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Tra le novità rispetto al testo trasmesso dalla Camera, prevista tra l’altro, nell’ambito della delega per il recepimento delle direttive sui rifiuti, la riforma della disciplina dell’end of waste, con indicazione di una apposita disciplina transitoria e l’istituzione di un registro nazionale per le autorizzazioni presso il Ministero dell’Ambiente.

Archivio, Governo e Parlamento

DDL delegazione europea 2018: via libera del Senato in seconda lettura.

31 Luglio 2019
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L’Aula del Senato ha licenziato, in seconda lettura, il disegno di legge recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2018” (DDL 944/S, Relatore il Sen. Simone Bossi del Gruppo parlamentare Lega), con modifiche al testo trasmesso dalla Camera dei Deputati.
 
Tra le principali novità del testo, che prevede norme e criteri specifici di delega per il recepimento di numerose direttive europee,  si segnalano, in particolare, le seguenti:
 
-in relazione all’attuazione della dir. (UE) 2018/851, che modifica la dir. 2008/98/CE relativa ai rifiuti ,viene modificato il criterio di delega concernente la riforma della disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto prevedendo, in particolare, una disciplina transitoria per le autorizzazioni in essere e l’istituzione presso il Ministero dell’Ambiente di un registro nazionale per la raccolta delle autorizzazioni rilasciate, tra l’altro, ai sensi degli artt. 208 (autorizzazione per nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti), 209 (rinnovo delle autorizzazioni alle imprese in possesso di certificazione ambientale), 211 (autorizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione).
 
-nell’ambito della delega per l’attuazione della dir. 2018/849, che modifica, tra l’altro, la dir. 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), viene prevista la disciplina del fine vita dei pannelli fotovoltaici incentivati immessi sul mercato prima del 12 aprile 2014;
 
-nell’ambito della delega per l’attuazione della dir. 2018/850 in materia di discariche di rifiuti, viene prevista la definizione delle modalità, i criteri generali e gli obbiettivi progressivi, anche in coordinamento con le Regioni, per il raggiungimento dei target fissati dalla direttiva medesima in termini di percentuali massime di rifiuti urbani conferibili in discarica;
 
-in relazione al recepimento della dir. 2013/59/Euratom  sulle norme di sicurezza relative alla protezione contro l’esposizione alle radiazioni ionizzanti viene prevista l’introduzione delle modifiche e le integrazioni necessarie al recepimento della direttiva, anche attraverso l’emanazione di un nuovo testo normativo di riassetto e semplificazione della disciplina di cui al DLgs 230/95, ovvero di un testo unico volto al riordino e armonizzazione della normativa di settore, con abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili;
 
-viene previsto un articolo aggiuntivo sull’attuazione della direttiva (UE) 2019/692, che modifica la direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale.
 
In corso d’esame in Aula è stato accolto, in particolare, un ordine del giorno ( G15.400a firma della Sen. Alessandra Gallone-FI), in materia di terre e rocce da scavo, che impegna il Governo, tra l’altro a:
 
 “a valutare l’opportunità di consentire, attraverso la semplificazione dei presupposti per la presentazione del Piano di utilizzo, l’effettivo riutilizzo delle terre e rocce come sottoprodotto, con conseguenti risparmi sia sul fronte temporale, che economico”.
*****
Contestualmente all’esame del disegno di legge di delegazione, l’Aula ha concluso l’esame delle Relazioni programmatica 2019 (Doc. LXXXVI, n. 2) e consuntiva 2018 (Doc. LXXXVII, n. 2) relative alla partecipazione dell’Italia all’UE, approvando una apposita Risoluzione di maggioranza (n. 2, a firma dei Senatori Pietro Lorefice -M5S, Stefania Pucciarelli -L-SP e Silvana Giannuzzi -M5S). Nella stessa viene impegnato il Governo, tra l’altro:
 
“in materia di politiche sociali, a sostenere l’introduzione di un salario minimo europeo al fine di uniformare i livelli di remunerazione del lavoro, scoraggiando sia il fenomeno del dumping sociale intra-europeo che le delocalizzazioni verso i Paesi con il minor costo della manodopera”;
 
“a favorire forme di armonizzazione della fiscalità del settore produttivo, volte a ridurre la problematica della concorrenza sleale interna agli Stati membri, in special modo con riferimento ai Paesi dell’eurozona, dannosa per l’intero settore industriale e agricolo italiano”;
 
“ in tema di politiche ambientali, a sostenere ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell’economia fissando come obiettivo la neutralità climatica entro il 2050, assicurando sistemi energetici competitivi e sicuri, attraverso un percorso condiviso e sostenibile sul piano economico ed energetico, come auspicato nella comunicazione “Un pianeta pulito per tutti. Visione strategica europea a lungo termine per un’economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra” del 28 novembre 2018;
“in tema di politiche macro-economiche ad avviare un ampio dibattito al fine di escludere gli investimenti produttivi e quelli per la messa in sicurezza del territorio dal computo dei parametri utili al pareggio di bilancio e del rapporto deficit/PIL, al fine di permettere, anche ai Paesi che devono perseguire la ristrutturazione del debito, di investire in crescita, rilanciando l’economia e uscendo dalle spirali recessive”;
 
“a implementare la tutela della sovranità nazionale e la salvaguardia degli interessi del nostro Paese, al fine di giungere a un corretto bilanciamento tra fonti normative europee e nazionali e per non pregiudicare la piena titolarità dell’esercizio del potere legislativo da parte del Parlamento nella fase di recepimento del diritto europeo, valutando la compatibilità di quest’ultimo con i principi e i diritti fondamentali della Costituzione, come tra l’altro emerso dalla sentenza della Corte costituzionale n. 73 del 2001”.
 
Il disegno di legge di delegazione europea 2018 torna ora alla Camera dei Deputati, per la terza lettura.
 
Si veda precedente dell’  11 ottobre 2018.
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