L’aula del Senato e della Camera, nella seduta del 29 luglio 2020, hanno svolto congiuntamente l’esame del Programma Nazionale di Riforma per l’anno 2020, di cui alla III Sezione del Documento di economia e finanza 2020, e relativi allegati (Doc. LVII, n. 3) nonché la Relazione al Parlamento sull’OMT (Doc. LVII-bis, n. 2).
In particolare, al Senato e alla Camera sono state approvate rispettivamente le Risoluzioni (6-00124 e n. 100) a firma della maggioranza, in un testo sostanzialmente analogo, in merito all’aggiornamento del piano di rientro verso l’Obiettivo di medio termine (OMT) che prevede lo scostamento di 25 miliardi per il 2020.
In merito al PNR 2020, sono state approvate rispettivamente le analoghe Risoluzioni sia alla Camera che al Senato (6-00123 e 6-00126 n. 1), in cui si chiede al Governo, tra l’altro, di:
- procedere con tempestività all’attuazione di tutte le politiche di intervento delineate nel Programma nazionale di riforma per il triennio 2021-2023 per il rilancio della crescita del nostro Paese, ponendo alla base di tali interventi un forte aumento degli investimenti, un significativo incremento della spesa per ricerca, istruzione, innovazione e digitalizzazione, la predisposizione di riforme, a partire da quella fiscale, della giustizia e della pubblica amministrazione, mirate ad incrementare la crescita potenziale, la competitività, l’equità e la sostenibilità sociale ed ambientale, la parità di genere, l’inclusione sociale e la coesione territoriale, con particolare attenzione alle aree interne, a quelle montane e al Mezzogiorno;
- adottare rapidamente un Piano per la ripresa nazionale coerente con gli obiettivi delineati nel PNR e con le recenti strategie dell’UE in tema di transizione digitale e green deal, da condividere in Parlamento e far vivere nel Paese, che ponga le basi per l’utilizzo, in una logica di integrazione dei fondi già attivati;
- conferire, nell’ambito degli interventi del Piano per la ripresa, un ruolo centrale: a) all’innovazione e alla trasformazione digitale, quale fattore più importante per rendere universale la diffusione del sapere, dell’istruzione scolastica, della cultura, della medicina e dell’informazione, per ridurre le distanze e le disuguaglianze sociali e territoriali, tra Nord e Sud, tra città e periferie e tra aree urbanizzate ed aree interne del Paese, per rilanciare l’economia e creare nuovi posti di lavoro; b) agli interventi del green deal orientati a favorire la transizione ecologica, la decarbonizzazione e lo sviluppo economico e sociale sostenibile, in linea con la piena attuazione dell’Agenda 2030, anche utilizzando gli strumenti della leva fiscale; c) alle misure di sostegno e potenziamento, in linea con quanto già previsto nel decreto attuativo del Piano transizione 4.0, delle attività produttive della green economy, in coerenza con il modello di economia circolare e con la nuova strategia industriale europea; d) al rifinanziamento degli strumenti a sostegno degli investimenti in ricerca e sviluppo e innovazione, con particolare riferimento alla digitalizzazione delle attività produttive e dei servizi e alle dotazioni e alla formazione del personale delle pubbliche amministrazioni, nonché alla definizione di un programma per nuovi investimenti industriali, anche nell’ottica di incentivare il reshoring delle produzioni;
- garantire il rapido riavvio dei cantieri e il completamento delle opere infrastrutturali, anche valorizzando l’intermodalità trasportistica; favorire gli investimenti pubblici e privati per garantire la messa in sicurezza degli edifici, con particolare attenzione alla ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici destinati a scuole, asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia, e per la rigenerazione urbana, nonché per gli interventi di edilizia penitenziaria, al fine della riqualificazione degli spazi esistenti e l’incremento dei posti detentivi; e a definire un piano pluriennale di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, basato sul recupero o la ricostruzione degli immobili pubblici e privati inutilizzati, senza consumo di suolo, così da affrontare concretamente i segmenti del disagio abitativo;
- proseguire il lavoro intrapreso per l’attuazione della riforma degli ammortizzatori sociali, rafforzando e razionalizzando gli strumenti di integrazione al reddito in costanza di rapporto, in correlazione con percorsi formativi e rafforzando il ruolo delle politiche attive del lavoro, nonché per il contrasto al lavoro sommerso e per l’incentivazione e la valorizzazione del lavoro femminile e giovanile; a proseguire l’azione di tutela del lavoro autonomo già intrapresa con i provvedimenti finora emanati attraverso l’erogazione di specifiche indennità, anche prevedendo misure specifiche per il sostegno al reddito in favore dei lavoratori autonomi, liberi professionisti e per particolari categorie di lavoratori non inclusi nelle tutele delle ordinarie integrazioni salariali; nonché ad adottare misure finalizzate alla promozione del lavoro autonomo, in particolare attraverso l’incentivazione all’aggregazione dei professionisti e alla creazione di reti di impresa suscettibili di concorrere adeguatamente nello scenario globale.