Tra le osservazioni, espresse dalla Commissione Territorio e Ambiente del Senato, evidenziata la necessità di adeguare la classificazione dei rifiuti speciali, in particolare, l'end of waste, anche con riferimento ai rifiuti da demolizione che in larga parte potrebbero rientrare nella filiera del riciclo dei materiali edili e da demolizione.
|
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni “Il ruolo della termovalorizzazione nell’economia circolare”
Assegnato alla Commissione Territorio ed Ambiente del Senato
Relatrice: Sen. Puppato (PD)
Per i contenuti si veda precedente del 30 marzo 2017
|
La Commissione Territorio e Ambiente del Senato ha concluso l’esame dell’atto europeo approvando una risoluzione con osservazioni, tra cui, in particolare, le seguenti:
-“la posizione della Commissione europea focalizza la necessità di raggiungere per ciascun Stato membro il giusto equilibrio nella capacità di termovalorizzazione. Osserviamo che, risulta necessario puntare ad avere, relativamente alla parte residuale e non recuperabile del cosiddetto rifiuto, un sistema di termovalorizzazione che quantomeno recuperi energia, in quantità non marginali e preferibilmente utilizzate per il teleriscaldamento.(..). Una gerarchia della termovalorizzazione dovrebbe portare a favorire solo ed esclusivamente chi raggiunge determinate performance sia energetiche sia di riduzione delle emissioni nocive”;
-“nell’ambito della pianificazione della capacità di riciclo e smaltimento, si tenga conto della fase di transizione verso l’economia circolare, in particolare in quelle aree del Paese dove lo smaltimento dei rifiuti avviene in discarica o a mezzo di trasferimento in altre zone, oggi non chiudendo il ciclo e dovendo quindi individuare tecnologie e processi di recupero ad alta efficienza per mettersi in linea con le migliori performance EU”;
– la termovalorizzazione deve gestire il trattamento di rifiuti ritenuti non riciclabili o il cui processo di avvio al riciclo risulti eccessivamente dispendioso;
-“l’atto vuole evidenziare il ruolo che i processi di termovalorizzazione possono svolgere nella transizione verso un’economia circolare, rafforzando la leadership europea nel settore delle tecnologie verdi. Concordiamo alla condizione, che ci pare ovvia e naturale, che la termovalorizzazione possa massimizzare il contributo dell’economia circolare alla decarbonizzazione solo se si occuperà di smaltire a valle la quota di scarto dei processi industriali nonché nei processi di riciclo e se servirà a smaltire le parti ancora presenti nei prodotti di consumo che non trovano economie di scala adeguate e ragionevoli nelle opportunità di riciclo offerte, ciò in piena e coerente conformità alla strategia dell’Unione dell’energia e all’accordo di Parigi. In tal senso, gli studi promossi anche in sede europea, evidenziano che il contributo maggiore al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni di gas serra proviene dalla prevenzione e dal riciclaggio dei rifiuti e a questo si deve ordinariamente puntare”;
-“si ritiene urgente ridefinire e quindi riesaminare i piani di gestione dei rifiuti, ai sensi della normativa UE, tenendo conto in particolare del potenziale delle tecnologie nuove ed emergenti per il riciclaggio dei rifiuti”;
-“nell’ambito industriale, che ci vede primi in EU nel riciclo e nella riduzione degli scarti, si garantisca una corretta catalogazione che veda coerenza con la gerarchia EU e dunque una premialità non indistinta associata ad un progressivo e celere adeguamento alle migliori tecniche disponibili (BAT) degli impianti maggiormente impattanti per carenze ambientali ed energetiche nell’ambito dell’incenerimento rifiuti. Urge adeguare la classificazione dei rifiuti speciali, in particolare l’end of waste, dove sono amplissime le possibilità di riclassificare materiali che, per loro natura, stanno nella categoria dei riciclabili non nello scarto e nel rifiuto. Significativo in tal senso il valore di oltre 70 milioni di tonnellate di rifiuti da demolizione che in larga parte potrebbero rientrare nella filiera del riciclo dei materiali edili e da demolizione. Alte le sollecitazioni – anche da parte delle stesse imprese – ad individuare percorsi di semplificazione autorizzativa e normativa per poter accedere alle migliori tecnologie BAT anche internamente ai cicli energetici e di scarto aziendali, il pacchetto clean Energy packaging nonché veder celermente migliorare il Carbon Food Print nella progettazione dei prodotti in commercio”.
|
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.