La Commissione Finanze della Camera dei Deputati ha approvato il Documento conclusivo dell`indagine conoscitiva sugli strumenti fiscali e finanziari a sostegno della crescita, anche alla luce delle più recenti esperienze internazionali.
Nel Documento della Commissione vengono, in primo luogo, ripercorsi il programma e gli obiettivi dell`indagine nonché i principali elementi emersi dal ciclo delle audizioni svolte.
Obiettivo dell’indagine è stato quello di individuare le misure e le strategie di natura creditizia e finanziaria per assicurare al tessuto produttivo nazionale la necessaria liquidità e un’adeguata dotazione di capitale.
In particolare, viene fornita una succinta ricognizione dei principali interventi adottati nel corso degli ultimi anni, sia in ambito finanziario sia in ambito tributario, per il sostegno al sistema delle imprese e viene dato conto delle informazioni emerse dalle audizioni sulle caratteristiche del sistema imprenditoriale italiano e sulle modalità del suo finanziamento.
Vengono, poi, illustrate una serie di proposte elaborate dalla Commissione finalizzate a riattivare un nuovo circuito virtuoso, nel quale gli strumenti di finanziamento alle imprese, sia attraverso il capitale di debito, sia attraverso il capitale di rischio, possano avviare nuovamente lo sviluppo economico del Paese. Tra queste si segnalano le seguenti:
al fine di migliorare le condizioni di accesso al credito delle PMI
– istituire un nuovo strumento di garanzia, finanziato attraverso il ricorso ai fondi strutturali europei che fornirebbe alle banche garanzie sul 75% delle perdite non attese (cosiddette second loss) sui prestiti erogati dalle banche stesse alle PMI.
Il ricorso alle risorse finanziarie dei fondi strutturali europei consentirebbe, oltre che di superare il problema dell’insufficiente utilizzo dei medesimi fondi, di dotare il nuovo meccanismo di garanzia di un ammontare di risorse ingente, superiore a quelle attualmente disponibili per il Fondo centrale di garanzia per le PMI.
al fine di superare la sottocapitalizzazione e sottopatrimonializzazione delle imprese italiane
–ridurre i costi di trasparenza che le imprese devono sostenere per accedere e rimanere sul mercato dei capitali di rischio;
-strutturare maggiormente i segmenti di mercato dedicati precipuamente alle PMI;
– cancellare definitivamente gli elementi di distorsione del sistema tributario che hanno favorito il ricorso al capitale di debito rispetto al capitale di rischio;
al fine di ampliare i canali di finanziamento delle PMI
-consentire al Fondo centrale di garanzia per le PMI, ovvero ad altro strumento, di rilasciare garanzie a favore dei fondi che acquisiscano i mini bond;
-con riguardo ai bond, favorire l’intervento diretto nelle operazioni di emissione delle finanziarie regionali, nonché dei consorzi di garanzia collettivi fidi; prevedere che le emissioni possono essere assistite da garanzia; consentire la liquidabilità dei titoli, attraverso un mercato secondario.
– rafforzare il ruolo dei consorzi di garanzia collettiva fidi, sviluppare l’esperienza dei cosiddetti credit funds, colmare l’assenza di investitori istituzionali e professionali specializzati nel settore delle PMI, nonché riaprire il mercato delle cartolarizzazioni, agevolare ulteriormente il canale di liquidità delle banche con la BCE e sostenere la crescita del settore del microcredito;
– ridisegnare il modello di operatività degli istituti di credito, attraverso opportuni interventi normativi tributari, al fine di riavvicinare le banche al territorio, limitare l’investimento in attività speculative ed incentivare l’erogazione del credito ad imprese e famiglie;
al fine di consentire un erogazione di credito adeguata alle esigenze di liquidità delle imprese
–migliorare i meccanismi di risoluzione delle crisi, con particolare riguardo alla disciplina fallimentare.
Si allega il testo del Documento conclusivo approvato dalla Commissione.