
In relazione all’esame, in prima lettura, presso la Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, del disegno di legge recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2026” (DDL 2025/S), l’ANCE ha evidenziato, nelle sedi parlamentari competenti, le proprie osservazioni e proposte sulle disposizioni di maggiore interesse per il settore delle costruzioni. L’Associazione è anzitutto intervenuta sull’articolo 5, relativo al recepimento della direttiva europea sul monitoraggio e la resilienza del suolo, e sulle disposizioni per l’attuazione della direttiva che introduce nuovi valori limite di esposizione professionale al piombo e ai suoi composti inorganici e ai diisocianati.
Con riferimento all’articolo 5, che definisce i principi e i criteri direttivi per il recepimento della direttiva (UE) 2025/2360, l’ANCE ha sottolineato, innanzitutto, la fondamentale importanza di prevedere una clausola di salvaguardia degli strumenti urbanistici, edilizi e territoriali vigenti. Tale previsione risulterebbe coerente con l’articolo 12 della direttiva, che, pur introducendo principi di mitigazione del consumo di suolo, fa espressamente salva l’autonomia degli Stati membri in materia di pianificazione territoriale. L’Associazione ritiene, pertanto, opportuno integrare la disposizione già in sede di legge delega, al fine di garantire la salvaguardia degli strumenti di pianificazione vigenti.
L’ANCE ha inoltre evidenziato la necessità di assicurare un adeguato coinvolgimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e delle Regioni, in considerazione delle rispettive competenze in materia di governo del territorio, nonché di prevedere un confronto permanente e strutturato con gli operatori del settore nell’ambito dei tavoli di coordinamento e indirizzo strategico.
Un ulteriore aspetto riguarda il sistema di monitoraggio del consumo di suolo, che, secondo l’Associazione, dovrebbe evolvere verso un modello capace di valorizzare non soltanto le superfici consumate e quelle de-impermeabilizzate, ma anche le superfici interessate da interventi di rigenerazione urbana e il contributo ambientale derivante dal recupero del patrimonio edilizio esistente. In tale prospettiva, l’ANCE ha richiamato le disposizioni della direttiva europea che incoraggiano il riutilizzo dei suoli già impermeabilizzati e degli edifici esistenti, nonché il recupero delle aree dismesse e degradate.
Sotto il profilo procedurale, l’Associazione ha altresì proposto che il decreto legislativo di recepimento sia adottato previa acquisizione dell’Intesa, anziché del semplice parere, della Conferenza Unificata, considerato l’impatto della nuova normativa sulle competenze in materia urbanistica e territoriale.
Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla disciplina dei siti contaminati. Al riguardo, l’ANCE ha segnalato il rischio che le nuove definizioni introdotte dalla direttiva, non coincidenti con quelle attualmente previste dal Codice dell’ambiente, possano ampliare significativamente il numero delle aree considerate potenzialmente contaminate, con conseguenze sulla loro utilizzazione e valorizzazione. È stata pertanto evidenziata la necessità che il recepimento nazionale favorisca gli interventi di bonifica e di recupero delle aree dismesse, evitando ulteriori appesantimenti burocratici e oneri non richiesti dalla normativa europea.
Con riferimento all’Allegato A, numero 1), relativo al recepimento della direttiva (UE) 2024/869, l’ANCE ha richiamato l’attenzione sulle ricadute per le imprese derivanti dall’introduzione di nuovi valori limite di esposizione professionale per i diisocianati e dalla revisione dei valori limite di esposizione professionale e biologici per il piombo e i suoi composti inorganici. Si tratta, infatti, di sostanze presenti in numerosi materiali e prodotti impiegati nel settore delle costruzioni. L’adeguamento ai nuovi parametri potrebbe comportare, per le imprese interessate, non soltanto l’aggiornamento delle valutazioni dei rischi, ma anche la verifica dei materiali utilizzati, l’eventuale effettuazione di misurazioni ambientali e biologiche, il potenziamento delle misure di prevenzione e protezione e la revisione delle procedure aziendali e delle attività di sorveglianza sanitaria.
Per tali ragioni, l’Associazione ha sottolineato l’importanza che il recepimento nazionale sia pienamente aderente alla disciplina europea e garantisca tempi congrui e un’effettiva gradualità nell’adeguamento, con particolare riguardo ai lavoratori interessati dal nuovo valore limite biologico del piombo. Ciò consentirebbe di assicurare un’effettiva tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, garantendo al contempo la sostenibilità degli adempimenti per le imprese.
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