
Nel corso dell’audizione, il vicepresidente dell’Associazione, Federico Ghella, ha evidenziato come il provvedimento rappresenti un primo segnale di attenzione del Governo su tre temi strategici: assicurare pagamenti tempestivi alle imprese, sia quelli ordinari sia quelli straordinari relativi al caro materiali, garantire una programmazione pluriennale certa degli investimenti infrastrutturali per il dopo Pnrr, e proseguire nel percorso di semplificazione delle procedure a monte e accelerazione dei cantieri, anche attraverso la stabilizzazione del modello Pnrr. Allo stesso tempo, però, si tratta di ambiti che richiedono misure urgenti e di più ampio respiro.
Pagamenti e liquidità delle imprese
Sul fronte dei pagamenti, l’Ance ha richiamato l’attenzione sul rallentamento dei flussi finanziari registrato dalla scorsa estate, che sta generando forti tensioni di liquidità per le imprese, proprio nella fase conclusiva del Pnrr. In questo contesto, il combinato disposto tra ritardi nei pagamenti e mancati ristori per il caro materiali rischia di produrre effetti particolarmente critici.
Positiva viene giudicata la misura che destina 2,8 miliardi di euro a Rfi nei prossimi due anni per ridurne l’esposizione debitoria. Tuttavia, le criticità relative ai tempi di pagamento riguardano l’intero sistema degli enti appaltanti e richiedono una soluzione complessiva.
A ciò si aggiungono i ritardi nei ristori per il caro materiali: le imprese vantano ancora oltre 2 miliardi di euro per lavori eseguiti da più di un anno.
Il quadro è ulteriormente aggravato dalle tensioni sui prezzi dell’energia e delle materie prime legate al conflitto in Medio Oriente, che stanno determinando nuovi aumenti dei costi. Nella prima metà di marzo, il prezzo del petrolio è cresciuto di oltre il 30%, mentre gasolio e gas naturale hanno registrato incrementi rispettivamente del 46% e del 55%. Anche materiali come il bitume segnano aumenti fino al 50%, con un impatto diretto sui costi delle opere: una pavimentazione stradale oggi costa circa il 25% in più rispetto a un mese fa.
Se questo scenario dovesse protrarsi, avverte l’Ance, si rischia di compromettere la regolare prosecuzione dei lavori, con possibili rallentamenti o sospensioni dei cantieri e ricadute negative sull’intera filiera delle costruzioni. In tale ottica, sarebbe opportuno chiarire che tali aumenti dei materiali e le relative difficoltà di approvvigionamento in atto, essendo del tutto imprevedibili, possono considerarsi come causa di forza maggiore. Resta, poi, il problema di individuare gli strumenti di tutela più idonei per salvaguardare la continuità dei lavori in corso perché le misure attualmente in vigore non sono sufficienti.
Programmazione degli investimenti
Per quanto riguarda la programmazione, l’Ance esprime apprezzamento per l’impostazione adottata sul Ponte sullo Stretto di Messina, in particolare per l’allineamento della programmazione finanziaria allo stato di avanzamento dell’opera.
Una scelta che, secondo l’Associazione, consente una più efficiente allocazione delle risorse – anche a beneficio di Rfi nel breve periodo – e rafforza la capacità di spesa, elementi fondamentali per rispettare i cronoprogrammi e assicurare la realizzazione tempestiva degli interventi infrastrutturali.
Semplificazioni e modello commissariale
Sul fronte delle semplificazioni, il decreto va nella direzione di snellire i processi decisionali e ridurre i tempi autorizzativi. Tuttavia, l’Ance ribadisce le proprie perplessità sulla diffusione del modello commissariale e sull’uso esteso dei poteri derogatori rispetto alle procedure di gara.
Per realizzare celermente gli interventi infrastrutturali prioritari o le opere da “sbloccare”, la figura commissariale può risultare utile per semplificare le procedure “a monte” della gara, relative alle fasi di programmazione e approvazione dei relativi progetti. Ma la fase di affidamento e di realizzazione delle opere dovrebbe avvenire sempre nel pieno rispetto delle procedure di gara previste dal Codice dei contratti e dalla legislazione ad esso connessa, nel rispetto del principio di concorrenza e a garanzia di una corretta esecuzione.
Una considerazione che vale in particolare per gli interventi ferroviari connessi al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, per i quali l’attribuzione dei poteri derogatori all’Amministratore Delegato di Rfi avviene senza precisi limiti temporali, essendo genericamente ancorata all’entrata in esercizio degli interventi stessi.
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