
L’ultimo miglio del Piano nazionale di ripresa e resilienza e il futuro degli investimenti pubblici e dello sviluppo territoriale. Questo il tema cardine del convegno “Emilia-Romagna: l’ultimo miglio del Pnrr. Bilanci e prospettive future”, promosso da Ance Emilia-Romagna e svoltosi oggi al Tecnopolo DAMA di Bologna, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, del sistema delle imprese e del mondo delle costruzioni.
Al centro del confronto, le prospettive del Pnrr per il territorio in una fase cruciale di attuazione del Piano, segnata dalla necessità di rispettare le scadenze e, allo stesso tempo, di costruire una strategia di lungo periodo.
Ad aprire i lavori è stato Maurizio Croci, presidente di Ance Emilia-Romagna, che ha sottolineato l’importanza di garantire continuità agli investimenti anche oltre la conclusione del Piano, obiettivo che può essere raggiunto solo attraverso una collaborazione virtuosa con la pubblica amministrazione e imprese.
Secondo il Vicepresidente Ance Piero Petrucco il Pnrr è una “scommessa praticamente vinta”, grazie alle semplificazioni introdotte e al lavoro congiunto di amministrazioni pubbliche e imprese. “Pa e imprese hanno lavorato bene insieme – ha affermato – dando gambe a un progetto ambizioso che, a un miglio dalla fine, ha tutte le carte in regola per essere completato, a patto di utilizzare in modo efficace la flessibilità concessa anche dall’Unione europea”.
D’accordo anche il presidente dell’ Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, che ha rimarcato il valore strategico degli investimenti del Pnrr per la competitività del territorio, la crescita economica e la transizione verso uno sviluppo sostenibile, sottolineando l’importanza di trasformare le risorse straordinarie del Piano in leve strutturali di sviluppo.
A trarre le conclusioni è stato, infine, il Ministro per gli affari europei, Tommaso Foti, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di integrare le risorse del Pnrr con le politiche di coesione, per garantire continuità e stabilità agli interventi nel medio-lungo periodo. Il ministro ha inoltre evidenziato il ruolo decisivo della capacità amministrativa e progettuale che ha consentito al Piano di decollare.
I lavori, moderati da Giorgio Santilli, direttore di DIAC, hanno confermato come l’ultimo miglio del Pnrr rappresenti una fase decisiva per costruire una prospettiva di sviluppo solida e duratura per l’Emilia-Romagna e per l’intero Paese oltre il 2026.
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