In relazione, all’esame, in seconda lettura, in sede referente, della Commissione Politiche UE della Camera, l’Associazione ha evidenziato una propria proposta sui ritardati pagamenti al fine di garantire una corretta risposta ai rilievi formulati dalla Commissione europea nell’ambito della procedura di infrazione 2017/2090 e ad assicurare il necessario coordinamento con la normativa contenuta nel Decreto Ministeriale n°49 del 7 marzo 2018.
Nei lavori pubblici i ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione continuano, infatti, a rappresentare un elemento di forte criticità per le imprese di costruzioni che vantano ancora 8 miliardi di euro di crediti nei confronti delle PA mentre i tempi medi di pagamento superano ancora i 5 mesi.
Al riguardo, l’Associazione ha evidenziato, in particolare, la necessità di far decorrere il termine di pagamento -30 giorni di norma, prorogabili a 60 in casi specifici – non dal momento in cui la Pubblica Amministrazione procede all’adozione dello Stato di Avanzamento Lavori (SAL) ma dal momento in cui il SAL matura.
Questo nella considerazione che l’adozione del SAL rappresenta un atto unilaterale che solo la Pubblica Amministrazione può compiere e che, pertanto, il riferimento a tale momento ai fini del pagamento introduce un elemento di forte discrezionalità di cui le Pubbliche Amministrazioni potrebbero abusare, vanificando quindi l’obiettivo della norma.
La proposta dell’ANCE sarà oggetto di valutazione nel corso dell’iter formativo del provvedimento.