L’Aula della Camera dei Deputati ha licenziato definitivamente, in terza lettura, il disegno di legge di delega al Governo per il riordino delle norme sul sistema nazionale di protezione civile (DDL 2607/C Relatrice l’On. Raffaella Mariani del Gruppo), nel testo trasmesso dal Senato.
Il testo prevede, in particolare, la delega al Governo ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, uno o più decreti legislativi di ricognizione, riordino, coordinamento, modifica e integrazione delle disposizioni legislative vigenti che disciplinano il Servizio nazionale della protezione civile e le relative funzioni.
Tra gli ambiti oggetto della delega:
– disciplina dello stato di emergenza e previsione del potere di ordinanza in deroga alle norme vigenti, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento e della normativa europea;
– previsione, anche sulla base di apposite norme speciali, di specifiche modalità di intervento del Servizio nazionale di protezione civile volte a garantire l’effettività delle relative misure e stabilirne l’efficacia limitata alla durata della situazione di emergenza stessa, prevedendo trasparenti procedure di verifica successiva, in relazione, tra l’altro, alle procedure di acquisizione di lavori, servizi e forniture e alla gestione dei rifiuti, delle macerie e delle terre e rocce da scavo prodotte in condizioni di emergenza;
– disciplina delle procedure finanziarie e contabili che devono essere applicate da parte dei commissari delegati titolari di contabilità speciale e dei relativi obblighi di rendicontazione, delle procedure di controllo successivo e del subentro delle amministrazioni competenti in via ordinaria nei rapporti giuridici attivi e passivi sorti durante la gestione, nei procedimenti contenziosi e nelle attività pre-contenziose instaurati durante lo stato d’emergenza e in relazione ad esso, anche prevedendo riduzioni degli obiettivi del patto di stabilità interno per le amministrazioni interessate;
-disciplina delle misure per rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita nelle aree colpite dagli eventi calamitosi consistenti in interventi strutturali e non strutturali di prevenzione e di ripristino dei territori, delle opere e delle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico danneggiate, comprese quelle strategiche.
Tra i principi e criteri direttivi per l’adozione dei decreti delegati:
– identificazione delle tipologie dei rischi per i quali si esplica l’azione di protezione civile. Al riguardo, si ricorda la previsione, come richiesto dall’ANCE nel corso dell’esame in prima lettura (si veda, al riguardo, la notizia di Interventi ANCE del 17 luglio 2015) che non rientrano nell’azione di protezione civile gli interventi relativi oltre che ad eventi programmati, anche a quelli programmabili in tempo utile che possano determinare criticità organizzative;
–raccordo delle attività di pianificazione in materia di protezione civile svolte ai diversi livelli con quelle di valutazione ambientale e di pianificazione territoriale nei diversi ambiti e di pianificazione strategica;
-introduzione di appositi strumenti di semplificazione volti alla riduzione degli adempimenti amministrativi durante la fase di emergenza e di superamento dell’emergenza.
I decreti legislativi definiscono, inoltre, i criteri da seguire per l’adozione, entro due anni dalla data di entrata in vigore degli stessi, di eventuali modifiche e integrazioni dei provvedimenti di attuazione, con particolare riferimento alle direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri.