In relazione all’iter del DL 4/2019 recante “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” (DDL 1637), all’esame, in seconda lettura, in sede referente, delle Commissioni riunite Lavoro e Affari Sociali della Camera, l’Associazione è tornata ad evidenziare, come già al Senato nel corso dell’apposita audizione (si veda al riguardo la notizia di “Interventi” del 4 febbraio u.s.), la propria proposta sul prepensionamento degli operai edili.
Al riguardo, L’Associazione ha evidenziato l’opportunità di favorire la sottoscrizione di apposite convenzioni tra Enti Bilaterali e Inps, al fine di effettuare il versamento della contribuzione necessaria per il raggiungimento dei requisiti pensionistici dei lavoratori edili, laddove i contratti collettivi nazionali – sottoscritti dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale – prevedano risorse, versate dalle imprese per il sostegno del pensionamento anticipato dei lavoratori.
In particolare, tale previsione consentirebbe il versamento agli operai del settore edile, per il tramite degli Enti Bilaterali di settore, di somme ad oggi accantonate in appositi Fondi, quale contribuzione volontaria, aggiuntiva a quanto già maturato, per perfezionare i requisiti contributivi per raggiungere il diritto alla pensione, anche anticipata ( “quota 100”, ape sociale, etc…).
Tale misura, infatti, si rende necessaria laddove gli istituti oggi vigenti prevedano un’anzianità contributiva minima, ad esempio di 38 anni nella “quota 100”, che ne rende impraticabile l’accesso agli operai edili che accumulano mediamente 26-28 anni di contributi, in ragione della specificità del settore caratterizzato da una discontinuità lavorativa.
La proposta dell’ANCE è stata condivisa e sarà oggetto di valutazione nel corso dell’iter formativo del provvedimento.