Il tema del consumo di suolo per la realizzazione di interventi di natura infrastrutturale e civile da parte di amministrazioni pubbliche o di soggetti privati è di stretta attualità, abbinato spesso impropriamente o superficialmente al dissesto idrogeologico e alla tutela dell’agricoltura, per le funzioni che essa svolge sia di approvvigionamento alimentare sia di difesa del territorio. Altre volte più correttamente la questione è legata alla necessità di contenere il consumo di una risorsa esauribile e non rinnovabile e di passare ad un nuovo modello di sviluppo territoriale incentrato prevalentemente sulla riqualificazione e sul riuso del patrimonio edilizio esistente.
Il dibattito è approdato in sede politica ed istituzionale tanto che nell’attuale legislatura il Governo ha presentato un apposito disegno di legge (Atto C/2039) in corso di discussione alla Camera dei Deputati.
A livello regionale, invece, si è assistito, soprattutto nel corso dell’ultimo anno, all’approvazione di numerose disposizioni finalizzate, da un lato, al contenimento del consumo del suolo e, dall’altro, alla riqualificazione urbana: molte Regioni si sono dotate di leggi o normative apposite ed altrettante li prevedono come obiettivi o principi fondamentali nell’ambito delle leggi sul governo del territorio.
L’Ance ha predisposto un dossier che fa il punto delle normative introdotte dalle Regioni, nella consapevolezza che una efficace politica di contenimento del consumo del suolo si basa sulla previsione di meccanismi giuridici, economici e fiscali in grado di rendere agevoli, diffusi e economicamente sostenibili gli interventi di sostituzione e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
In allegato il dossier Ance “Contenimento del consumo di suolo e riqualificazione urbana: quadro normativo regionale”