
“La Fiec è oggi una voce ancora più forte, rispettata ed essenziale per il settore delle costruzioni in Europa”. Con queste parole Piero Petrucco ha tracciato il bilancio del suo mandato alla guida della Federazione europea dell’industria delle costruzioni, intervenendo all’Assemblea generale che si è conclusa oggi a Parigi con il passaggio di consegne a Jean-Pierre Paseri.
Nel suo discorso, Petrucco ha ripercorso due anni di presidenza definiti “intensi, pieni di sfide, lavoro e dialogo”, durante i quali la Fiec ha lavorato “per rafforzare il ruolo della nostra organizzazione, dare voce alle imprese europee delle costruzioni ed essere presenti nei luoghi in cui si prendono decisioni sul futuro del settore”.
Il presidente uscente ha rivendicato il rafforzamento del ruolo politico e istituzionale della Fiec a Bruxelles. “Negli ultimi due anni la Fiec ha partecipato a numerosi incontri istituzionali di alto livello”, ha ricordato, citando “i dialoghi con i Commissari europei e i membri del Parlamento europeo, i confronti con il Consiglio dell’Unione Europea, il contributo nell’High Level Construction Forum e la cooperazione con stakeholder strategici”.
Un lavoro, ha spiegato, costruito anche grazie a un metodo interno “basato su discussioni aperte e collegiali all’interno dello Steering Committee”, sempre “dando pieno spazio alla visione imprenditoriale che è al centro della missione della Fiec”. Petrucco ha voluto sottolineare il contributo dei vicepresidenti, “fondamentali in questo lavoro”.
Tra i risultati più significativi del mandato, Petrucco ha indicato il rientro della federazione polacca delle costruzioni all’interno della Fiec. “Questo è un grande successo per tutti noi – ha detto – perché una Fiec più ampia, più rappresentativa e più unita è anche una Fiec più forte”.
Ampio spazio anche al tema della guerra in Ucraina, che ha segnato il lavoro della Federazione negli ultimi anni. “Abbiamo continuato il nostro importante dialogo con la CBU e all’interno della Ukraine Task Force. È stato, e continua a essere, un lavoro necessario: un chiaro segno di vicinanza, attenzione e solidarietà”, ha affermato Petrucco, aggiungendo l’auspicio che “questa terribile guerra di aggressione possa presto giungere al termine e che l’Ucraina possa guardare a un futuro di pace, ricostruzione e speranza all’interno dell’Ue”.
Il presidente uscente ha poi evidenziato il ritorno del tema della casa al centro dell’agenda europea. “L’edilizia abitativa è una questione economica, sociale, urbana e umana. È una priorità per i cittadini, per le imprese e per le comunità locali”, ha sottolineato, rivendicando il ruolo della Fiec come “partner essenziale” nel dialogo con le istituzioni europee e attraverso il lavoro delle federazioni nazionali.
Proprio alle associazioni aderenti Petrucco ha rivolto uno dei passaggi più sentiti del suo discorso. “La Fiec può essere forte solo se sono forti la partecipazione, il contributo e l’impegno delle sue federazioni membri”, ha detto. “Senza il vostro lavoro quotidiano, senza la vostra competenza e senza la vostra disponibilità a condividere esperienze, priorità e punti di vista, la Fiec non potrebbe svolgere pienamente il proprio ruolo”.
Petrucco ha poi richiamato il riconoscimento arrivato dallo studio di Eurofound sulla rappresentatività delle parti sociali europee nel settore delle costruzioni. “La Fiec è stata riconfermata come organizzazione europea dei datori di lavoro più rappresentativa nel settore delle costruzioni”, ha ricordato, sottolineando la presenza in “24, oggi 25, dei 27 Stati membri” e la capacità di rappresentare “grandi, medie, piccole e microimprese”.
“Questo risultato non è soltanto un dato tecnico. Conferma il valore del nostro lavoro comune e dimostra che la Fiec continua a essere la principale voce europea dei datori di lavoro nel dialogo sociale del settore delle costruzioni”, ha aggiunto.
Sul fronte del dialogo sociale, il presidente uscente ha rivendicato anche il rapporto costruito con la EFBWW, la controparte sindacale europea. “Le posizioni possono talvolta differire e possono esserci momenti più difficili, ma sono convinto che un dialogo serio, aperto e responsabile resti la strada migliore”, ha spiegato.
Nel suo bilancio Petrucco ha ricordato inoltre il 120° anniversario della Fiec, celebrato nel 2025 con un evento che ha visto la partecipazione di commissari europei, membri del Parlamento europeo e rappresentanti istituzionali. “Abbiamo celebrato insieme una grande storia: 120 anni di rappresentanza, impegno, dialogo europeo e difesa del ruolo delle imprese di costruzione. Una lunga storia, ma ancora ricca di futuro”, ha dichiarato.
La parte finale del discorso è stata la più personale ed emotiva. “La Fiec, per me, è stata molto più di un ruolo. In questi anni è diventata una famiglia”, ha confidato Petrucco, ringraziando i membri dello Steering Committee, il direttore generale Domenico Campogrande e tutto lo staff della Federazione. “Lasciare questo ruolo mi emoziona. Quando si dedicano tempo, energie e passione a un incarico, il momento del passaggio di consegne porta con sé gratitudine, nostalgia ed emozione”, ha proseguito.
Infine, il passaggio simbolico del testimone a Jean-Pierre Paseri. “Lascio la Presidenza con grande serenità, perché so che la Fiec sarà guidata da un successore molto capace”, ha detto Petrucco. “Jean-Pierre, ti consegno simbolicamente questo ruolo con gratitudine e fiducia. So che la Fiec è in buone mani e so che sotto la tua guida continuerà a essere una voce forte, rispettata ed essenziale per il settore delle costruzioni in Europa”.
Il discorso si è chiuso con un ultimo ringraziamento all’Assemblea: “Grazie per il percorso che abbiamo condiviso. È stato per me un grande onore servire la Fiec”.
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