In relazione all’esame in seconda lettura, in sede referente, presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, del disegno di legge recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico e privato” (DDL 2208/S), l’Associazione è tornata ad illustrare – come già alla Camera (si veda al riguardo la notizia di “Interventi” 18 novembre 2015) – le proprie proposte sui contenuti del testo.
In particolare, con riferimento alle disposizioni sulla tutela del dipendente o collaboratore che segnala illeciti nel settore privato, l’Associazione ha evidenziato la necessità che le segnalazioni avanzate siano riferibili a gravi violazioni del modello di organizzazione e gestione dell’ente e che siano fondate su elementi di fatto certi e non presunti. Questo al fine di evitare un numero spropositato di segnalazioni che riguardino minime violazioni del modello di organizzazione e gestione dell’ente, sulla base di meri sospetti e/o elementi confutabili, con conseguente apertura di procedimenti ispettivi aleatori e aggravio del lavoro delle autorità preposte al controllo.
Ha, altresì, evidenziato l’opportunità di considerare – oltre alle sanzioni per chi viola le misure a tutela del segnalante – anche quelle per chi effettua con dolo o colpa grave segnalazioni che si rilevano infondate.
Inoltre, nell’ipotesi di misure adottate nei confronti del soggetto segnalante, ha rilevato la necessità che l’onere di dimostrare che le stesse siano estranee alla segnalazione presentata deve essere riconosciuto in capo al datore di lavoro esclusivamente per le segnalazioni fondate su elementi di fatto precisi.
Le proposte ANCE hanno trovato condivisione e saranno oggetto di valutazione nel prosieguo dell’iter del provvedimento.