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Audizioni e proposte, Governo e Parlamento

Brancaccio in audizione al Senato: “Bene il decreto sicurezza ma evitare aggravi burocratici”

11 Novembre 2025
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L’Ance accoglie con favore le misure introdotte dal Decreto-Legge sicurezza, in particolare per la decisione del governo di prevedere nuove risorse per gli interventi di prevenzione e formazione. Ci sono però – ha sottolineato la Presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, nel corso dell’audizione sul provvedimento presso la Commissione Affari Sociali del Senato – alcuni aspetti del provvedimento che meritano alcune riflessioni e per i quali sarà comunque necessario il confronto con le parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nell’ambito del decreto attuativo.

Però, prima ancora di entrare nel merito delle questioni relative al decreto, la Presidente dell’Associazione dei Costruttori ha sottolineato un concetto: “Fare sicurezza in edilizia è sicuramente più difficile che in altri settori industriali. L’impegno dell’Ance ha portato al varo di scelte contrattuali volte al rafforzamento della sicurezza sul lavoro e all’implementazione della formazione, condivise con il sindacato e inserite nell’ambito della contrattazione collettiva di settore, anche attraverso lo strumento della bilateralità”.

Per quanto riguarda i contenuti del decreto, l’Ance ricorda che da tempo è stata parte attiva nella predisposizione di buone prassi in materia di tessera di riconoscimento, dotata di codice univoco anticontraffazione, utilizzata come badge. Per questo sarà fondamentale che il decreto attuativo ne tenga conto, in quanto sono già utilizzati strumenti informatici ad hoc, anche attraverso il sistema bilaterale delle Casse Edili.

La Presidente dell’Associazione ritiene poi, indispensabile, che in cantiere tutti i lavoratori, inclusi gli autonomi, indipendentemente dal settore di appartenenza, abbiano la stessa formazione. Il cantiere è, infatti, un ambiente complesso, dove i rischi non riguardano solo chi svolge lavori edili, ma chiunque vi operi.

Al centro dell’audizione anche l’analisi dei dati Inail relativi agli infortuni. Nel settore “F-Costruzioni”, ha ricordato Federica Brancaccio, il numero totale di infortuni indennizzati nel 2024 è in diminuzione rispetto al 2023, registrando una variazione negativa di circa il 6%. Anche l’incidenza degli infortuni totali rispetto al numero di occupati nel 2024 è in leggera flessione. Per quanto riguarda gli infortuni mortali definiti positivi, dopo l’aumento osservato nel 2023, i dati evidenziano nel 2024 una diminuzione del 19% rispetto all’anno precedente. Diminuisce anche l’incidenza degli infortuni mortali rispetto al numero di occupati, che si attesta a 0,07 per 1.000 occupati.  Dati che fanno riflettere, ha spiegato la Presidente Brancaccio, anche se sono riferiti ad attività che non sono tutte riconducibili solo all’edilizia in senso stretto. Infatti, per verificare l’efficacia delle iniziative adottate dall’ANCE e dal sistema bilaterale in materia di sicurezza e formazione, sarebbe utile analizzare i dati sugli infortuni imputati al settore F – Costruzioni, mettendoli in relazione con l’applicazione o meno del contratto collettivo di riferimento. Sarebbe inoltre auspicabile che l’INAIL fornisse dati sugli infortuni suddivisi in base al CCNL applicato dalle imprese e che la banca dati dell’Istituto dialogasse anche con quella dell’Inps. Questa integrazione permetterebbe un’analisi più dettagliata e mirata, correlando gli infortuni non solo al settore e alla dimensione aziendale, ma anche al contesto contrattuale che disciplina le condizioni di lavoro. Un approccio di questo tipo contribuirebbe a rafforzare le politiche di prevenzione, individuando eventuali criticità legate a specifiche tipologie contrattuali e favorendo interventi più efficaci per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

L’Ance nutre, poi, qualche preoccupazione sulla norma che inserisce un nuovo adempimento per le imprese che, qualora intendano richiedere benefici contributivi, prima dell’assunzione dei lavoratori, devono pubblicare la disponibilità della posizione di lavoro sul SIISL. Una norma che “potrebbe costituire, nel nostro settore, un aggravio burocratico anche per le imprese regolari e corrette, senza dare evidenza, al momento, di potere incidere concretamente sulle suddette finalità”.

Molte previsioni del “decreto sicurezza” rendono norma di legge alcune importanti previsioni già introdotte, nell’ambito della contrattazione collettiva, dall’Ance, assieme ai sindacati nazionali edili, nonché dalle altre parti datoriali di settore. E’ il caso della valorizzazione del ruolo degli organismi paritetici, naturalmente quelli espressione delle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Questi organismi, oltre a comunicare i nominativi delle aziende per le quali svolgono attività di consulenza e monitoraggio con esito positivo, potranno promuovere iniziative finalizzate a favorire l’assolvimento degli obblighi relativi alla sorveglianza sanitaria, anche mediante convenzioni con le ASL o con medici competenti. Questa nuova previsione si pone in linea con il progetto sperimentale di sorveglianza sanitaria previsto dall’Accordo delle parti sociali edili del marzo 2022. Positiva anche la misura che prevede l’erogazione di borse di studio ai superstiti di lavoratori deceduti per infortunio sul lavoro o per malattia professionale, in coerenza con quanto già stabilito dalle parti sociali edili nel verbale di accordo dell’8 ottobre scorso.

Nel corso dell’Audizione è stato, infine, ricordato che il Formedil Italia sta già portando avanti con Inail un progetto dedicato alla gestione dei “quasi infortuni” nel settore edile, in sintonia, quindi, con l’adozione da parte del Ministero del Lavoro, d’intesa con Inail, delle linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni nelle imprese con più di quindici dipendenti. Tuttavia, in tema di soggetti formatori, occorre evidenziare una criticità tuttora irrisolta, “che riguarda l’istituzione del Repertorio da parte del Ministero del lavoro, ossia l’anagrafe degli organismi paritetici, rivelatasi un’occasione mancata per garantire l’individuazione di formatori realmente qualificati”. È quindi fondamentale – secondo l’Ance – procedere a una chiara individuazione degli organismi paritetici, ricordando che, come stabilito dal Testo unico sulla sicurezza, essi devono essere espressione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

 

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Tel. 06 84567 417 / 464
E-Mail: relazioniistituzionali@ance.it
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