SENATO DELLA REPUBBLICA
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PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI
APPROVATI DA UN RAMO DEL PARLAMENTO
– DDL su “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato” (DDL 2208/S).
L’Aula ha licenziato, in seconda lettura, il disegno di legge in oggetto con modifiche al testo approvato dalla Commissione Affari costituzionali.
Tra queste, in particolare, si segnalano le seguenti:
Art. 1
Con riferimento alla disciplina delle segnalazioni nel settore pubblico, viene, in particolare, disposta l’estensione della relativa disciplina anche ai lavoratori e ai collaboratori delle imprese fornitrici di beni o servizi e che realizzano opere in favore dell’amministrazione pubblica. Tale previsione ha sostituito l’originaria formulazione del testo che, in particolare, comprendeva anche i “consulenti con qualsiasi tipologia di contratto o incarico”.
Art. 2 aggiuntivo
Viene, infine, previsto che nelle ipotesi di segnalazione previste dal provvedimento (ed effettuate nelle forme e nei limiti di cui al Dlgs 165/2001 o al Dlgs 231/2001), il perseguimento dell’interesse dell’integrità delle amministrazioni, pubbliche e private, nonché alla prevenzione e alla repressione delle malversazioni, costituisce giusta causa di rivelazione di notizie coperte dall’obbligo di segreto di cui agli articoli 326, 622 e 623 del codice penale e all’articolo 2105 del codice civile. E’, altresì, previsto che tale previsione non si applichi a chi sia venuto a conoscenza della notizia in ragione di un rapporto di consulenza professionale o di assistenza con l’ente, l’impresa o la persona interessata.
Il provvedimento si compone di due articoli relativi alla protezione dei dipendenti che segnalano illeciti, rispettivamente, nel settore pubblico e in quello privato.
Con riguardo al settore pubblico, viene modificato l’art. 54-bis del D.Lgs 165/2001 (testo unico del pubblico impiego) sulla tutela del dipendente pubblico che denuncia al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza dell’ente ovvero all’Autorità nazionale anticorruzione, all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro. Con riguardo al settore privato, viene, in particolare, modificato l’art. 6 del D.Lgs 231/2001, relativo ai modelli di organizzazione e di gestione dell’ente prevedendo, tra l’altro, cosa devono contenere nello specifico.
Il provvedimento torna ora alla terza lettura della Camera dei Deputati.
PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI
APPROVATI DALLE COMMISSIONI DI MERITO
– DDL su “Delega al Governo per la modifica della normativa in materia di utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura” (DDL 2323/S).
La Commissione Territorio e Ambiente ha approvato, in prima lettura, in sede referente, il provvedimento in oggetto, con modifiche al testo iniziale.
Il testo detta norme di delega al Governo al fine di aggiornare la disciplina relativa all’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura e di ridurre i rischi di contaminazione dei suoli e delle acque. Tra i criteri direttivi viene previsto, tra l’altro: l’aggiornamento della lista delle sostanze nocive e inquinanti da ricercare e sottoporre a controllo, con specifico riferimento ai metalli pesanti e agli inquinanti organici persistenti (POPs),la modifica dei valori limite di concentrazione di metalli pesanti; l’obbligatoria produzione di certificati di analisi riferiti ai fanghi, ai terreni e alle acque, ai sensi della normativa vigente; l’emanazione di linee guida volte a garantire l’omogeneità sul territorio nazionale delle norme regionali prevedendo, in particolare, la definizione delle condizioni in presenza delle quali le regioni possono emanare provvedimenti più restrittivi.
Il provvedimento passa ora all’esame dell’Aula.
PARERI RESI SU ATTI DEL GOVERNO
– Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/2193 relativa alla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi nonché riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera (Atto n. 435).
La Commissione Territorio e Ambiente ha espresso al Governo un parere favorevole con osservazioni sul provvedimento in oggetto.
Il provvedimento, al fine di dare attuazione alla delega contenuta nell’art. 17 della Legge di delegazione europea 2015 (L. 170/2016), reca i principi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva 2015/2193/UE relativa alla limitazione delle emissioni in atmosfera di alcuni inquinanti originati da impianti di combustione di media grandezza ivi definiti.
Prevede, inoltre, che, nell’esercizio della delega, il Governo provveda al riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell’atmosfera nel quale è compresa la disciplina degli impianti di combustione medi, perseguendo obiettivi quali: la razionalizzazione e la semplificazione delle procedure autorizzative, l’aggiornamento dei valori limite di emissioni di legge, la certezza e l’efficacia del sistema dei controlli e l’aggiornamento del sistema delle sanzioni.
Il provvedimento tornerà, ora, in Consiglio dei Ministri, per l’approvazione definitiva.
– Schema di decreto legislativo recante norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2015/760, relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine (Atto n. 454).
La Commissione Finanze ha espresso al Governo un parere favorevole con condizione sul provvedimento in oggetto.
Il provvedimento provvede ad adeguare il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (di cui al Dlgs n. 58/98, TUF), alle disposizioni del Regolamento (UE) n. 2015/760 relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine (ELTIF). Tali fondi sono finalizzati a finanziare sul lungo periodo progetti infrastrutturali di varia natura da parte di società non quotate ovvero piccole e medie imprese (PMI) quotate che emettono strumenti rappresentativi di equity o strumenti di debito.
Il provvedimento, dopo l’espressione del parere della corrispondente Commissione del Senato tornerà in Consiglio dei Ministri, per l’approvazione definitiva.