In relazione all’esame in Aula della Camera del disegno di legge di conversione del DL 87/18 recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, l’
ANCE, oltre a quanto già evidenziato nel corso dell’esame in Commissione (si veda
Interventi del ANCE del 19 luglio 2018),
ha illustrato una propria proposta relativa all’articolo 7 del testo in cui si prevede il recupero del beneficio dell’
iperammortamento (ossia della maggiorazione del 150% del coefficiente d’ammortamento applicato a determinati beni materiali digitali), nell’ipotesi in cui i beni acquistati con l’agevolazione siano delocalizzati all’estero.
Al riguardo, l’Associazione ha evidenziato che, intendendo la norma per “delocalizzazione”, non solo la cessione a titolo oneroso dei beni a soggetti terzi residenti all’estero, ma anche la loro destinazione a strutture produttive estere appartenenti alla stessa impresa che li ha acquistati fruendo del beneficio fiscale, risulterebbero fortemente penalizzate le imprese italiane che operano con strutture produttive situate all’estero, quali i cantieri edili, per le quali l’utilizzo dei beni all’estero è dettato unicamente da esigenze produttive ed all’ordinario svolgimento dell’attività d’impresa, senza alcun obiettivo di indebita fruizione dell’agevolazione fiscale o, comunque, di smobilizzo definitivo dei beni agevolati attraverso la loro cessione a soggetti terzi, estranei al processo produttivo.
Occorrerebbe, quindi, escludere la decadenza per le imprese che utilizzano i beni, acquistati temporaneamente, anche all’estero (a mero titolo esemplificativo, gru’, macchine operatrici, strumenti di misurazione, strumentazione tecnica mobile, tecnologicamente avanzati).
La proposta ANCE ha trovato forte condivisione e positiva valutazione nell’iter di conversione del decreto legge.