
È stata pubblicata la norma UNI 11967-1, che stabilisce i requisiti per la produzione e la lavorazione delle armature non assemblate destinate al calcestruzzo armato. Questa risponde alla crescente esigenza di migliorare la qualità e l’uniformità dei materiali nel settore delle costruzioni, con l’obiettivo di garantire armature conformi agli standard di sicurezza, resistenza e durabilità richiesti per le strutture in calcestruzzo armato.
La norma si applica esclusivamente alle armature in acciaio prodotte da barre e rotoli, escludendo altri tipi di armature come reti e tralicci elettrosaldati. Non trattando la fase di assemblaggio o saldatura, disciplinata da normative separate, essa si concentra sulla trasformazione dell’acciaio, specificando i metodi di lavorazione, come il taglio e la piegatura, e definendo precise tolleranze dimensionali.
Una delle sezioni chiave della norma riguarda proprio le tolleranze dimensionali, utili a garantire che le armature soddisfino le specifiche progettuali. Le barre d’acciaio, i tondi e gli altri componenti devono rispettare limiti precisi in termini di lunghezza, diametro, geometria delle piegature e distanza dei punti di saldatura, se presenti.
La norma stabilisce tolleranze dettagliate per i vari tipi di armature, indicando le dimensioni e gli scostamenti ammissibili che contribuiscono a garantire la sicurezza stabilita nel progetto, nonché i corretti metodi di lavorazione. Ad esempio, vieta l’uso di metodi manuali per la raddrizzatura dell’acciaio e prescrive che il taglio debba essere effettuato a freddo, evitando il taglio termico, come quello a fiamma.
Inoltre, viene affrontato il tema della protezione e conservazione delle armature durante il trasporto e lo stoccaggio, con particolare attenzione a prevenire danni derivanti dall’ossidazione.
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