Il Fondo, nell’ambito del Green deal europeo, fornirà sostegno, tra l’altro, agli investimenti nella bonifica e decontaminazione di siti, ripristino e conversione ad altri usi di terreni; potenziamento economia circolare; messa in opera di tecnologia e infrastrutture per l'energia pulita; riqualificazione professionale dei lavoratori.
Tra gli atti europei da ultimo arrivati all’attenzione del Parlamento, è all’esame del Senato la Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo per una transizione giusta (COM (20) 22 def.), assegnata alle Commissioni Bilancio e Territorio e Ambiente, nonché in sede consultiva alla Commissione Politiche dell’Unione europea che ne ha calendarizzato l’avvio dell’esame.
La proposta è volta ad istituire nell’ambito del Green Deal europeo un Fondo per una transizione giusta, volto a garantire una transizione adeguata verso un’economia a impatto zero. Il Fondo opererà nell’ambito della politica di coesione e sarà complementare agli altri Fondi già previsti in quest’ambito.
Il Fondo, in particolare, offrirà sostegno a tutti gli Stati membri. La distribuzione dei suoi mezzi finanziari terrà conto della capacità degli Stati di finanziare gli investimenti necessari per compiere la transizione verso la neutralità climatica. Il metodo di assegnazione terrà conto dell’entità delle sfide dovute alla transizione cui devono far fronte le regioni a più alta intensità di gas a effetto serra (attraverso le corrispondenti emissioni industriali di CO2), delle sfide sociali determinate dalle potenziali perdite occupazionali nel settore industriale, nonché del livello di sviluppo economico degli Stati membri e della relativa capacità di investimento.
La programmazione del Fondo, compresa l’individuazione dei territori ai fini dell’intervento e delle azioni corrispondenti, sarà concordata attraverso un dialogo tra la Commissione e ciascuno Stato membro e sarà guidato dal processo del semestre europeo. Tali territori dovranno essere quelli maggiormente danneggiati dagli effetti economici e sociali della transizione, in particolare per quanto riguarda le perdite occupazionali previste e la trasformazione dei processi produttivi degli impianti industriali a più alta intensità di gas a effetto serra.
Nello specifico, tenuto conto delle analisi formulate dalla Commissione, gli Stati membri prepareranno uno o più piani territoriali per una transizione giusta, definendo il processo di transizione fino al 2030, in linea con i piani nazionali per l’energia e il clima e con la transizione verso un’economia climaticamente neutra, individuando i territori maggiormente colpiti che dovrebbero beneficiare del sostegno. Per ciascuno di questi territori i piani territoriali per una transizione giusta definiranno le sfide sociali, economiche e ambientali e forniranno dettagli in merito alle necessità di diversificazione economica, riqualificazione professionale e risanamento ambientale, a seconda dei casi.
Le attività sostenute dal Fondo comprendono, tra l’altro:
investimenti produttivi nelle PMI, tra cui le start-up, finalizzati alla diversificazione e alla riconversione economica;
investimenti nella creazione di nuove imprese, anche mediante incubatori di imprese e servizi di consulenza;
investimenti nella messa in opera di tecnologia e infrastrutture per l’energia pulita a prezzi accessibili, nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, nell’efficienza energetica e nell’energia rinnovabile;
investimenti nella digitalizzazione e nella connettività digitale;
investimenti nella bonifica e decontaminazione di siti, progetti di ripristino e conversione ad altri usi di terreni;
investimenti per il potenziamento dell’economia circolare, anche mediante la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, l’uso efficiente delle risorse, il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio;
miglioramento delle competenze e riqualificazione professionale dei lavoratori;
assistenza nella ricerca di lavoro e inclusione attiva delle persone in cerca di lavoro.
La proposta comprende tre allegati concernenti: il metodo di assegnazione per le risorse del fondo; il modello per i piani territoriali; gli indicatori comuni di output della politica regionale (“rco”) e indicatori comuni di risultato della politica regionale (“rcr”).
In Allegato lo Schema riepilogativo dei più recenti Atti UE all’attenzione del Parlamento.
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