Forniti dal Ministero del lavoro i risultati dell'attività ispettiva svolta nel 2013 e gli obiettivi per il 2014
Per opportuna conoscenza, si fornisce in allegato il comunicato stampa, pubblicato sul portale del Ministero del Lavoro, contenente un riepilogo dei risultati dell’attività di vigilanza svolta dalle strutture ispettive dello stesso Ministero e degli Enti previdenziali Inps ed Inail riferiti all’anno 2013.
I dati evidenziano, in particolare, che lo scorso anno, delle 235.122 aziende ispezionate dai tre organi ispettivi, 152.314 sono risultate irregolari, ossia il 64,8% di quelle sottoposte a controllo (+1,8 rispetto ai dati del 2012). Il numero dei lavoratori irregolari, con 239.020 rilevazioni, ha evidenziato un calo di tale fenomeno (-19% rispetto al 2012). Tenuto conto, altresì, che 86.125 lavoratori sono risultati totalmente in nero (-13% rispetto al 2012), emerge chiaramente che la crisi occupazionale incide anche sui fenomeni patologici legati alla gestione del rapporto di lavoro.
Il dato relativo ai lavoratori in nero, ad ogni modo, assume, ancora oggi, un aspetto rilevante nel sistema economico italiano, dove il lavoro nero, con il 36% sul totale dei lavoratori irregolari individuati nel 2013, documenta un incremento pari al 2% rispetto al 2012.
Nell’ambito dell’attività di vigilanza svolta dagli organi del Ministero del Lavoro è emerso che le violazioni che hanno fatto registrare un lieve aumento, pari all’1,9% rispetto all’anno precedente, sono quelle riconducibili alla “riqualificazione” dei rapporti di lavoro; a tal riguardo, sono stati 19.010 i lavoratori inquadrati con tipologie contrattuali non corrette e di questi 1.636 appartengono al settore dell’edilizia.
Le violazioni riscontrate nel 2013 con riferimento agli appalti illeciti, ai fenomeni interpositori e alla somministrazione illecita, dimostrano, con 10.775 casi, un decremento pari al 31% rispetto al 2012 (1.052 i casi riscontrati in edilizia), dovuto sostanzialmente al perdurante stato di crisi che ha notevolmente inciso anche sul fronte delle esternalizzazioni.
Dei 1.091 lavoratori extracomunitari clandestini (-32% rispetto al 2012), ossia privi del permesso di soggiorno, 155 hanno interessato il settore edile.
La redditività ricavata dall’azione ispettiva nel 2013 è stata pari a 102.866.138 euro (-17% rispetto al 2012).
La tabella contenente i dati relativi al monitoraggio dell’applicazione dell’art. 14 del D.Lgs. n. 81/08 e smi, conferma che, dei 7.885 provvedimenti sospensivi, 7.864 sono stati adottati per l’impiego di personale irregolare. L’edilizia, in tale ambito, rappresenta, con il 23% dei provvedimenti adottati, il secondo settore merceologico, dopo quello dei pubblici esercizi (37%), maggiormente interessato da tale violazione.
Secondo le rilevazioni ministeriali, i provvedimenti sospensivi sono stati revocati per regolarizzazione nell’84% dei casi.
In riferimento alla vigilanza in materia di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, le violazioni prevenzionistiche, pari a 33.123, dimostrano una riduzione del 18% rispetto al 2012, correlata al calo del numero di cantieri presenti sul territorio nazionale.
Nel settore edile sono state ispezionati 20.372 aziende e le irregolarità riscontrate hanno interessato il 65,4% dei casi.
Per ciò che concerne le violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, di cui al titolo IV del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i., viene confermato che il 38% delle infrazioni rilevate nel settore edile hanno interessato le cadute dall’alto.
Con riferimento alla programmazione dell’attività di vigilanza per l’anno 2014, questa evidenzia una pianificazione strettamente correlata a specifici fenomeni di rilevante impatto economico-sociale, come, ad esempio, il lavoro nero, gli appalti, i subappalti e i distacchi, nonchè la corretta qualificazione dei rapporti di lavoro.
La previsione è quella di effettuare almeno 230.000 ispezioni nell’anno in corso, seguendo una specifica ripartizione regionale e le priorità dei rispettivi ambiti territoriali, avvalendosi delle informazioni disponibili in tempo reale fornite dalle banche dati.
L’obiettivo per il 2014 è quello di utilizzare tali informazioni “ in chiave non solo gestionale, ma anche e soprattutto di intelligence, per l’individuazione, a monte dei processi ispettivi, di quegli indicatori di rischio necessari per meglio orientare l’attività di verifica”.
Per ciò che attiene la programmazione dell’attività di vigilanza nel settore dell’edilizia, l’azione ispettiva sarà incentrata principalmente al contrasto dell’irregolarità da cui scaturiscono le cadute dall’alto e all’attività di montaggio/smontaggio dei palchi nella realizzazione di spettacoli ed eventi, settore questo che verrà presidiato anche in collaborazione con gli ispettori dei servizi di prevenzione delle AA.SS.LL. L’obiettivo è quello di effettuare complessivamente circa 20.000 verifiche.
Per quanto di competenza dell’attività di vigilanza dell’Inail, il fenomeno che verrà maggiormente monitorato sarà quello del corretto inquadramento del rischio assicurato.
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