scorso mese di dicembre, il Ministero del lavoro insieme all’INPS e all’INAIL ha stipulato un protocollo di intesa con l’ISTAT nell’ottica di promuovere iniziative di integrazione delle informazioni in possesso dei vari enti. I primi risultati di questo importante processo di collaborazione sono attesi entro la fine dell’anno.
Sottosegretario di stato per il Lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba
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Interrogazione a risposta immediata in Commissione
I. Catalano, Nisto
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Gestione dell’identità digitale
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Se, ed entro quale termine, si preveda di consentire al cittadino il pieno accesso, per via telematica e tramite autenticazione SPID, ai diversi servizi gestiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
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Evidenziato, tra l’altro, che:
– il MIT si sta impegnando ad unire le risorse economiche e umane dei diversi centri di responsabilità in un unico progetto;
-di tale progetto si stanno delineando le basi e nelle prossime settimane si potranno definire i tempi affinché i cittadini possano accedere tramite CNS e SPID, il cui avvio si prevede in contemporanea ai diversi servizi nell’ambito dei trasporti e delle opere pubbliche;
-lo scopo finale è di giungere al pieno accesso tramite autenticazione integrata CNS e SPID ai servizi, in analogia a quanto oggi avviene sui siti INPS e INAIL.
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Interrogazione a risposta immediata in Commissione
R. Nuti, M5S
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Ritardo della PA nella digitalizzazione
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Considerato il ritardo del Paese nel campo della digitalizzazione, l’innovazione, la banda larga, l’utilizzo dell’e-gov da parte delle imprese, si chiede di sapere:
-con quali tempi si potranno raggiungere i Paesi europei che guidano la classifica in ordine alla digitalizzazione e all’innovazione della pubblica amministrazione.
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Evidenziato, tra l’altro, che:
-la Commissione europea ha elaborato un indice sintetico (DESI, Indice di digitalizzazione dell’economia e della società) che aggrega una serie di indicatori strutturati intorno a cinque dimensioni: la connettività, che misura lo sviluppo e la qualità dell’infrastruttura disponibile per la « banda larga »; il capitale umano, che misura la presenza delle competenze necessarie per trarre vantaggio dalle possibilità offerte dalla società digitale; l’utilizzo di Internet; l’integrazione della tecnologia digitale, che indica
la capacità dell’iniziativa imprenditoriale di sfruttare la tecnologia digitale per migliorare
l’efficienza, ridurre i costi, procurarsi nuovi clienti, allargare i mercati di riferimento; i servizi pubblici digitali, che misura la capacità di erogare servizi pubblici
attraverso il web, ossia l’offerta di
e-government;
–L’Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,4 è al 25o
posto nella classifica dei 28 Stati membri dell’UE. Nel 2015 ha fatto progressi nella maggior parte degli indicatori. La copertura delle reti a banda larga è passata dal 36 per cento delle famiglie nel 2014 al 44
per cento nel 2015. Per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, l’Italia si avvicina alla media dell’UE. L’Italia fa parte del gruppo di paesi che stanno recuperando il ritardo (ossia dei paesi il cui punteggio è
al di sotto della media UE ma è aumentato più velocemente di quello dell’UE nel suo insieme);
–nel 2016 dovrebbero essere
registrare ulteriori miglioramenti in particolare in relazione agli interventi nei seguenti ambiti:
qualità dei siti web (che saranno via
via riprogettati secondo le linee guida emanate da AgID); disponibilità di modulistica unificata
e compilabile online; semplificazione nell’accesso ai servizi online (in virtù della diffusione di SPID);
diffusione del sistema dei pagamenti elettronici;
fatturazione elettronica;
anagrafe nazionale; carta di identità elettronica;
-è all’esame delle Camere per il parere al Governo lo Schema di DLgs legislativo (Atto 307) di riforma del Codice dell’amministrazione
digitale che reca istituti contenuti
nel Regolamento eIDAS del Parlamento e del Consiglio dell’UE. Il Governo conta di approvare rapidamente il decreto, non appena acquisiti i pareri parlamentari, in modo da disporre di un adeguato strumento normativo che consenta di completare il processo di digitalizzazione del Paese.
-è positiva inoltre la costituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta per verificare il livello di digitalizzazione raggiunto nelle pubbliche amministrazioni, sia statali che locali che potrà offrire al Governo ulteriori elementi utili per migliorare politiche e azioni sulla innovazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione (Doc XXII- n.42-A, approvato dall’Aula della Camera dei Deputati)
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Angelo Rughetti
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Interrogazione a risposta immediata in Commissione
M. Pelillo, PD
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Agevolazioni fiscali per la prima casa
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Richiesti chiarimenti su:
–quali iniziative si intenda assumere per chiarire definitivamente che il termine dei 18 mesi per trasferire la residenza, utile per usufruire delle agevolazioni fiscali per la prima casa, qualora si tratti di acquisto di un immobile in corso di costruzione, decorre dalla data di rilascio del certificato di agibilità dell’immobile, al fine di salvaguardarei contribuenti che si sono trovati, per causa di forza maggiore, impossibilitati a trasferire la propria residenza nell’abitazione acquistata nei termini previsti dalla legge.
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Si evidenzia che:
–l’impegno a trasferire la residenza deve essere attestato dall’acquirente, mediante il rilascio di un’apposita dichiarazione nell’atto di trasferimento dell’immobile;
– con riferimento all’applicabilità di tale previsione normativa, nel caso di acquisto di un immobile in corso di costruzione, la Corte di Cassazione ha precisato che non costituisce causa di forza maggiore la mancata ultimazione di un appartamento in costruzione, con la conseguenza che il mancato trasferimento della residenza nel comune in cui è situato l’immobile acquistato, nel termine di 18 mesi, costituisce l’inadempimento di un obbligo del contribuente, che determina la decadenza dal beneficio «prima casa» provvisoriamente accordato; – i comportamenti tenuti dagli uffici dell’Agenzia delle entrate che hanno inviato avvisi di liquidazione per recuperare l’indebito utilizzo delle agevolazioni «prima casa», qualora gli acquirenti degli immobili in costruzione non abbiano provveduto a trasferire la residenza nel comune della relativa ubicazione entro 18 mesi dalla registrazione dell’atto pubblico di acquisto, devono ritenersi coerenti con la normativa di riferimento, così come interpretata dalla menzionata giurisprudenza di legittimità.
Il Sottosegretario di Stato Economia e finanza, Pier Paolo Baretta
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Interrogazione a risposta immediata in Commissione
R. Gebhard, Misto
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Disciplina fiscale dei trasferimenti immobiliari
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Si chiede di sapere se:
–un soggetto che svolge attività d’impresa possa demolire o trasformare o dividere i beni immobili acquistati ai sensi dell’articolo 16, comma 1, del DL n. 18/2016 (vendite giudiziarie) e rivenderli entro due anni rientrando comunque nell’agevolazione ivi prevista.
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Si evidenzia che:
-dalla lettura della riportata previsione normativa emerge (art. 16, c.2 DL 18/2016) che l’agevolazione si applica a condizione che si formalizzi l’impegno a vendere l’immobile entro due anni dall’acquisto e che tale impegno sia poi rispettato;
-in assenza di specifiche disposizioni normative che limitino l’applicazione della previsione agevolativa in argomento, deve ritenersi che la decadenza dall’agevolazione fruita in sede di acquisto non opera qualora l’immobile trasferito nell’ambito della procedura giudiziaria sia stato oggetto di interventi di demolizione, trasformazione o divisione prima della rivendita da effettuarsi entro il biennio dall’acquisto.
Il Sottosegretario di Stato Economia e finanza, Pier Paolo Baretta
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CAMERA DEI DEPUTATI
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ATTO e PRIMA FIRMA
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OGGETTO
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IMPEGNI/RICHIESTE AL GOVERNO
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Interrogazione a risposta scritta
S. Micillo, M5S
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Dissesto idrogeologico in Campania
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Si chiede di sapere:
-quali iniziative si intenda intraprendere per la realizzazione di una efficace attività di mitigazione del rischio idrogeologico e per far fronte alla grave situazione che si è venuta a delineare in Italia e in particolare nella regione Campania;
-quali iniziative si intenda intraprendere per la realizzazione di interventi finalizzati alla predisposizione, applicazione e diffusione dei piani di protezione civile;
– quali e quanti interventi di delocalizzazione siano stati ad oggi realizzati per dare attuazione a quanto previsto dal comma 111 e 118 della legge n. 147/2013, (Stabilità 2014), e quali interventi siano stati realizzati per dare attuazione a quanto previsto dall’articolo 7, comma 2, del dl n. 133/2014, (c.d. Sblocca Italia);
– quali ulteriori iniziative si intenda intraprendere per favorire la delocalizzazione dei beni esposti a frane ed alluvioni;
– con quali strumenti si intenda controllare l’effettiva osservanza delle disposizioni di inedificabilità previste dai piani per l’assetto idrogeologico (o PAI);
– quali interventi si intendano effettuare per sorvegliare il reticolo di corsi d’acqua minori;
– quali iniziative saranno intraprese per la prevenzione degli incendi, considerato che il disboscamento dei versanti causato dagli incendi può aggravare il rischio di frana di un versante;
– quali iniziative saranno intraprese per incrementare i sistemi di allerta e previsione delle piene e per monitorare il territorio per prevenire la captazione abusiva di acqua, l’estrazione illegale di inerti e l’abusivismo edilizio;
-quali iniziative saranno intraprese per evitare che le escavazioni in alveo danneggino l’equilibrio sedimentologico e lo stato ecologico del corso d’acqua, provocando un aumento del rischio a monte e a valle del tratto interessato;
– di quali dati sono considerati in riferimento al funzionamento della struttura di missione Italia Sicura, quale sia il suo costo di funzionamento e quali risultati si siano oggi ottenuti.
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Interrogazione a risposta scritta
G. Nastri, FdI-AN
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Credito PMI
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Si chiede di sapere se:
–saranno introdotte nuove misure regolatorie relative ai piani individuali di risparmio finalizzate a sostenere il finanziamento delle piccole e medie imprese e in caso affermativo, si intenda prevedere ulteriori iniziative in favore di tale categoria dimensionale aziendale che continua a subire gli effetti della crisi economico finanziaria.
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Interrogazione a risposta scritta
G. Nastri, FdI-AN
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Modifiche al nuovo codice appalti
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Considerate le criticità riscontrate in merito al nuovo codice degli appalti, che appare nel complesso, un impianto normativo, fragile e precario sotto il profilo delle misure di contrasto ai fenomeni di corruzione, si chiede di sapere:
– se sono condivise le preoccupazioni sulle criticità espresse, tra l’altro, dall’Associazione nazionale magistrati, che rilevano una serie di elementi gravi e distorsivi all’interno dell’impianto normativo concernente le linee guida attuative del nuovo codice degli appalti e delle concessioni;
– quali iniziative si intenda intraprendere al fine di apportare modifiche al Dl 50/2016 (Nuovo codice degli appalti pubblici) che necessita peraltro di circa cinquanta decreti attuativi, indispensabili per garantire piena operatività delle norme.
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Interrogazione a risposta scritta
R. Occhiuto, FI
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Procedure di affidamento negli appalti di servizi e forniture
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Considerando che l’Autorità nazionale anticorruzione, a seguito di un’analisi svolta sugli appalti di servizi e forniture in un periodo che va dal primo gennaio 2010 al 10 marzo di quest’anno in 116 comuni capoluogo, ha denunciato, in particolare, una sistematica disapplicazione delle norme in materia di calcolo del valore dell’appalto e di affidamenti diretti o in economia del codice dei contratti pubblici, si richiede di sapere:
–quali siano i dati relativi alle procedure di affidamento dei lavori per servizi e forniture nei comuni di Milano, Torino, Firenze e Reggio Calabria, confrontando i valori percentuali sul totale degli affidamenti negli anni 2010 e 2014.
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Risoluzione in Commissione
T. Ciprini, M5S
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Aziende fallite/società di workers buy out
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Adottare ed attivare ogni utile iniziativa finalizzata a promuovere la redazione di un testo che unifichi la normativa in tema di costituzione e agevolazioni per le operazioni di workers buy out consistente nell’acquisizione della maggioranza o della totalità del capitale sociale di un’impresa, generalmente in crisi, da parte dei propri dipendenti, siano essi dirigenti, impiegati, operai;
– che preveda una semplificazione degli strumenti a sostegno delle cooperative di produzione e lavoro che rilevano aziende fallite e/o in crisi (WBO);
– assumere iniziative per prevedere l’aumento delle risorse del fondo di rotazione Foncooper istituito dalla legge n. 49/1985, concernente provvedimenti per il credito alla cooperazione e misure per la salvaguardia dei livelli occupazionali;
– assumere iniziative per prevedere per i lavoratori che ricorrono ad operazioni di workers buy out forme di co-partecipazione ai finanziamenti, alternative all’investimento del loro trattamento di fine rapporto di lavoro (TFR);
– assumere ogni iniziativa normativa volta ad ampliare e modificare la sfera di applicazione dei criteri stabiliti dal fondo di rotazione del microcredito della piccola e media impresa includendovi tra i beneficiari del suddetto fondo anche le società costituite da workers buy out con oltre cinque/dieci dipendenti;
– adottare iniziative normative volte a prevedere agevolazioni fiscali anche sui costi energetici per i lavoratori che ricorrono ad operazioni di WBO.
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Si veda precedente del 13 giugno 2016.
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