L’Aula del Senato ha licenziato in via definitiva, in terza lettura, il disegno di legge recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” (DDL 2232-B/S – Relatore il Sen. Maurizio Sacconi del Gruppo Ap-CpE), nel testo trasmesso dalla Camera dei Deputati.
Nello stesso viene, in particolare, confermata la norma – approvata in corso di esame alla Camera e fortemente auspicata dall’
ANCE (si veda al riguardo la
notizia di “Interventi ANCE” del 15 febbraio u.s.) – che, a modifica delle disposizioni originariamente previste
sul
la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici, specifica che trattasi di
appalti per la prestazione di servizi. Al riguardo, viene previsto che le amministrazioni pubbliche promuovono, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici di servizi o ai bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca, in particolare, favorendo il loro accesso alle informazioni relative alle gare pubbliche e la loro partecipazione alle procedure di aggiudicazione.
Al fine, inoltre, di consentire la partecipazione ai bandi e concorrere all’assegnazione di incarichi e appalti privati vengono riconosciute ai soggetti che svolgono attività professionale, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, diverse forme di associazione (reti di impresa, consorzi stabili, associazioni temporanee professionali).
Il provvedimento, “collegato” alla manovra di finanza pubblica, prevede, altresì, norme sul “lavoro agile”, definito come una modalità specifica “di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato”. In particolare, vengono disciplinati: forma dell’accordo e recesso; trattamento, diritto all’apprendimento continuo e certificazione delle competenze del lavoratore; potere di controllo e disciplinare; sicurezza sul lavoro; assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali.