All’attenzione delle Camere, per il parere al Governo: un Dlgs di attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI sulla corruzione nel settore privato, di cui alla L.170/2016; e due Dlgs di attuazione di alcune deleghe per l'armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico, di cui alla L.161/2014.
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ATTI DEL GOVERNO ALL’ESAME DEL PARLAMENTO
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Atto e iter
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Contenuti
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Schema di decreto legislativo recante attuazione della decisione quadro 2003/568/GAI relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato
Atto 365
assegnato alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato per il parere al Governo da rendersi entro il 25 gennaio 2017
relatori:
On. Donatella Ferranti (PD)
Sen. Giuseppe Luigi Cucca (PD)
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Oggetto dello schema di decreto è l’attuazione della delega contenuta nell’art.19 della L 170/2016 (legge di delegazione europea 2015) diretta a sua volta ad attuare la decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio, relativa alla lotta alla corruzione nel settore privato.
Il provvedimento, in particolare, interviene sull’art. 2635 c.c. (corruzione tra privati).
A riguardo viene, tra l’altro, integrato il concetto di corruzione passiva includendo tra gli autori del reato oltre agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili, ai sindaci, ai liquidatori, anche quanti all’interno dell’ente svolgendo attività lavorativa con funzioni direttive, sollecitano oricevonoper sé o per altri denaro o altra utilità non dovuti, o ne accettano la promessa.
Viene, altresì, integrato il concetto di corruzione attiva che prevede la punibilità anche di chi “per interposta persona”, offre, promette o da denaro o altra utilità non dovuti alle persone indicate nel primo e secondo comma dell’art.2635 c.c.
La fattispecie è, inoltre, applicabile non solo alle società ma anche agli enti privati.
Vengono, altresì, introdotti gli artt. 2635-bis c.c. sull’istigazione alla corruzione tra privati e l’art.2635-ter relativo alle pene accessorie. Le condanne per i reati di corruzione tra privati e istigazione alla corruzione tra privati importano in ogni caso l’interdizione dai pubblici uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese (art. 32-bis c.p.).
Si inaspriscono, inoltre, le sanzioni pecuniarie di cui all’art. 25-ter (reati societari) del Dlgs 231/2001, per le ipotesi dei delitti di corruzione tra privati di cui al terzo comma dell’art. 2635 e 2635 bis.
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Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico
Atto 362
assegnato alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato per il parere al Governo da rendersi entro il 4 gennaio 2017 (termine successivamente prorogato)
relatori:
On. Alessandro Mazzoli (PD)
Sen. Massimo Caleo (PD)
sullo Schema è stato reso il parere nella Conferenza Unificata del 22 dicembre 2016 (vedi a riguardo la notizia in “Sintesi dei lavori” del 9 gennaio 2017)
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Lo schema di decreto in esame attua, in particolare, i criteri specifici di delega di cui alle lettere a, b, c, d, e, f, h, del comma 2 dell’art. 19 della L.161/2014 (legge europea 2013-bis) per l’adozione di uno o più decreti legislativi volti al riordino dei provvedimenti normativi vigenti in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico prodotto dalle sorgenti sonore fisse o mobili.
In attuazione dei criteri sopra detti lo schema di decreto introduce modifiche e integrazioni sia al Dlgs 194/2015 recante attuazione della Direttiva 2002/49/CE sulla determinazione e gestione del rumore ambientale, sia alla legge quadro sull’inquinamento acustico (L.447/1995).
Viene inoltre introdotta una disciplina organica della figura del tecnico competente in acustica per garantire uniformi condizioni di accesso alla professione, con l’istituzione di un elenco nazionale.
Le norme del provvedimento sono ispirate ai principi fondamentali di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico di cui all’art. 1 della legge quadro sull’inquinamento acustico, al fine di:
– garantire elevate forme di tutela dall’inquinamento acustico ambientale;
– semplificare atti e procedure amministrative;
– armonizzare le azioni previste dalla direttiva con gli strumenti di pianificazione stabiliti a livello nazionale, ovvero i Piani di risanamento Comunali e delle infrastrutture dei trasporti, approvati o realizzati, o in fase di realizzazione e gli interventi in corso e programmati.
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Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico con la direttiva 2000/14/CE e con il regolamento (CE) n. 765/2008
Atto 363
assegnato alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato per il parere al Governo da rendersi entro il 4 gennaio 2017 (termine successivamente prorogato)
relatori:
On. Alessandro Mazzoli (PD)
Sen. Massimo Caleo (PD)
sullo Schema è stato reso il parere nella Conferenza Unificata del 22 dicembre 2016 (vedi a riguardo la notizia in “Sintesi dei lavori” del 9 gennaio 2017)
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Lo schema di decreto in esame attua, in particolare, i criteri specifici di delega di cui alle lettere i), l), m), del comma 2 dell’art. 19 della L.161/2014 (legge europea 2013-bis) concernenti:
i) L’adeguamento della disciplina della gestione e del periodo di validità dell’autorizzazione degli organismi di certificazione;
l) l’armonizzazione con la direttiva 2000/14/CE (sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto) relativamente alle competenze delle persone fisiche e giuridiche che mettono a disposizione sul mercato macchine e attrezzature destinate a funzionare all’aperto;
m) l’adeguamento del regime sanzionatorio in caso di mancato rispetto del livello di potenza sonora garantito (DIR 2000/14/CE) e definizione delle modalità di utilizzo dei proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 15 del Dlgs 262/2002 (recante attuazione dalla direttiva 2000/14/CE).
Il provvedimento modifica e integra il DLgs 262/2002 suddetto, per quanto riguarda in particolare, l’immissione in commercio e la libera circolazione di macchine e attrezzature, le procedure per l’accreditamento degli organismi incaricati delle valutazioni di conformità, il regime sanzionatorio, nonché i requisiti minimi per la designazione dei suddetti organismi.
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