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Tra gli Atti comunitari all’attenzione del Parlamento: la Relazione della Commissione sull'attuazione del piano d'azione per l'economia circolare e la Comunicazione sul ruolo della termovalorizzazione nell'economia circolare

Archivio, Governo e Parlamento

Ultimi Atti europei in Parlamento

30 Marzo 2017
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Tra gli Atti europei pervenuti all’attenzione del Parlamento, si segnalano, per quanto di maggiore interesse, i seguenti:
 
Titolo
Contenuti e iter
Relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni sull’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare

COM (2017) 33 def.

 
 
Assegnato alla Commissione Territorio ed Ambiente del Senato
 
Relatore: Sen. Vaccari (PD)
Obiettivo della Relazione della Commissione è presentare una panoramica completa degli interventi realizzati in relazione al piano d’azione dell’UE per l’economia circolare, dopo la sua adozione nel dicembre 2015, nonché introdurre obiettivi strategici per il 2017.
 
Tra le iniziative chiave adottate a sostegno dell’economia circolare nel 2016, vengono indicate, tra l’altro:
 
· l’adozione – il 30 novembre 2016 – del Piano di lavoro sulla progettazione ecocompatbile per il periodo 2016-19 come parte del pacchetto energia pulita per tutti gli europei (Com (2016) 773 final);
· gli orientamenti sull’economia circolare contenuti nei Bref i documenti di riferimento delle migliori tecniche disponibili;
· la pubblicazione nel 2016 dei nuovi criteri per gli appalti pubblici verdi, tra cui rientrano quelli in materia di progettazione, costruzione e gestione di edifici adibiti a uffici;
· l’adozione del Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1245 volto a stabilire una tavola di concordanza preliminare tra i codici doganali e i codici dei rifiuti;
· la proposta – 9 novembre 2016 – di un protocollo volontario a livello settoriale in materia di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione con l’obiettivo di migliorare l’individuazione, la separazione alla fonte e la raccolta dei rifiuti, nonché la logistica, la trasformazione e la gestione della qualità. Orizzonte 2020 sostiene inoltre diversi progetti di innovazione in questo settore;
· l’investimento, tramite il programma di lavoro 2016-2017 di Orizzonte 2020 di 650 milioni di euro nel settore prioritario “Industria 2020 nell’economia circolare”;
· l’adozione – a gennaio 2017 – (vedi di seguito) di una Comunicazione sui processi di produzione di energia dai rifiuti e sul loro ruolo nell’economia circolare (Com(2016) 34);
· la predisposizione – a gennaio 2017 – in connessione con la presente Relazione, di una piattaforma che riunisce la Commissione, la Banca europea per gli investimenti (BEI), i partecipanti ai mercati finanziari e le imprese, per migliorare la conoscenza della logica imprenditoriale alla base dell’economia circolare e incoraggiare gli investitori ad avviare progetti di economia circolare.
 
Nel 2017 la Commissione intende, tra l’altro:
 
· proporre una strategia sulla plastica per migliorare l’economia, la qualità e la diffusione del riciclaggio e del riutilizzo di materiali plastici, per ridurne la dispersione nell’ambiente e per sganciare la produzione della plastica dai combustibili fossili;
· proporre un’analisi dei problemi giuridici, tecnici o pratici a livello di interfaccia della normativa in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti, che possono inibire il passaggio dei materiali riciclati nell’economia produttiva;
· presentare il quadro di monitoraggio per valutare i progressi dell’economia circolare nell’UE e nei suoi Stati membri.
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni “Il ruolo della termovalorizzazione nell’economia circolare”

COM (2017) 34 def.

 
 
Assegnato alla Commissione Territorio ed Ambiente del Senato
 
Relatrice: Sen. Puppato (PD)
La Comunicazione è incentrata sul recupero di energia dai rifiuti e sul suo ruolo nell’economia circolare. Scopo principale dell’atto comunitario è garantire che il recupero di energia dai rifiuti nell’UE sostenga gli obiettivi del piano d’azione per l’economia circolare e sia pienamente coerente con la gerarchia dei rifiuti dell’UE.
 
A tal fine, il provvedimento esamina le possibilità di ottimizzare il ruolo dei processi di termovalorizzazione affinché contribuiscano al conseguimento degli obiettivi previsti dalla Strategia dell’Unione dell’energia e dall’accordo di Parigi, sottolineando l’importanza delle tecnologie comprovate per l’efficienza energetica.
 
Per il conseguimento degli obiettivi delineati, la presente comunicazione:
 
· chiarisce la posizione dei differenti processi di termovalorizzazione all’interno della gerarchia dei rifiuti e le relative conseguenze in termini di sostegno finanziario pubblico;
· fornisce agli Stati membri orientamenti per migliorare l’utilizzo degli strumenti economici e la pianificazione delle capacità, nell’ottica di evitare o ovviare a potenziali sovraccapacità di incenerimento dei rifiuti;
· individua le tecnologie e i processi che attualmente hanno le maggiori potenzialità in termini di ottimizzazione della produzione di energia e materiali, tenendo conto dei cambiamenti attesi nelle materie prime per i processi di termovalorizzazione.
 
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Il regolamento che istituisce un “meccanismo di governance” per conseguire gli obiettivi UE in materia di politica energetica prevede, tra l’altro, l’adozione di strategie per migliorare le prestazioni energetiche in edilizia

Archivio, Governo e Parlamento

Ultimi Atti europei in Parlamento

15 Marzo 2017
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Tra gli Atti europei pervenuti all’attenzione del Parlamento, si segnala, per quanto di maggiore interesse, il seguente:
 
Titolo
Assegnazione
Contenuti e iter
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla governance dell’Unione dell’energia che modifica la direttiva 94/22/CE, la direttiva 98/70/CE, la direttiva 2009/31/CE, il regolamento (CE) n. 663/2009 e il regolamento (CE) n. 715/2009, la direttiva 2009/73/CE, la direttiva 2009/119/CE del Consiglio, la direttiva 2010/31/UE, la direttiva 2012/27/UE, la direttiva 2013/30/UE e la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio, e che abroga il regolamento (UE) n. 525/2013
 
COM (2016) 759 definitivo
 
Senato
Commissioni  riunite Industria e Territorio ed Ambiente  
 
La proposta di regolamento fa parte del pacchetto legislativo «Energia pulita per tutti gli europei», varato dalla Commissione europea il 30 novembre 2016 e finalizzato al miglioramento dell’efficienza energetica, al conseguimento della leadership mondiale dell’Unione nel campo delle energie rinnovabili e dell’equità del trattamento dei consumatori.
 
Il regolamento istituisce un meccanismo di governance per:
– attuare strategie e misure intese a conseguire gli obiettivi e traguardi dell’Unione dell’energia e in particolare, per il primo decennio compreso tra il 2021 e il 2030, i traguardi dell’UE per il 2030 in materia di energia e di clima;
– assicurare la tempestività, la trasparenza, l’accuratezza, la coerenza, la comparabilità e la completezza delle informazioni comunicate dall’Unione e dagli Stati membri al segretariato della convenzione UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) e dell’accordo di Parigi.
Il meccanismo di governance è basato: sui piani nazionali integrati per l’energia e il clima che coprono periodi di dieci anni a partire dal decennio 2021-2030; sulle corrispondenti relazioni intermedie nazionali integrate sull’energia e il clima trasmesse dagli Stati membri; sulle modalità integrate di monitoraggio della Commissione europea.
Il meccanismo definisce un processo strutturato e iterativo tra la Commissione e gli Stati membri volto alla messa a punto e alla successiva attuazione dei piani nazionali, anche per quanto riguarda la cooperazione regionale, e la corrispondente azione della Commissione.
Il regolamento si applica alle cinque dimensioni dell’Unione dell’energia:
ü sicurezza energetica;
ü mercato dell’energia;
ü efficienza energetica;
ü decarbonizzazione;
ü ricerca, innovazione e competitività.
In particolare, ilCapoIII della proposta di regolamento definisce l’obbligo per gli Stati membri di elaborare strategie per le basse emissioni a lungo termine, in un orizzonte temporale di cinquanta anni. Tali strategie riguardano, tra l’altro, la riduzione delle emissioni e l’aumento dell’assorbimento nei singoli settori, fra cui energia elettrica, industria, trasporti, edilizia (residenziale e terziario), agricoltura e destinazione del suolo, cambiamenti di destinazione del suolo e silvicoltura.
La proposta di regolamento prevede inoltre, al Capo IV, che nelle relazioni intermedie nazionali integrate, gli Stati membri includano le informazioni relative, tra l’altro, alle politiche, misure e programmi attuati, adottati e previsti volti a conseguire il contributo nazionale indicativo di efficienza energetica per il 2030, nonché altri obiettivi tra cui misure e strumenti previsti (anche di natura finanziaria) intesi a migliorare la prestazione energetica nell’edilizia, a sfruttare il potenziale di efficienza energetica dell’infrastruttura del gas e dell’energia elettrica e altre misure destinate a promuovere l’efficienza energetica.
Le Commissioni hanno in corso l’esame.
 
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