In relazione all’iter del disegno di legge di conversione del decreto legge 90/2014 recante “misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” (DDL 2486/C) all’attenzione, in prima lettura, dell’Aula della Camera dei Deputati, l’Associazione ha evidenziato oltre a quanto già rilevato in precedenza (si vedano, al riguardo, le notizie di “Interventi” dell’11 luglio e del 16 luglio u.s), un’ulteriore proposta relativa alla norma sull’obbligo di trasmissione all’ANAC delle varianti in corso d’opera, come modificata nel corso dell’esame in Commissione.
L’attuale formulazione del testo prevede un obbligo generalizzato di comunicazione e/o trasmissione delle varianti in corso d’opera all’ANAC, dal momento che, solo per gli appalti di valore pari o superiore alla soglia comunitaria, viene previsto un limite di importo pari al 10% dell’importo originario del contratto
Al riguardo, l’ANCE ha rilevato l’opportunità di elevare al 20 per cento la soglia delle varianti soggette all’obbligo di comunicazione, per gli appalti c.d. sopra-soglia e di limitare, per gli appalti di valore inferiore alla soglia comunitaria, l’obbligo di comunicazione all’Osservatorio dei contratti pubblici alle varianti di importo pari o superiore a duecentocinquantamila euro e comunque eccedenti il venti per cento dell’importo originario del contratto. La proposta ANCE ha trovato condivisione e sarà oggetto di valutazione nel prosieguo dell’iter del decreto legge, anche in considerazione della modificabilità del provvedimento su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.
Questo al fine di rendere efficace il nuovo sistema di controlli, evitando al contempo un rallentamento nel processo di realizzazione delle opere pubbliche, nonché il rischio che l’elevato numero dei documenti da verificare finisca per vanificare l’efficacia dei controlli stessi, prolungando eccessivamente i tempi per lo svolgimento del procedimento di verifica.
La proposta ANCE ha trovato condivisione e sarà oggetto di valutazione nel prosieguo dell’iter del provvedimento stante l’orientamento del Governo a “blindare” il provvedimento.