La Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha all’attenzione (Relatrice l’On. Raffaella Mariani del Gruppo PD) un pacchetto di misure non legislative sugli appalti pubblici presentato dalla Commissione europea lo scorso 3 ottobre. Sulle stesse ha avviato un ciclo di audizioni informali preliminari all’esame, che si concluderà con l’approvazione di un documento finale di osservazioni al Governo. Si tratta, in particolare, delle seguenti proposte:
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Comunicazione «Appalti pubblici efficaci in Europa e per l’Europa (
COM(2017)572)
Vengono individuate, in particolare, sei priorità strategiche: maggiore utilizzo dei criteri di innovazione, rispetto dell’ambiente e responsabilità sociale per l’aggiudicazione di appalti pubblici; professionalizzazione degli acquirenti pubblici; migliore accesso delle PMI ai mercati degli appalti dell’UE e accesso più agevole delle imprese dell’UE ai mercati degli appalti dei Paesi terzi; maggiore trasparenza, integrità e qualità dei dati in materia di appalti; digitalizzazione delle procedure d’appalto; maggiore cooperazione tra gli acquirenti pubblici in tutta l’UE. Vengono previste, altresì, azioni specifiche che la Commissione si impegna ad intraprendere entro la fine del 2018, tra cui: aggiornamento degli orientamenti sugli appalti verdi e sociali; miglioramento dello scambio di buone pratiche in materia di appalti strategici, con un approccio mirato ai settori della difesa e della sicurezza; istituzione di una rete dell’UE di centri nazionali degli appalti per l’innovazione, miglioramento dell’accesso ai mercati degli appalti non UE mediante accordi commerciali, istituzione di registri dei contratti accessibili al pubblico per una maggiore trasparenza in merito agli appalti aggiudicati e alle loro modifiche.
La Commissione europea si impegna, inoltre, ad agevolare la segnalazione di casi di corruzione nelle procedure di appalto e ad estendere l’ambito di applicazione di e-Certis, il sistema online per una mappatura dei certificati/attestati richiesti dagli Stati membri nelle procedure di appalto pubblico, nonché a sostenere l’attuazione del documento di gara unico europeo, del principio una tantum e della fatturazione elettronica negli Stati membri e per promuovere appalti pubblici transfrontalieri congiunti.
– Comunicazione «Sostegno agli investimenti mediante una valutazione ex ante volontaria degli aspetti relativi agli appalti per i grandi progetti infrastrutturali» (COM(2017)573)
Viene istituito un meccanismo su base volontaria di supporto alle autorità pubbliche in via preventiva nell’applicazione delle norme UE in materia di appalti pubblici per grandi progetti infrastrutturali. Al riguardo, viene prevista la facoltà delle autorità nazionali e delle amministrazioni aggiudicatrici di porre questioni all’attenzione della Commissione europea e ricevere una valutazione non giuridicamente vincolante della compatibilità del progetto con il quadro normativo dell’UE. Il meccanismo si concentra sui progetti di investimento infrastrutturali più importanti (che superano determinate soglie), ma uno Stato membro potrà richiedere alla Commissione europea di utilizzarlo per progetti infrastrutturali di minor valore, se di grande importanza per lo Stato membro stesso o per l’UE nel suo insieme. Il meccanismo integrerà gli attuali meccanismi nazionali per il sostegno o i controlli ex ante e i meccanismi europei di sostegno: Polo europeo di consulenza sugli investimenti (European Investment Advisory Hub – EIAH); Assistenza congiunta ai progetti nelle regioni europee (JASPERS); Centro europeo di consulenza sui PPP (EPEC). Il meccanismo si comporrà di tre elementi: un helpdesk, che risponderà a domande specifiche nella fase iniziale di preparazione delle decisioni in materia di appalti pubblici per i progetti il cui valore è di almeno 250 milioni di euro; un meccanismo di notifica, volto ad ottenere dalla Commissione europea una valutazione preventiva del piano di appalto di progetti superiori a 500 milioni di euro; un meccanismo di scambio delle informazioni, composto da una banca dati contenente tutte le informazioni pertinenti e una piattaforma per lo scambio di opinioni e informazioni tra le parti interessate.
Riguardo al primo elemento, in particolare, la Commissione UE si impegna a rispondere entro un mese, ma, se necessario, potrà richiedere informazioni supplementari, nel qual caso il termine per le risposte sarà prorogato. Tra i problemi specifici che le autorità nazionali si trovano ad affrontare nel corso dello sviluppo del piano di appalto vi possono essere: il quadro giuridico applicabile dell’UE che disciplina il progetto (direttiva sugli appalti ordinari, sugli appalti speciali o sulle concessioni); le condizioni per le esclusioni dalle direttive; le procedure di appalto da usare e le relative caratteristiche specifiche; i criteri di selezione e di aggiudicazione; l’inclusione di considerazioni relative all’ambiente, al sociale o all’innovazione; le modalità di attuazione degli appalti congiunti.
– Raccomandazione relativa alla professionalizzazione degli appalti pubblici (C (2017) 6654)
Viene raccomandato agli Stati membri lo sviluppo di una politica di professionalizzazione basata su un approccio globale articolato in tre obiettivi complementari: definire la politica di professionalizzazione degli appalti pubblici; migliorare la formazione e la gestione delle carriere; fornire strumenti e metodologie atti a sostenere la pratica professionale degli appalti pubblici. Per quanto concerne quest’ultimo obiettivo, in particolare, viene rilevata l’importanza per gli operatori nel settore degli appalti pubblici di dotarsi di strumenti e sostegno adeguati per agire in modo efficiente ed ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo per ciascuna acquisizione. A tal fine, è opportuno garantire la disponibilità di strumenti e processi per promuovere appalti pubblici intelligenti, quali strumenti per gli appalti elettronici, orientamenti, manuali, modelli e strumenti di cooperazione, accompagnati dalla formazione, dal sostegno e dalla competenza corrispondenti, nonché l’aggregazione di conoscenze e lo scambio di buone pratiche.