Nella seduta straordinaria della Conferenza Unificata del 14 novembre scorso, è stato reso il parere sul disegno di legge di stabilità 2014, attualmente all’esame del Senato, in prima lettura (DDL 1120/S).
Le Regioni hanno reso sul testo parere favorevole, condizionato all’accoglimento delle proposte di modifica contenute in un apposito documento allegato agli atti di seduta.
Nello stesso, in particolare, in merito alla sostenibilità dell’equilibrio di bilancio delle regioni, viene proposta l’istituzione di un apposito Fondo i cui oneri sono sostenuti attraverso la riduzione per il 2014 della sezione parte regionale del Fondo di cui al DL 35/2013 che comunque non potrebbe essere utilizzato se non nei limiti dell’obiettivo programmatico del patto di stabilità.
Al riguardo, viene anche ribadita “la strategicità e l’imprescindibilità delle risorse destinate ai pagamenti alle imprese che costituiscono una chiave di sviluppo e di serietà nella regolazione dei rapporti finanziari fra la pubblica amministrazione e il mondo”.
Nel documento vengono, altresì, chieste: l’eliminazione del tetto di competenza finanziaria; l’esclusione dei cofinanziamenti nazionali per la programmazione comunitaria 2014-2020; l’introduzione del patto di stabilità integrato; la sollecita adozione del decreto per l’attribuzione del gettito IVA in base all’attività di recupero fiscale.
Anche ANCI e UPI hanno condizionato l’espressione di un parere favorevole all’accoglimento di apposite proposte emendative illustrate in documenti allegati agli atti della seduta.
In particolare, l’ANCI ha evidenziato l’esigenza di rendere strutturale l’allentamento del patto di stabilità per gli Enti locali pari a 1 miliardo di euro senza introdurre vincoli di destinazione e di escludere dai vincoli del patto di stabilità i Comuni con popolazione compresa tra 1000 e 5000 abitanti e chiesto l’eliminazione delle sanzioni a carico dei Comuni per mancato rispetto del Patto. Ha, inoltre, evidenziato questioni riguardanti l’individuazione di soluzioni sul gettito della seconda rata dell’IMU per l’abitazione principale, la regolamentazione degli strumenti di finanza derivata, una revisione dei criteri dei riparto del Fondo di solidarietà, l’effettiva invarianza di risorse standard da destinare alle aree colpite da eventi sismici e la soluzione del problema dell’integrale rimborso delle spese giudiziarie anticipate dai Comuni. Ha, altresì, formulato numerose proposte in tema di tassazione immobiliare, anche con riguardo all’esenzione IMU degli immobili invenduti delle imprese edili.
L’UPI, in merito all’allentamento del patto di stabilità per gli Enti locali, ha chiesto che la parte spettante alle Province sia finalizzata particolarmente all’edilizia scolastica, alla manutenzione delle strade ed alla prevenzione del rischio idrogeologico. Ha chiesto, altresì, la reintegrazione delle risorse destinate alle Province del Fondo di riequilibrio e la revisione delle sanzioni per il mancato rispetto del Patto di stabilità, nonché di conoscere come saranno finalizzati i finanziamenti dopo l’approvazione della riforma dell’Ente provincia attualmente in corso.
Il Governo ha evidenziato la disponibilità ad accogliere le proposte delle Regioni riguardanti il patto di stabilità, rilevando che “le proposte dell’ANCI debbano essere opportunamente valutate negli incontri tecnici informali tuttora in corso”, ha, altresì, chiarito di “non avere obiezioni nel prevedere che le risorse derivanti dall’allentamento del Patto di stabilità per gli Enti locali destinate alle spese per investimenti abbiano degli indirizzi prioritari, purché la decisione finale sia rimessa alla responsabilità dei singoli Enti”.