L’Associazione è tornata ad evidenziare, nelle competenti sedi parlamentari, le proprie osservazioni sul testo con particolare riferimento alla norma sulla sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi.
In relazione all’iter del disegno di legge di conversione del decreto legge 18/2020 recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” (DDL 2463/C – Relatore On. Beatrice Lorenzin del Gruppo parlamentare PD), all’esame, in seconda lettura, in sede referente, della Commissione Bilancio, l’Associazione è tornata ad evidenziare le proprie proposte sul provvedimento (per il precedente si veda notizia di “Interventi” del 3 aprile u.s.).
Con riferimento, in particolare, alla norma del testo che sospende i termini dei procedimenti amministrativi fino al 15 aprile – poi ulteriormente estesi fino al 15 maggio p.v. dal Dl 23/2020 – l’Associazione ha evidenziato la necessità di evitare che tale proroga trovi applicazione anche con riferimento alle procedure di gara o comunque ai procedimenti relativi ai contratti pubblici di cui al Dlgs. 50/2016. Il perdurare di tale “blocco”, infatti, rischia di compromettere definitivamente l’intero tessuto produttivo del Paese, determinando il collasso delle imprese di costruzioni, già provate da una crisi del settore che perdura da oltre un decennio.
Su tale problematica è intervenuta anche l’ANAC, nella Segnalazione inviata al Governo e al Parlamento il 14 aprile u.s., rilevando come “la recente proroga del periodo di sospensione dei termini dal 15 aprile al 15 maggio potrebbe comportare infatti una sospensione generalizzata delle procedure di gara, comprese quelle d’urgenza indette dagli enti del Sistema sanitario nazionale”. Per scongiurare una simile eventualità, l’Autorità ha quindi richiesto un intervento urgente del legislatore volto ad “adottare specifiche misure in luogo di una generalizzata applicazione della sospensione dei termini disposta dai decreti-legge nn. 18 e 23 del 2020”.
La proposta dell’ANCE è stata sostanzialmente condivisa ma l’iter del provvedimento difficilmente consentirà modifiche trattandosi di un testo “blindato”.
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