Approvato definitivamente dal Senato il Disegno di legge di conversione del DL n.25/2015: accolto un Ordine del Giorno ANCE sulla compensazione tra crediti e debiti dei responsabili in solido per tutta la filiera degli appalti.
L’Aula del Senato ha approvato definitivamente, in seconda lettura, il disegno di legge di conversione del decreto legge n. 25/2017 recante “disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti”.
Nel rimandare, per quanto concerne i contenuti del provvedimento, approvato senza modifiche al testo iniziale, alla news del 20 marzo u.s. – si segnala che nel corso dell’esame in seconda lettura il Senato ha accolto l’ordine del giorno auspicato dall’ANCE sulla compensazione tra crediti e debiti dei responsabili in solido per tutta la filiera degli appalti.
Si tratta dell’Odg, G2.102 (testo 2) (primo firmatario Sen. Mandelli, gruppo FI-PdL), che impegna il Governo a valutare la necessità di intervenire in via normativa per chiarire, se necessario, che “in caso di pagamento diretto del committente o dell’appaltatore di debiti retributivi o contributivi di uno degli appaltatori o subappaltatori, le somme corrispondenti si compensano, ai sensi dell’articolo 1243, comma 1, del codice civile, con i debiti derivanti dal contratto di appalto o subappalto. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 56 del Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267, la compensazione si verifica anche in caso di fallimento del subappaltatore”. Tale Odg assume particolare rilievo considerato il venir meno della norma relativa alla chiamata in causa obbligatoria di tutti i coobbligati e il beneficio di preventiva escussione del debitore principale, esponendo ulteriormente le imprese responsabili in solido a rischi che incidono pesantemente sui loro equilibri finanziari.
Si evidenzia, inoltre, che è stato accolto, tra gli altri, anche l’Odg G2.104 (primo firmatario Sen. Divina, gruppo LN-AUT) che, nel senso auspicato dall’ANCE, impegna il Governo “ad adottare gli opportuni interventi normativi di propria competenza per la riduzione del periodo di vigenza della responsabilità solidale da 24 a 12 mesi”. Anche in tal caso si è ravvisata la necessità di poter circoscrivere temporalmente il vincolo di responsabilità solidale del committente/appaltatore nei confronti delle inadempienze del proprio appaltatore/subappaltatore relativamente alla corresponsione dei trattamenti retributivi e ai contributi previdenziali dovuti ai lavoratori, a fronte del lungo lasso di tempo attualmente previsto (due anni dalla fine dell’appalto o del subappalto).
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