Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 14 gennaio 2017 n. 8, ha, tra l’altro, approvato, in esame preliminare, i seguenti provvedimenti:
– alcuni decreti legislativi di attuazione della delega al governo in tema di riordino, semplificazione e codificazione delle disposizioni legislative in materia di istruzione secondo l’articolo 1, comma 180, della legge 13 luglio 2015, n. 107. In particolare è stato approvato un decreto che revisiona i percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, di raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, che supera la sovrapposizione tra istruzione professionale e istruzione tecnica attraverso il rafforzamento dell’identità dell’istruzione professionale, prevedendo indirizzi di studio ispirati a un moderno concetto di occupabilità, riferito ad ampie aree di attività economiche, e non a singoli mestieri. Viene inoltre riconosciuta alle scuole la possibilità di ampliare l’offerta formativa anche attraverso la realizzazione di percorsi di qualifica professionale, sempreché previsti dalla programmazione regionale. Si potenziano infine gli indirizzi di studio quinquennali dell’istruzione professionale e si prevede la presenza, su tutto il territorio nazionale, di un sistema unitario e articolato di “Scuole professionali”.
I decreti saranno inviati alle Camere per l’acquisizione dei prescritti pareri parlamentari;
– una “Nota metodologica relativa alla procedura di calcolo per la determinazione dei fabbisogni standard ed i coefficienti di riparto degli fabbisogni stessi per le funzioni fondamentali dell’istruzione, del territorio, dell’ambiente, dei trasporti, nonché per altre funzioni generali delle province e delle città metropolitane”. Il decreto è adottato a norma del decreto legislativo n.216 del 2010 (Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, città metropolitane e province) che, al fine di assicurare il superamento graduale e definitivo della spesa storica, prevede che il Governo determini tali fabbisogni per rapportare, progressivamente nella fase transitoria e successivamente a regime, il finanziamento integrale della spesa relativa alle funzioni fondamentali e ai livelli essenziali delle prestazioni.
Approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/104/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 novembre 2014 relativa a determinate norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell’Unione europea.
Il decreto introduce meccanismi di acquisizione delle prove che affidano al giudice il potere di richiedere alle parti, ai terzi e alle stesse Autorità garanti della concorrenza l’esibizione di elementi utili al giudizio instaurato ai fini del risarcimento del danno da illecito antitrust, per consentire ai danneggiati stessi, anche acquirenti indiretti, di superare le asimmetrie informative che rendono attualmente difficile l’azione risarcitoria.
Il provvedimento disciplina inoltre l’efficacia nel giudizio risarcitorio della decisione definitiva con cui un’Autorità garante della concorrenza di altro Stato membro accerta una violazione del diritto della concorrenza, la prescrizione del diritto al risarcimento, la responsabilità in solido degli autori della violazione, la quantificazione e la valutazione del danno, concentrando presso tre Sezioni specializzate in materia di impresa (Milano, Roma, Napoli) la competenza per le controversie in merito, anche promosse per il tramite di azioni di collettive.
Il Consiglio, inoltre, ha deliberato in ordine alla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge 21 luglio 2016, n. 145. Nella deliberazione che sarà successivamente trasmessa alle Camere per la discussione, viene indicato per ciascuna missione: l’area geografica di intervento, gli obiettivi, la base giuridica di riferimento, la composizione degli assetti da inviare (compreso il numero massimo delle unità di personale coinvolte), la durata programmata e il fabbisogno finanziario per l’anno in corso, così come previsto dalla nuova legge-quadro sulle missioni internazionali.
Ha, altresì, approvato la Relazione programmatica per il 2017 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, predisposta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche europee.
Il Consiglio ha, infine, esaminato alcune leggi regionali, nell’ambito delle quali ha deliberato la non impugnativa, tra l’altro, delle seguenti:
Legge Regione Lombardia n. 28 del 17/11/2016 “Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio”;
Legge Regione Piemonte n. 23 del 17/11/2016 “Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave”;
Legge Regione Liguria n. 28 del 18/11/2016 “Disposizioni di modifica della normativa regionale in materia di protezione civile e di organizzazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL)”;
Legge Regione Lombardia n. 29 del 23/11/2016 “Lombardia è ricerca e innovazione”;
Legge Regione Puglia n. 33 del 23/11/2016 ““Disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale e attività estrattiva. Modifica all’articolo 1 della legge regionale 12 novembre 2004, n. 21 (Disposizione in materia di attività estrattiva)”;
Legge Regione Umbria n. 13 del 23/11/2016 “Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 21 gennaio 2015, n. 1 – Testo unico governo del territorio e materie correlate”.