SENATO DELLA REPUBBLICA
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PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI
APPROVATI DA UN RAMO DEL PARLAMENTO
– DDL su “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” (DDL 2233/S )
L’Aula ha licenziato, in prima lettura, il provvedimento in oggetto con una modifica al testo approvato dalla Commissione Lavoro (si veda al riguardo la notizia “In Evidenza” del 4 novembre 2016)
Per l’iter parlamentare precedente si veda la Sintesi n. 30/2016
Il provvedimento in oggetto è composto da due “Capi”, il primo relativo alle misure di sostegno in favore del lavoro autonomo e l’altro sulle misure per favorire l’articolazione flessibile (c.d. “lavoro agile”) della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento. Le norme del Capo I si applicano ai rapporti di lavoro autonomo, di cui all’articolo 2222 c.c. Viene, in particolare, disciplinato l’accesso agli appalti pubblici in ordine al quale le amministrazioni pubbliche, in qualità di stazioni appaltanti, promuovono la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici. Il Capo II disciplina il lavoro agile definito come una “modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato”, caratterizzata da: esecuzione della stessa in parte all’interno di locali aziendali ed in parte all’esterno ed entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla disciplina legislativa e dalla contrattazione collettiva; possibilità di impiego di strumenti tecnologici; assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali aziendali.
Il provvedimento passa ora alla lettura della Camera dei Deputati.
PARERI RESI SU ATTI DEL GOVERNO
– Schema di decreto legislativo recante riordino delle funzioni e del finanziamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (Atto 327)
La Commissione Industria, Commercio e Turismo ha espresso al Governo un parere favorevole con condizioni e osservazioni sul provvedimento in oggetto.
Il provvedimento, predisposto in attuazione dell’art. 10 della L. 124/2015 (Legge Madia), dispone la riforma complessiva delle Camere di commercio, attraverso una serie di misure quali: la ridefinizione delle circoscrizioni territoriali, con conseguente riduzione del numero delle Camere di commercio entro il limite di 60. In particolare, viene previsto che entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il numero complessivo delle Camere si ridurrà da 105 a non più di 60 nel rispetto, tra gli altri, dei seguenti vincoli: almeno una Camera di commercio per Regione e l’accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75mila imprese iscritte. Il decreto interviene, inoltre, per limitare gli ambiti di svolgimento della funzione di promozione del territorio e dell’economia locale; eliminare le duplicazioni di compiti e funzioni rispetto ad altre amministrazioni pubbliche; limitare le partecipazioni societarie e ridurreil numero dei componenti degli organi; accorpare tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili e limitare il numero delle Unioni regionali. Viene, inoltre, disposta la riduzione del contributo obbligatorio delle imprese. Al riguardo, viene stabilito che le variazioni del diritto annuale, conseguenti alla rideterminazione annuale del fabbisogno delle camere di commercio, valutate in termini medi ponderati, debbano comunque assicurare la seguente riduzione rispetto agli importi vigenti nel 2014: per il 2016 una riduzione del 40%; per il 2017 una riduzione del 50%. Viene, altresì, rafforzata la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio.
Per il parere reso dalla Camera dei Deputati si veda la Sintesi n. 43/2016
Il provvedimento tornerà, ora, in Consiglio dei Ministri (se il Governo non dovesse conformarsi alle indicazioni del Parlamento, lo Schema, come previsto dalla legge delega, dovrà tornare alle Camere per il secondo parere).
– Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/66/UE sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei dirigenti, lavoratori specializzati, lavoratori in formazione di Paesi terzi nell’ambito di trasferimenti intra-societari (Atto 338)
La Commissione Affari Costituzionali ha espresso al Governo un parere favorevole con una osservazione, sul provvedimento in oggetto.
Il provvedimento è finalizzato a dare attuazione nell’ordinamento nazionale alla direttiva 2014/66/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014, sulle condizioni di ingresso e soggiorno dei dirigenti, lavoratori specializzati e lavoratori in formazione di paesi terzi, nell’ambito di trasferimenti intra-societari, attuando così la delega legislativa prevista dalla legge 9 luglio 2015 n.114 ( delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – legge di delegazione 2014)
Per il parere reso dalla Camera dei Deputati si veda la Sintesi n. 43/2016
Il provvedimento tornerà, ora, in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.