Nella prima audizione dell’indagine conoscitiva sulle politiche europee per l’attuazione dello sviluppo sostenibile, individuate 10 azioni trasformative per l’Italia, tra cui un intergruppo in Parlamento per lo sviluppo sostenibile e un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile,con il rilancio del Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane.
Si è svolta mercoledì 29 gennaio scorso l’audizione del portavoce dell’ Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), Prof. Enrico Giovannini, nell’ambito dell’indagine conoscitiva deliberata dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sulle politiche dell’Unione europea per l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Come evidenziato nel programma dell’indagine, l’Agenda 2030 è un programma d’azione globale, adottato all’unanimità dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, che comprende 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che gli Stati si sono impegnati a raggiungere entro il 2030, articolati a loro volta in 169 target o traguardi specifici, tra loro interconnessi e indivisibili, il cui perseguimento è monitorato attraverso un panel di 240 indicatori statistici.
L’indagine è diretta, in particolare, ad approfondire i profili connessi alla formazione e attuazione delle politiche e degli atti dell’Unione europea adottati ai fini della realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030, sia sul versante delle procedure istituzionali – come nel caso della revisione del « Semestre europeo » – sia su quello delle politiche settoriali, al fine di valutare la conformità dell’ordinamento italiano agli obblighi discendenti dalla normativa dell’Unione con specifico riferimento a tale ambito.
Nella documentazione depositata in Commissione relativa all’audizione (che dà avvio all’indagine conoscitiva), viene, tra l’altro, stilato un “decalogo” di proposte ASviS, quali “azioni trasformative” per l’Italia per andare nella giusta direzione:
1. Inserire nella Costituzione il principio dello sviluppo sostenibile;
2. Dare attuazione a una efficace Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, da realizzare con un forte coordinamento della Presidenza del Consiglio;
3. Promuovere la costituzione, all’interno del futuro Parlamento, di un intergruppo per lo sviluppo sostenibile;
4. Rispettare gli Accordi di Parigi per la lotta ai cambiamenti climatici e ratificare al più presto le convenzioni e i protocolli internazionali già firmati dall’Italia sulle altre tematiche che riguardano lo sviluppo sostenibile;
5. Trasformare il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile, così da orientare a questo scopo gli investimenti pubblici;
6. Definire una Strategia nazionale per realizzare un’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, rilanciando il Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane;
7. Istituire, nell’ambito della Presidenza del Consiglio, un organismo permanente per la concertazione con la società civile delle politiche a favore della parità di genere;
8. Coinvolgere la Conferenza Unificata per coordinare le azioni a favore dello sviluppo sostenibile di Stato, Regioni e Comuni;
9. Raggiungere entro il 2025 una quota dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) pari allo 0,7% del RNL, coerentemente con gli impegni assunti dall’Italia di fronte alle Nazioni Unite;
10. Operare affinché l’Unione europea metta l’impegno per attuare l’Agenda 2030 al centro della sua nuova strategia di medio termine.
Programma dell’indagine conoscitiva
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