Si informa che la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, in risposta ad un quesito sottoposto da un Fondo pensione, ha sottolineato la legittimità dell’adesione automatica con il contributo contrattuale.
La Covip, nella nota che si allega, risponde in particolare a:
- compatibilità della clausola contrattuale, che introduce il contributo contrattuale, con il principio di libertà e volontarietà dell’adesione alla previdenza complementare;
- legittimazione delle Parti a determinare il contributo datoriale da destinare alla previdenza complementare per i lavoratori che non aderiscono;
- posizione dei lavoratori non iscritti al Fondo, ma iscritti ad altre forme di previdenza complementare non negoziali;
- natura e disciplina del rapporto fra fondo pensione e lavoratore non iscritto per il quale l’azienda versa il contributo contrattuale;
- individuazione dei comparti destinati ad accogliere i contributi contrattuali.
Si coglie l’occasione per fornire alcuni dati sul Prevedi:
- le adesioni contrattuali già registrate presso il Fondo alla data del 30 aprile 2017 sono circa 637.000, che si sommano alle circa 38.000 adesioni ordinarie già presenti nel Fondo. Tali adesioni contrattuali, che traggono la fonte proprio nella innovativa scelta effettuata dalle parti sociali dell’edilizia con il rinnovo del ccnl 1° luglio 2014, sono ormai un riferimento per altri settori, che stanno valutando la stessa opzione per l’inserimento nei rispettivi contratti nazionali;
- nel corso dell’ultimo anno Prevedi ha confermato la propria missione diretta a tutelare il patrimonio del propri iscritti, aggiungendo al valore delle contribuzioni versate da questi ultimi, i rendimenti positivi prodotti dai suoi due comparti di investimento: il comparto bilanciato, con una componente azionaria neutrale del 25%, ha chiuso il 2016 con un rendimento netto annuo pari al 3,80% (dalla nascita, nel 2004, il comparto ha un rendimento medio pari a +5,14% – nello stesso periodo il TFR lasciato in azienda è stato rivalutato al 2,72% medio); il comparto sicurezza, invece, caratterizzato da una gestione quasi completamente obbligazionaria, ha avuto un rendimento netto pari allo 0,70% (dalla nascita, nel 2007, il comparto ha avuto un rendimento medio pari a +3,93% – nello stesso periodo il TFR lasciato in azienda è stato rivalutato al 2,43% medio). In sostanza, quindi, andamenti positivi specie se rapportati alla complessiva situazione dell’economia mondiale e dei mercati finanziari;
- il patrimonio netto del Fondo Prevedi, al 30 aprile 2017, è pari a 587 milioni di euro (524 milioni nel comparto bilanciato e 63 milioni nel comparto sicurezza).
Si segnala, infine, l’articolo del Mefop che, a commento della notizia del superamento dei 7 milioni di iscritti alla previdenza complementare in Italia, rimarca che il risultato è frutto principalmente del meccanismo di adesione contrattuale adottato “con lungimiranza” dal Fondo pensione dell’edilizia.
29140-articolo Mefop.pdfApri