La Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario ha approvato la Relazione conclusiva, dopo lo svolgimento di numerose audizioni nell’ambito delle quali l’ANCE ha inviato un proprio documento di osservazioni e proposte con particolare riferimento alla problematica degli NPLs (v. al riguardo la notizia di “Interventi” del 22 dicembre 2017).
Nel Documento vengono ripercorse le recenti crisi bancarie che hanno coinvolto 7 istituti di credito (Monte dei Paschi di Siena – MPS, Banca Popolare di Vicenza – BPVI), Veneto Banca – VB, Banca delle Marche – BM, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio – BPEL, Cassa di Risparmio di Ferrara – CariFerrara), Cassa di Risparmio di Chieti – Carichieti), comportando un intervento diretto dello Stato. Viene, altresì, analizzata l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e sui mercati finanziari poste in essere dagli organi preposti e le soluzioni adottate per la gestione delle crisi, nonché esaminato il quadro normativo di riferimento – attualmente vigente o in corso di emanazione – per valutarne l‘adeguatezza ai fini della prevenzione e gestione delle crisi bancarie.
Vengono, poi, evidenziate alcune riflessioni sugli aspetti più rilevanti emersi nel corso dei lavori della Commissione con le conseguenti proposte di aggiornamento del quadro normativo e regolamentare che potranno essere valutate dal futuro Parlamento, in vista di possibili iniziative legislative.
Un apposito capitolo della Relazione viene, poi, dedicato alla questione dei crediti deteriorati in ordine alla quale la Commissione prospetta delle soluzioni, alcune delle quali nel senso auspicato dall’ANCE.
In particolare, la Commissione “invita il prossimo Governo e le autorità di vigilanza a monitorare l’adeguatezza delle misure adottate negli ultimi tre anni per rendere più agevole e più veloce lo smobilizzo e la cessione dei crediti assistiti da garanzie reali, con particolare riferimento agli effetti delle norme fallimentari o parafallimentari, per individuare gli strumenti più utili per la valorizzazione degli immobili ai fini dell’economia reale”.
Viene, altresì, rilevato che la riduzione dei crediti deteriorati rappresenta una delle principali sfide per il settore bancario italiano, dal momento che il loro volume complessivo, nonostante si sia ridotto negli ultimi due anni, “rimane ancora eccessivamente elevato e incide ancora in maniera rilevante sulla capacità del settore bancario di finanziare il sistema delle imprese”.
Vengono, inoltre, richiesti provvedimenti specifici finalizzati alla riduzione dei NPL nei portafogli delle Banche ed, in particolare, vieneauspicato:
– di trovare un giusto equilibrio tra l’esigenza di aumentare la velocità dello smaltimento dei NPL e la solidità patrimoniale delle banche, evitando accelerazioni che potrebbero tradursi in svendite e indebolimenti patrimoniali delle banche interessate, considerato altresì che le regole italiane per l’individuazione e il trattamento delle sofferenze e dei crediti deteriorati sono oggi particolarmente severe;
– la creazione di un organismo pubblico di gestione delle attività deteriorate (Bad Bank) almeno a livello nazionale, sulla base di un framework europeo, in grado di agevolare gli enti creditizi nella ristrutturazione dei bilanci;
– che la Commissione europea dia corso agli indirizzi del Consiglio per la definizione di uno schema orientativo per la creazione di società di gestione patrimoniale a livello nazionale dei crediti deteriorati, in cui «siano definiti principi comuni circa i perimetri pertinenti applicabili agli attivi e alla partecipazione, le soglie relative alla dimensione degli attivi, le norme per la valutazione delle attività, le strutture del capitale adeguate, le caratteristiche operative e in termini di governo societario, a livello pubblico e privato»;
– l’addendum sui nuovi crediti deteriorati dovrà essere in sintonia con la parallela attività del Consiglio e della Commissione UE di favorire la creazione di mercati secondari per l’assorbimento dei NPL.
La questione dei crediti deteriorati viene affrontata anche in alcune Relazioni di minoranza, nelle quali vengono proposte soluzioni per lo smaltimento degli NPLs che vanno nella direzione auspicata dall’ANCE nel proprio documento.
Con riferimento, infine, alla tutela del risparmio la Commissione ha evidenziato che con l’introduzione del bail-in diventa ineludibile rafforzare la tutela del risparmio, costituzionalmente garantita, lungo più direzioni tra cui: la semplificazione dei prospetti informativi emissione e quelli di successiva vendita alla clientela; separazione tra l’attività bancaria e l’attività finanziaria (oggetto dell’indagine conoscitiva della Commissione Finanze del Senato); l’adozione di misure di promozione dell’educazione finanziaria (al riguardo viene ricordato che al Senato è stato già presentato un disegno di legge intitolato “norme all’educazione sulla cittadinanza economica” ).