
L’Istat ha diffuso i conti economici nazionali relativi al 2025, insieme alle revisioni dei dati per il biennio precedente. Ed è proprio dalle nuove stime che emerge un cambiamento rilevante per il settore delle costruzioni.
A distanza di un anno, con la seconda revisione, l’Istituto opera per il 2024 un significativo cambio di segno nella dinamica degli investimenti in costruzioni, rendendola negativa: -5,7% rispetto al 2023 (dal +2% inizialmente rilasciato). In termini assoluti, il valore attuale degli investimenti in costruzioni è stato revisionato al ribasso di oltre 13 miliardi.
Una correzione che conferma le stime formulate dall’Ance oltre due anni fa, quando il Centro Studi, aveva previsto per il 2024 una contrazione del -7,4% su base annua, anticipando il cambio di segno ora certificato dall’Istat.
Per quanto riguarda il 2025, la stima Istat è di un aumento degli investimenti in costruzioni del +3,3% su base annua; l’ANCE a riguardo è più prudente: -1,1% come formulato nell’Osservatorio di gennaio scorso. Tale stima è stata comunque significativamente migliorata rispetto alla precedente previsione formulata un anno fa (-7%). La revisione al rialzo è legata a una dinamica più positiva del previsto nel comparto delle opere pubbliche, sostenuto dall’accelerazione della fase conclusiva del PNRR. Resta però ancora marcato il ridimensionamento della manutenzione straordinaria, che continua a incidere negativamente sull’andamento complessivo del settore.
La stima certificata dall’Istat per il 2024 suggerisce una riflessione sul quadro informativo a disposizione dell’Istituto di Statistica per la definizione dei livelli di investimento settoriali.
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