
Un approfondimento sul Conto Termico 3.0 di particolare interesse per le imprese edili è stato svolto dal GSE durante il webinar di lunedì 28 gennaio. Al presente link sono disponibili la registrazione dell’evento (come anche quella di tutti i webinar finora realizzati) e le slide, riportate anche qui in allegato.
Da evidenziare il focus sulla diagnosi energetica e sugli interventi di incremento dell’efficienza energetica del Titolo II – tra cui rientrano quelli di isolamento termico delle superfici opache e la trasformazione in edifici a energia quasi zero (nZEB).
Focus diagnosi energetica
La diagnosi energetica ante-operam, redatta da un EGE e/o una ESCO certificati, insieme con l’attestato di prestazione energetica (APE) post-operam, è obbligatoria nei seguenti casi:
L’APE ante-operam, in aggiunta a quello post-operam, è richiesto per tutti gli interventi del Titolo II realizzati da imprese ed ETS economici sugli edifici terziari. Ciò, in virtù del fatto che questi soggetti (specificamente disciplinati dal Titolo V del decreto) sono tenuti a conseguire e dimostrare, per questi interventi, una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10% rispetto alla situazione precedente, oppure, in caso di multi-intervento, una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 20% rispetto alla situazione precedente.
Si ricorda che le spese sostenute per la diagnosi e gli attestati di prestazione energetica per gli interventi che li prevedono obbligatoriamente sono incentivati nelle misure seguenti:
Focus interventi di efficienza energetica
Tra questi, rientrano gli interventi di isolamento termico delle superfici opache (c.d. interventi II.A) e gli edifici nZEB (interventi II.D).
I requisiti di accesso per gli interventi II.A sono:
Se l’intervento è realizzato da imprese ed ETS economici su edifici di ambito terziario, deve essere conseguita anche una riduzione della domanda di energia primaria del 10%, oppure del 20% per multi-interventi. In questi casi, la riduzione deve essere dimostrata anche con l’APE ante-operam.
Le spese ammissibili comprendono la fornitura e messa in opera di materiale coibente, comprese le opere provvisionali; la fornitura e messa in opera di materiali ordinari, realizzati contestualmente all’isolamento; la demolizione e ricostruzione dell’elemento costruttivo; l’installazione di sistemi di ventilazione meccanica, come soluzione tecnica alle condensazioni interstiziali; le prestazioni professionali connesse alla realizzazione dell’intervento.
I requisiti di accesso per gli interventi II.D sono:
Se l’intervento nZEB è realizzato da imprese ed ETS economici su edifici di ambito terziario, deve essere conseguita anche una riduzione della domanda di energia primaria del 20%. In questi casi, la riduzione deve essere dimostrata anche con l’APE ante-operam.
Non è possibile presentare una richiesta di multi-intervento che comprenda anche l’intervento nZEB, perché quest’ultimo già comprende tutte le categorie di intervento previste dal Conto Termico 3.0.
Le spese ammissibili comprendono la fornitura e posa in opera di tutti i materiali e tecnologie installati per il raggiungimento dei requisiti di edifici nZEB; la demolizione, smaltimento e ricostruzione di involucro e impianti; la demolizione e ricostruzione dell’edificio; l’eventuale adeguamento sismico; le prestazioni professionali connesse alla realizzazione dell’intervento.
Si ricorda che, per imprese e ETS economici, non sono incentivabili apparecchiature energetiche alimentate a combustibili fossili per nessun tipo di intervento, sia del Titolo II che del Titolo III.
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.