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Tra gli impegni chiesti al Governo nell’Atto di controllo approvato:avvio di una specifica programmazione infrastrutturale,semplificazione delle modalità di gestione amministrativa del fondo per lo sviluppo e la coesione, potenziamento delle misure di incentivazione agli investimenti.Citati i dati ANCE sullo stato delle infrastrutture nel Meridione

Archivio, Governo e Parlamento

Rilancio del Mezzogiorno: mozioni alla Camera dei Deputati

24 Ottobre 2018
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Nella seduta di ieri, in Aula della Camera dei Deputati, sono state discusse alcune Mozioni  (1-00061 primo firmatario On. Federico Conte del Gruppo LeU; 1-00063 primo firmatario On. Stefania Pezzopane del Gruppo PD; 1-00064 primo firmatario On. Francesco Lollobrigida del Gruppo FdI; 1-00065 a firma degli Onn. Francesco D’Uva del Gruppo M5S e Riccardo Molinari del Gruppo Lega; 1-00066 primo firmatario On. Maria Rosaria Carfagna del Gruppo FI) concernenti le iniziative per il rilancio del Mezzogiorno.
 
Nel corso della discussione è intervenuto l’On. Gemmato (FdI) per sottolineare un punto della mozione sottoscritta (n.1-00064) vale a dire quello in cui viene chiesto al Governo di impegnarsi a destinare alle regioni meridionali  il 50% degli investimenti pubblici nazionali “in forza di uno studio dell’ANCE,che ci racconta, per esempio, che al Meridione noi abbiamo come rete autostradale 18 chilometri su 1.000 chilometri quadrati di territorio, il centro Italia ne ha 20, il nord Italia ne ha 30, la Germania ne ha 36, quindi il doppio rispetto al Meridione”.
(Si tratta del focus sulle infrastrutture per la competitività del Mezzogiorno che Ance ha realizzato ed illustrato in occasione del Convegno Ance “RAPPORTO SUD – Emergenze e opportunità per far ripartire l’Italia dal Mezzogiorno” che si è tenuto il 27 settembre u.s.).
 
Con il parere favorevole del Governo è stata approvata la mozione n. 1-00065 a firma degli Onn. D’Uva e Molinari del Gruppo M5S che impegna, tra l’altro, il Governo a:
– adottare iniziative per definire progetti finalizzati al rientro di giovani ad alta qualificazione e specializzazione nelle regioni di provenienza, al fine di invertire i consistenti flussi di migrazione verso il Nord e l’estero;
– adottare iniziative per potenziare e rendere più efficaci le misure di incentivazione agli investimenti nel Mezzogiorno, soprattutto in settori innovativi, al fine di favorire la ripresa del sistema produttivo meridionale;
– adottare iniziative per prevedere per il Mezzogiorno misure di sostegno per la creazione di giovani start up specializzate in business emergenti capaci di reggere la sfida internazionale e per il rafforzamento delle scale up, in specie se operanti in settori di interesse generale, anche non aventi carattere industriale o commerciale e realizzati mediante progetti di partenariato pubblico/privato;
– accelerare, in relazione alla situazione del Mezzogiorno, l’avvio delle zone economiche speciali istituite ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, per creare condizioni più vantaggiose in termini economici, finanziari e amministrativi per lo sviluppo di imprese già operanti o che si insedieranno in tali aree;
– adottare iniziative per potenziare le misure relative agli sgravi contributivi per i neo assunti, estendendo e rendendo permanenti le disposizioni concernenti la riduzione dei contributi in favore dei datori di lavoro privati che assumono con contratto di lavoro dipendente giovani disoccupati, introdotte dalla legge di bilancio n. 205 del 2017 e confermate per le nuove assunzioni nel biennio 2019-2020 dal decreto-legge n. 87 del 2018, anche alle assunzioni di personale over 35 nelle regioni del Mezzogiorno;
– adottare iniziative per estendere gli incentivi fiscali dell’intervento «Resto al Sud», introdotti dal decreto-legge n. 91 del 2017, che sono misure di sostegno per la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani under 35 nelle regioni del Mezzogiorno, anche ai professionisti, con innalzamento dell’età di coloro che effettuano richiesta di accesso alle agevolazioni;
– avviare una specifica programmazione infrastrutturale, di concerto con le regioni del Mezzogiorno, relativa alla realizzazione di specifici interventi di importanza strategica, anche mediante apposite procedure speciali che ne consentano la tempestiva esecuzione, al fine di colmare il divario esistente nei collegamenti tra Nord e Sud;
– adottare iniziative per valorizzare e potenziare i sistemi logistico-intermodali del Meridione, in specie quelli portuali, così da ampliare la competitività delle aree interessate nel più ampio bacino del Mediterraneo, anche al fine di facilitare la creazione di economie di scala;
-adottare le iniziative di competenza per migliorare la gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, potenziando i sistemi di raccolta differenziata e di riutilizzazione dei materiali e di chiusura del ciclo dei rifiuti;
– avviare, implementare, coordinare i sistemi di monitoraggio nell’ambito dei progetti delle cosiddette smart city, con particolare riguardo al Sud;
– sostenere gli interventi di ripristino delle coltivazioni e delle aree boschive del Mezzogiorno, al fine di contenere il consumo del territorio e di contrastare i fenomeni di desertificazione e di erosione dei suoli;
– sulla scia di quanto già attuato con l’istituzione della cabina di regia del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, adottare tutte le opportune iniziative, anche attraverso il ricorso ai necessari strumenti di semplificazione normativa e amministrativa, per potenziare le capacità di programmazione e progettazione da parte delle amministrazioni competenti nell’ambito della politica di coesione, rimuovendo gli ostacoli di natura burocratica, al fine di assicurare una maggiore e più stretta integrazione tra gli attori istituzionali coinvolti nell’attuazione delle politiche di coesione territoriale; in tale direzione, anche in relazione ai gravi ritardi accumulati nella spesa comunitaria e nei cosiddetti patti per il Sud, prevedere apposite gestioni straordinarie ed emergenziali per quegli interventi che, di concerto con le regioni, fossero ritenuti essenziali e urgenti per il Sud;
– rafforzare il ruolo di supporto svolto dall’Agenzia di coesione territoriale a favore delle autorità di gestione e delle singole amministrazioni interessate nel raggiungimento degli obiettivi di spesa, affinché si persegua l’obiettivo di un più efficace ed efficiente utilizzo delle risorse a disposizione, anche mediante il ricorso a specifiche azioni di supporto amministrativo e l’implementazione di un’attività di monitoraggio rafforzato finalizzata a verificare lo stato effettivo della programmazione attuativa dei programmi operativi regionali – POR del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);
– adottare iniziative per procedere nell’opera di semplificazione delle modalità di gestione amministrativa del fondo per lo sviluppo e la coesione, attraverso la concentrazione e la standardizzazione delle procedure e dei compiti degli organismi tecnici e facilitando il ricorso alla digitalizzazione dei flussi dei dati, evitando la proliferazione di strumenti che determino inefficienze nella realizzazione degli interventi finanziari e situazioni di incertezza per le amministrazioni;
– continuare il dialogo già in corso con le istituzioni dell’Unione europea, anche attraverso la partecipazione ai consessi comunitari, a partire dal Consiglio affari generali formazione e coesione, al fine di sostenere, con azioni concrete e nelle opportune sedi comunitarie, il perseguimento degli obiettivi fissati dal Trattato di funzionamento dell’Unione europea sulla politica di coesione economica, sociale e territoriale, per eliminare il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni europee;
– adottare tutte le iniziative necessarie per assicurare, con particolare riguardo al Mezzogiorno, il corretto ed efficace impiego dei fondi strutturali europei a disposizione per il periodo di programmazione 2014-2020, al fine di raggiungere i target prefissati per il nostro Paese e migliorarne il loro utilizzo anche attraverso il ricorso a un sistema di regole più armonizzato tra i diversi fondi e strumenti del bilancio dell’Unione europea;
– rispettare il principio della destinazione territoriale nel caso dei fondi strutturali di cui sopra che risultino utilizzabili in base al meccanismo del disimpegno automatico, ovvero in seguito a riduzione del cofinanziamento nazionale o a riprogrammazione, facendo confluire tali risorse nei programmi complementari dei territori a cui sono stati precedentemente assegnati;
– avviare le iniziative di competenza per il potenziamento e la riqualificazione della rete stradale interna del Mezzogiorno al fine di consentire una mobilità regolare e senza disagi, e di invertire la tendenza negativa allo spopolamento di intere aree, determinata da collegamenti inadeguati ovvero caratterizzati da standard di sicurezza ridotti;
– elaborare, di concerto con le regioni e con gli operatori del settore, un piano strategico per la mobilità urbana nel Meridione, al fine di prevedere specifiche misure di incentivazione per enti locali e/o soggetti privati che intendano realizzare progetti – anche sperimentali – nelle città del Sud Italia;
-adoperarsi nelle apposite sedi per un adeguamento e potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria nel Mezzogiorno e nelle isole, per la realizzazione dei collegamenti veloci, anche nelle aree più remote o disagiate;
– promuovere misure straordinarie di intervento volte a ridurre significativamente il digital divide, specie in tema di banda larga, che interessa le aree del Mezzogiorno, soprattutto quelle più interne, anche al fine di consentire alle amministrazioni locali l’espletamento di tutte le funzioni e l’erogazione di tutti i servizi per la cittadinanza.
 
Per le ulteriori Interrogazioni, Mozioni e Risoluzioni presentate in Parlamento si veda, da ultimo, la Notizia “In Evidenza” Atti di indirizzo e controllo n. 21/2018.
 
link al resoconto di seduta e al  fascicolo con le mozioni
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