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Nota di aggiornamento al DEF 2018: Stabilizzazione dei bonus fiscali e stop agli aumenti IVA per il 2019. Queste alcune delle misure fiscali annunciate dal Governo che saranno oggetto della prossima legge di bilancio

Archivio, Fiscalità e incentivi

Nota di Aggiornamento al DEF 2018 – Contenuti fiscali

8 Ottobre 2018
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Stabilizzazione dell’Ecobonus e del Sismabonus, nell’ambito di un’adeguata politica di rigenerazione urbana, e sterilizzazione per il 2019 dell’aumento delle aliquote IVA previsto dalle “clausola di salvaguardia”.
Queste tra le principali misure annunciate dal Governo nella Nota di Aggiornamento al DEF 2018 (NaDef 2018), approvata dal Consiglio dei Ministri dello scorso 27 settembre 2018, che contiene le linee programmatiche della politica governativa nel medio periodo, oggetto della prossima legge di Bilancio 2019.
In particolare, in base al testo della Nota di aggiornamento presentata al Parlamentolo scorso 4 ottobre, l’azione del Governo si concentrerà sui seguenti temi, alcuni dei quali in linea con quanto da tempo proposto dall’ANCE.
•       Stabilizzazione dell’Ecobonus e del Sismabonus
In particolare, tra le linee d’intervento, il Governo intende promuovere una gestione sostenibile del suolo occupato attraverso un’adeguata politica che promuova la rigenerazione urbana, anche attraverso gli incentivi fiscali.
A quest’ultimo riguardo, viene specificata l’intenzione di:
·        stabilizzare «l’“ecobonus” e il “sisma bonus” con l’introduzione di tipologie di certificazioni capaci di garantire i crediti e la predisposizione di contratti differenziati per tipologie d’intervento, in grado di semplificare le attività delle amministrazioni locali»,
·        prorogare la detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici,
·        creare una Cabina di Regia Unica, presso il Ministero dell’ambiente, relativa all’inquinamento da amianto, diretta, tra l’altro, all’erogazione di «specifiche agevolazioni per le attività di bonifica».
•       Cancellazione degli aumenti dell’IVA previsti per il 2019
Viene annunciata la sterilizzazione della cd. “clausola di salvaguardia” prevista per il 2019, in base alla quale, dal prossimo anno, l’aliquota IVA ordinaria passerebbe dal 22% al 24,2%, e quella ridotta dal 10% all’11,5%, con un costo per il bilancio dello Stato pari a circa 12,5 miliardi di euro.
Gli aumenti di IVA previsti dalla legislazione vigente per gli anni 2020 e 2021[1] verranno parzialmente cancellati, rinviando al Programma di Stabilità 2019 la definizione di interventi di revisione della spesa corrente e di miglioramento della riscossione delle imposte che consentano la completa eliminazione delle clausole di salvaguardia.
La misura è da valutarsi positivamente, tenuto conto che l’aumento delle aliquote IVA determinerebbe effetti negativi sul mercato ed una forte contrazione dei consumi, tali da compromettere la ripresa del settore. In particolare, l’innalzamento dell’aliquota ridotta del 10% colpirebbe il mercato immobiliare delle “seconde case”, comprimendo ancor di più le attività di un comparto ancora fortemente in crisi, nonché su quello delle opere pubbliche, con lievitazione dei costi a carico degli Enti pubblici appaltanti (per i quali l’IVA si aggiunge ai costi di realizzazione delle opere).
 
•       Introduzione della flat tax per le piccole imprese, professionisti e artigiani
In particolare, è stata anticipata la volontà di innalzare (probabilmente a 65.000 euro) la soglia dei ricavi attualmente prevista per l’applicazione del cd. “regime forfetario dei minimi”, che consente alle persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, di fruire di una tassazione sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap con aliquota agevolata del 15%, qualora dichiarino ricavi entro determinate soglie, differenziate a seconda dell’attività esercitata (es. per i professionisti, attualmente la soglia è pari a 30.000 euro, per gli artigiani del settore immobiliare è 25.000 euro).
•       Riduzione dell’aliquota IRES per le società che reinvestono gli utili in azienda
Viene dichiarata l’intenzione di ridurre l’aliquota IRES (Imposta sul reddito delle società), probabilmente dall’attuale 24% al 15%, per le imprese che reinvestono gli utili prodotti nell’acquisto di beni strumentali e in nuove assunzioni.
•       Eliminazione dell’Aiuto alla crescita economica (ACE)
E’ annunciata l’eliminazione dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE)[2], a fronte della decisione di ridurre al 15% l’aliquota IRES sugli utili reinvestiti in beni strumentali e in nuove assunzioni.
•       Introduzione di un provvedimento di “pace fiscale”
Verrà emanato un provvedimento, cd. di “pace fiscale”, diretto a consentire al contribuente di chiudere le cartelle esattoriali e le liti fiscali (non viene specificato il valore massimo dei debiti e delle liti pendenti da sanare, che, dalle ultime dichiarazioni degli esponenti del Governo, potrebbe essere fissato in 500mila euro).
•       Conferma del Piano Impresa 4.0 con l’obiettivo di migliorare alcuni aspetti, dialogando con le Associazioni di categoria
In quest’ambito potrebbe essere prevista la proroga delle agevolazioni del “superammortamento” e “iperammortamento” per gli investimenti in beni dell’industria 4.0, la cui conferma, con contestuale rimodulazione a favore delle PMI, è stata annunciata nei giorni scorsi da esponenti del Governo.
•       Semplificazione e riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese
Viene annunciato che, in associazione all’avvio a regime della fatturazione elettronica tra operatori economici, saranno introdotte misure di semplificazione fiscale e di riduzione degli oneri amministrativi a carico dei contribuenti.
•       Razionalizzazione delle spese fiscali
Saranno valutati gli spazi disponibili per la razionalizzazione delle cosiddette spese fiscali, alla luce della molteplicità delle agevolazioni, della difficoltà del loro coordinamento e delle possibili sovrapposizioni. La scelta delle agevolazioni su cui intervenire sarà guidata da un’attenta valutazione, tenendo in considerazione aspetti legati al costo-efficacia delle agevolazioni stesse, ai risultati che hanno prodotto e ai loro impatti redistributivi.
Infine, a completamento della manovra di bilancio 2019-2021, il Governo dichiara, quali collegati alla decisione di bilancio, diversi provvedimenti, tra i quali:
–       un Disegno di legge recante introduzione di misure fiscali agevolate per le società che riducono le emissioni inquinanti (c.d. “Ires verde”).

[1] In particolare, si tratta dell’aumento dell’aliquota IVA ordinaria che dovrebbe passare al 24,9% dal 1° gennaio 2020 ed al 25% dal 2021, e di quella ridotta al 10% che dovrebbe arrivare al 13% a partire dal 1° gennaio 2020.
[2] Si tratta della deduzione dal reddito d’impresa di un importo corrispondente al “rendimento nozionale” del nuovo capitale proprio apportato in azienda. Per “rendimento nozionale lordo”, si intende la percentuale di deduzione dal reddito imponibile d’impresa, correlata agli aumenti di capitale, fissata, a decorrere dal 2018, all’1,5% (art.7, DL 50/2017, convertito con modifiche nella legge 96/2017).
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