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L`Associazione ha evidenziato nella sua audizione la necessità, tra l’altro, di stabilizzare le detrazioni fiscali del 50% per interventi di recupero edilizio e quelle per interventi di riqualificazione energetica con una rimodulazione della misura.

Archivio, Governo e Parlamento

DL 63/2013 sulla prestazione energetica in edilizia: le osservazioni Ance al Senato

18 Giugno 2013
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Si è svolta il 18 giugno c.m. l`audizione informale dell`Ance, presso le Commissioni riunite Finanze e Industria del Senato, nell’ambito di un ciclo di audizioni informali sui contenuti del DL 63/2013, recante “Disposizioni urgenti per il recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale” (DDL 783/S).
 
La delegazione associativa ha evidenziato, in premessa, il suo favore verso il provvedimento in questione che affronta uno dei temi cruciali per l’intero sistema economico-sociale nazionale ossia quello del miglioramento della prestazione energetica degli edifici, in un’ottica, tra l’altro, di adeguamento ed armonizzazione del sistema delle normative interne alle direttive impartite dall’Unione Europea. Tuttavia, il sistema normativo potrebbe essere ulteriormente migliorato, rendendo omogeneo a livello nazionale il sistema di certificazione degli edifici e formulando un vero e proprio Testo Unico, dove far confluire tutte le norme ora vigenti in tema di energia nell’edilizia.
 
Allo stesso modo, ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno di pervenire alla redazione, da parte del Ministero dello Sviluppo economico, di un elenco unico degli incentivi finanziari diretti a favorire l’efficienza energetica degli edifici e la transazione agli edifici “a energia quasi zero”. Al riguardo, ha sottolineato l’opportunità di anticipare a dicembre 2013 il termine per la sua predisposizione (ora fissato al 30 giugno 2014), così da favorire utenti ed operatori nell’orientarsi tra le varie disposizioni agevolative in vigore.
 
Ha, poi, ricordato che, secondo i dati congiunturali, il settore delle costruzioni sta vivendo la crisi più grave dal dopoguerra ad oggi, con una flessione degli investimenti del 7,6% in termini reali nel 2012, un ulteriore calo del 3,8% previsto per il 2013 e 360.000 posti di lavoro persi, che raggiungono le 550.000 unità se si considerano anche i settori collegati: in sei anni (2008-2013), il settore avrà perso circa il 30% degli investimenti e si colloca sui livelli più bassi degli ultimi quaranta anni.
Nella caduta di investimenti del 27,2% nel quinquennio 2008-2012, l’unico comparto a mostrare una tenuta dei livelli produttivi è quello relativo agli interventi della riqualificazione degli immobili residenziali, con una crescita nel periodo considerato del 9,3%. Secondo le stime ANCE, infatti, gli investimenti relativi alla riqualificazione del patrimonio abitativo esistente rappresentano il 34,5% degli investimenti in costruzioni (nel 2000 la medesima incidenza era pari al 24,7%).
Pertanto, le misure del prolungamento temporale del beneficio, accompagnato dalla proroga e dal potenziamento anche della agevolazione riconosciuta per gli interventi energetici effettuati sulle abitazioni, previste dal decreto legge, possono determinare un investimento aggiuntivo del 3% in termini reali, 5% in valori nominali. Rispetto agli investimenti in manutenzione straordinaria, stimati nel 2012 in 44,8 miliardi di euro, l’effetto sarebbe, quindi, quantificabile in 2,2/2,5 miliardi.
 
L’Associazione ha, tuttavia, rilevato la necessità di intervenire con il provvedimento in oggetto, al fine di massimizzare l’efficacia di entrambe le agevolazioni, come strumenti incentivanti il rinnovamento edilizio urbano e, al contempo, come misure di traino alla ripresa delle attività nel settore e, con esso, dell’intera economia nazionale.
In particolare, con riferimento alla riqualificazione energetica degli edifici ha evidenziato che, al fine di raggiungere gli obiettivi dell’UE di sviluppare, entro il 2020, un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più “verde” e più competitiva, indirizzata alla “crescita sostenibile”, rimarcati anche dal Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica 2011, è opportuno stabilizzare a decorrere dal 1° gennaio 2014 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione e migliorarne l’impatto e la funzionalità rispetto agli obiettivi fissati dal Piano nazionale, attraverso una rimodulazione del beneficio in modo da premiare gli interventi di riqualificazione che consentano di ottenere un maggior impatto sui consumi energetici.
 
Con riguardo all’altro tema del recupero edilizio abitativo ha sottolineato l’importanza di:
–        rendere stabile il potenziamento, dal 36% al 50%, della detrazione, da applicare sul limite massimo di spese pari a 96.000 euro;
–        estendere la medesima detrazione anche agli interventi che comportino un aumento di volumetria degli immobili abitativi (ivi compresi quelli di demolizione e ricostruzione con incremento della volumetria), attualmente esclusi dall’agevolazione;
–        posticipare, da 6 a 18 mesi dall’ultimazione dei lavori, il termine per l’acquisto agevolato sempre con la suddetta detrazione Irpef, spettante agli acquirenti di abitazioni poste all’interno di fabbricati integralmente ristrutturati e riconoscere il medesimo beneficio anche nell’ipotesi di interventi di demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria.
 
L’Associazione si è, infine, soffermata sulla disposizione contenuta nel decreto legge in questione che estende, “nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale”, le esistenti detrazioni fiscali per il recupero delle abitazioni e la riqualificazione energetica anche agli interventi finalizzati al miglioramento e alla messa in sicurezza degli edifici esistenti. In merito a tale norma che costituisce un primo passo verso l’ambizioso obiettivo di predisporre un pacchetto organico di misure fiscali che favoriscano la “messa in sicurezza” del territorio, ha evidenziato la necessità, a fronte della genericità della formulazione, che, in sede di conversione in legge del provvedimento, venga specificato l’ambito applicativo della suddetta disposizione, in termini di tempistica di definizione degli incentivi strutturali cui si fa cenno, campo di applicazione, tipologia degli interventi incentivati ed entità degli incentivi stessi, con particolare riferimento agli interventi di messa in sicurezza statica degli edifici.
 
  
Si veda precedente del 17 giugno 2013.
 
Si allega il Documento contenente nel dettaglio le osservazioni ANCE consegnato agli atti delle Commissioni.

11907-Documento ANCE.pdfApri
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