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Il Ministro della Giustizia ha illustrato alle Camere i principali punti della riforma della disciplina della crisi di impresa che ha superato il concetto di fallimento incentivando l'emersione tempestiva della crisi e fatto il punto sull’edilizia giudiziaria. Atteso a breve un disegno di legge delega sulla riforma del rito civile.

Archivio, Governo e Parlamento

Crisi d’impresa, rito civile, edilizia giudiziaria: il Ministro Bonafede relaziona il Parlamento

25 Gennaio 2019
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Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha relazionato il 24 gennaio scorso entrambi i rami del Parlamento sull’amministrazione della giustizia nel 2018.
 
Al riguardo si evidenziano, in particolare, i seguenti passaggi dell’intervento:
 
-è stata avviata una mappatura dell’attuale edilizia giudiziaria, per comprendere la composizione, le criticità e il livello di urgenza degli interventi, sia strutturali, sia di adeguamento. “le principali direttrici lungo le quali si è mossa l’attività del Ministero comprendono il recupero dell’immediatezza degli interventi programmati e la tempestività degli interventi di manutenzione degli uffici richiedenti, per i quali le risorse impiegate sono state imponenti e rendono atto dell’attenzione posta dal Ministero alla delicatezza del tema. L’importo per le opere di adeguamento al testo unico (decreto legislativo n. 81 del 2008) e la messa a norma degli impianti è stato pari a 257 milioni di euro, attraverso la realizzazione di 641 interventi”;
 
-l’attività del Ministero si è mossa inoltre nella direzione del progressivo azzeramento delle locazioni passive in atto (380 contratti per oltre 300 immobili) che costituiscono un capitolo di spesa costante e antieconomico. Il censimento degli immobili è stato propedeutico alla ricerca di soluzioni alternative, attraverso l’implementazione di indagini di mercato finalizzate alla ricerca di nuovi immobili adeguati rispetto alle esigenze delle strutture territoriali;
 
-si è proceduto al riutilizzo di immobili demaniali aventi una differente destinazione originaria ed attraverso la stipula di 9 protocolli d’intesa con la Cassa depositi e prestiti e l’Agenzia nazionale del demanio, è stato possibile progettare la realizzazione di altrettante cittadelle giudiziarie (Bari, Bologna, Santa Maria Capua Vetere, Velletri, Vercelli, Perugia, Lecce, Trani e Milano), procedendo alla consequenziale dismissione delle locazioni passive in atto dei rispettivi uffici giudiziari;
 
-obiettivo primario del Ministero e del Governo è stato individuato in un intervento analitico, a carattere semplificatorio, sul processo civile. Al riguardo, il Ministro ha evidenziato, tra l’altro, che la riforma deve essere incentrata sui criteri della selettività e della semplificazione normativa, provvedendo alla soluzione della complessità e delle frammentazioni. Entro la prima metà di febbraio 2019 sarà depositato un disegno di legge delega avente a oggetto la riforma del rito civile, unitamente alla riforma del rito penale. Per quanto riguarda la riforma del rito civile, il provvedimento introdurrà meccanismi semplificatori per le cause riservate alla decisione del tribunale in composizione monocratica e collegiale, per il giudizio dinanzi al giudice di pace e per le impugnazioni;
 
-l’altro intervento nella giustizia civile portato a compimento nell’anno 2018 è rappresentato dalla riforma sistematica delle procedure di insolvenza. L’11 ottobre 2017 è stata approvata la legge n. 155, contenente la delega al Governo per la riforma della disciplina della crisi di impresa e dell’insolvenza. L’adozione del decreto legislativo di attuazione della suddetta delega, approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 10 gennaio 2019, andrà a sostituire integralmente l’attuale legge fallimentare nonché la legge n. 3 del 2012.l’approccio metodologico è stato basato sulla necessità di rendere più rapida la risposta in materia fallimentare e meno farraginose le procedure, rese poco agili dal continuo sovrapporsi di modifiche parziali e dalla conseguente difficoltà di armonizzare le disposizioni riformate e quelle rimaste invariate. Obiettivo della riforma è stato quello di “realizzare un moderno sistema dell’insolvenza che, incentivando l’emersione tempestiva della crisi, anche mediante il ricorso a misure premiali, agevolando le sdebitazioni, anche dei piccoli imprenditori e dei consumatori, e favorendo soluzioni della crisi incentrate sulla prosecuzione dell’attività aziendale, consenta, nel suo complesso, una migliore tutela del ceto creditorio, offrendo all’imprenditore una seconda chance.Sulla base di tale principio, si è deciso di sostituire il concetto di fallimento con quello di liquidazione giudiziaria”.
 
Sia alla Camera che al Senato a conclusione del dibattito sulla Relazione del Ministro sono state votate apposite Risoluzioni di maggioranza di semplice approvazione delle dichiarazioni (rispettivamente, alla Camera dei Deputati n. 6-00042, On. Turri-L-SP e On.Salafia-M5S;  al Senato (6-00039) n.2 Sen. Patuanelli –M5S e Sen. Romeo L-SP).
Sono state, altresì, approvate parte delle risoluzioni presentate dalla minoranza, votate per parti separate. Al riguardo, si evidenziano, in particolare, i seguenti impegni chiesti al Governo:
 
Risoluzione 6/00043 (On. Lollobrigida-FdI)
“garantire un potenziamento – quantitativo e qualitativo – delle strutture carcerarie sul territorio nazionale, sia attraverso l’implementazione di quelle esistenti sia attraverso l’edificazione di nuove”;
 
Risoluzione 6/00045 (On. Conte-LeU)
“ad adottare iniziative volte a realizzare nuovi istituti penitenziari e la messa in sicurezza o in funzione delle strutture esistenti;
 
Risoluzione (6/00040) n.3 (Sen. Bernini-FI)
“in materia di sovraffollamento delle carceri, ad adottare provvedimenti seri e concreti, soprattutto in materia di edilizia penitenziaria, corredati da reali stanziamenti economici, per giungere ad un aumento della capienza per i detenuti, in modo che la espiazione della pena sia coerente con i principi costituzionali”.
 
Risoluzione (6/00042) n.5 (Sen. Grasso-Leu)
“a realizzare la completa attuazione del piano straordinario penitenziario e la messa in sicurezza o in funzione delle strutture esistenti che potrebbero essere utilizzate come istituti di pena”. 

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