E’ stata pubblicata sul portale dell’Autorità Garante per la privacy, la nota informativa adottata dal Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) destinata alle aziende e alle autorità pubbliche sui trasferimenti di dati a norma del Reg. UE 2016/679 (GDPR), in caso di Brexit senza accordo con l’UE.
In particolare, in assenza di tale accordo (“no-deal Brexit”), dal 30 marzo 2019, il Regno Unito diventerà un Paese terzo e, pertanto, il trasferimento di dati personali verso il Regno Unito seguirà le regole di cui al Capo V del GDPR(trasferimenti di dati personali verso paesi terzi o organizzazioni internazionali).
Il trasferimento di dati personali dovrà, quindi, basarsi su uno dei seguenti strumenti:
– clausole-tipo di protezione dei dati;
– clausole di protezione dei dati ad hoc;
– norme vincolanti d’impresa;
– codici di condotta;
– meccanismi di certificazione e strumenti specifici di trasferimento a disposizione delle autorità pubbliche.
Al fine, dunque, di adeguare i trasferimenti di dati personali dal Spazio Economico Europeo (cd SEE) verso il Regno Unito, in caso di “no-deal Brexit”, è stato suggerito alle imprese di:
– identificare quali attività di trattamento implicheranno un trasferimento di dati personali verso il Regno Unito;
– individuare uno strumento appropriato per il trasferimento dei dati personali verso il Regno Unito;
– implementare entro il 30 marzo 2019 lo strumento scelto per il trasferimento dati;
– indicare nella documentazione interna (es. registro delle attività di trattamento) i trasferimenti di dati personali verso il Regno Unito;
– aggiornare le informative sulla protezione dei dati.
In merito, poi, ai trasferimenti di dati personali dal Regno Unito al SEE, nella nota è stato riportato l’orientamento del governo britannico, che prevede la libera circolazione dei dati personali dal Regno Unito al SEE anche in caso di Brexit senza accordo con l’UE.
35106-Doc Garante trasferimento dati Brexit.pdfApri