Si sono svolte lo scorso 26 novembre le Comunicazioni del Ministro dello sviluppo economico sulle linee programmatiche del suo Dicastero. Al riguardo, sono state affrontate in particolare le seguenti tematiche:
Politica Industriale – Da Piano Impresa 4.0 alla strategia per l’innovazione – di cui Investimenti
In tale ambito, si intende dare continuità alla politica di supporto pubblico all’indispensabile processo di innovazione e consolidamento della competitività delle imprese italiane. Tuttavia, anche alla luce del monitoraggio e delle valutazioni sull’efficacia delle misure introdotte dal Piano Nazionale Impresa 4.0 ci saranno alcuni elementi di innovazione da introdurre, emersi anche dal tavolo su Transizione 4.0, a cui hanno partecipato attivamente le associazioni imprenditoriali.
Le novità punteranno a garantire un ampliamento della base di imprese, soprattutto di piccole dimensioni, coinvolte nel processo di innovazione e trasformazione digitale. Nello specifico, si punterà a una razionalizzazione delle misure fiscali, per renderle più facilmente fruibili e stabili nel tempo, assicurando così una maggiore coerenza con la pianificazione di investimenti e la valutazione di ritorno degli stessi orientate a valutazioni nel medio lungo periodo.
La transizione da un Piano annuale a una strategia di innovazione pluriennale avverrà attraverso l’introduzione di un’unica misura agevolativa nella forma di un credito di imposta articolato su più finalità: ricerca, sviluppo e innovazione; acquisto macchinari; innovazione nei processi produttivi; formazione.
Le prime edizioni del Piano erano orientate soprattutto al rinnovamento di macchinari obsoleti e poco performanti, sia in un’ottica di mera sostituzione (superammortamento), sia di innovazione attraverso il sostegno all’acquisto di beni tecnologicamente avanzati e interconnessi (iperammortamento). La nuova edizione intende confermare tali obiettivi, ma punterà a introdurne due più ambiziosi:
- favorire i processi di trasformazione tecnologica necessari alla transizione ecologica e in linea con i principi dell’economia circolare e decarbonizzazione stabiliti dall’Unione Europea;
- massimizzare i benefici dell’industria 4.0 attraverso la realizzazione di architetture informative e piattaforme che consentano un’integrazione dei beni materiali e immateriali, vero nodo centrale nello sviluppo di soluzioni di sistema in grado di sostenere una trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.
Verrà pertanto consolidato il credito d’imposta per la formazione 4.0, rimuovendo alcune barriere normative che ne hanno finora ostacolato la diffusa fruizione da parte delle imprese.
Strategia per l’innovazione- di cui Competenze
Per il rafforzamento delle competenze nelle imprese, soprattutto PMI, nel campo dell’economia digitale e della trasformazione tecnologica dei processi aziendali, è indispensabile anche continuare a supportare con un contributo a fondo perduto l’inserimento in azienda, anche a tempo determinato, di figure manageriali altamente qualificate e specializzate sui temi dell’innovazione. A tal fine, il 25 ottobre è stato aperto lo sportello per la presentazione delle domande per i voucher dedicati al digital innovation manager.
Sarà inoltre rafforzato il ruolo degli ITS, strumento ancora troppo poco diffuso ma che si è rivelato efficace per la formazione di nuovi profili professionali con competenze nelle tecnologie 4.0.
Nel 2020 saranno pienamente operativi gli otto Centri di competenza ad alta specializzazione (Competence center), distribuiti sul territorio nazionale con lo scopo di supportare l’innovazione delle piccole, medie e grandi imprese italiane, per favorire il trasferimento di soluzioni tecnologiche e l’innovazione nei processi produttivi e/o nei prodotti.
Start up e PMI innovative
Altre politiche da potenziare riguardano le start up e le PMI innovative, rafforzando la dimensione dei finanziamenti alternativi (come ad esempio, crowdfunding) e dei finanziamenti seed, così come lo sviluppo ed il rafforzamento di nuovi modelli di business e di gestione di impresa trasparente, responsabile e sostenibile in linea con le nuove opportunità e gli orientamenti europei e internazionali.
Fondo nazionale innovazione
Con la Legge di Bilancio 2019 è stato introdotto il “Fondo Nazionale Innovazione” e in questi mesi sono state messe in piedi tutte le operazioni con Invitalia e Cassa Depositi e Prestiti necessarie per renderlo operativo. Una volta stabilita la governance, è necessario definire il numero e l’allocazione dei diversi fondi gestiti ed eventuali sinergie con altre iniziative in cantiere al fine di ottimizzare l’uso delle risorse.
A tal fine è necessario preservare e garantire un coordinamento e indirizzo strategico. Si sta lavorando al riguardo per la costituzione di un comitato specifico per orientare l’azione del Fondo.
Misure orizzontali
Altro fondamentale versante di impegno sarà quello delle semplificazioni. Si intende infatti proseguire il lavoro già svolto con l’emanazione del DL n.135/2018, per proporre ulteriori semplificazioni amministrative, particolarmente attese da parte delle PMI dei settori del Made in Italy, superando forme obsolete ed onerose di ingerenza nell’attività delle imprese, previste da normativa risalente agli anni ’50. Lavoreremo su questo cercando di coinvolgere le Associazioni e le altre amministrazioni competenti.
Incentivi alle imprese
Nel 2019 è già stata avviata l’attività di revisione degli strumenti, volta a una razionalizzazione del sistema degli incentivi e a un’allocazione più efficiente delle risorse finanziarie: già sono state individuate alcune prime azioni da intraprendere in vista di un più ampio riordino cui si intende dar seguito a qui a breve.
Preliminarmente sono state esaminate le misure che riscuotono un alto gradimento da parte delle imprese, pur presentando alcune farraginosità nelle procedure e nei ritardi nell’attuazione cui ha provveduto il decreto “Crescita” con un’opera di semplificazione. Cito, a titolo esemplificativo, la legge 181 del 1989 per le aree di crisi complesse e non complesse.
Con il recente DM 30 agosto 2019, pubblicato in gazzetta, è stata attuata la riforma della legge per le aree di crisi industriale, che semplifica le procedure con le quali le imprese potranno richiedere e ottenere le agevolazioni previste per gli interventi di riconversione e riqualificazione. Le novità introdotte puntano ad ampliare la platea di imprese potenzialmente beneficiare, anche attraverso un abbassamento della soglia minima di investimento e procedure semplificate per l’accesso alle agevolazioni delle piccole imprese. Sono inoltre previste nuove tipologie di sostegno per favorire la formazione dei lavoratori.
Il MISE pubblicherà, in un prossimo provvedimento, le indicazioni sui criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni. Sono previste analoghe revisioni sulle misure Smart start e Nuove imprese a tasso zero.
Nella prossima legge di Bilancio andremo sicuramente a confermare molte agevolazioni in grado di rafforzare la competitività delle imprese offrendo maggiori possibilità di investimento nella ricerca, nello sviluppo e nell’innovazione:
? Fondo di garanzia: il tema dell’accesso al credito costituisce un tassello importante del sostegno alle imprese e il Fondo rappresenta un ottimo strumento al fine di assicurare al sistema produttivo del Paese un costante afflusso di risorse finanziarie
? “Nuova Sabatini” per gli investimenti in beni strumentali, che da poco è stata rivista apportando alcuni miglioramenti tesi alla sua maggiore fruizione.
? Contratti di sviluppo per il sostegno all’innovazione dell’organizzazione, dei processi e della tutela ambientale
? Accordi per l’innovazione: a sostegno di progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti. I progetti di ricerca e sviluppo devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 5 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro.
Altro tema centrale è quello del credito, proseguiremo con la creazione della Banca Pubblica di Investimento a sostegno delle imprese di minori dimensioni che non riescono ad accedere al credito bancario.
? sul lato Green economy procederemo, ove possibile, ri – focalizzando in un’ottica di green economy gli strumenti esistenti, come è avvenuto per il recente bando per i grandi progetti di ricerca e sviluppo a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca, per il quale è stata prevista una riserva del 20% dei fondi disponibili in favore dei progetti realizzati nell’ambito di tematiche inerenti l’economia circolare.
La promozione della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione può trovare sostegno anche attraverso strumenti al di fuori del perimetro degli aiuti di Stato, mediante interventi quali gli appalti innovativi o pre-commerciali, facendo emergere la cosiddetta domanda pubblica intelligente per stimolare risposte innovative ai fabbisogni delle pubbliche amministrazioni. Il MISE ha già approntato la cornice normative dell’intervento con il DM 31 gennaio 2019, cui è seguita un’apposita convenzione stipulata con AGID per la gestione dei bandi di innovazione. E’ auspicabile che tale azione sia condotta attraverso le opportune sinergie con gli altri Ministeri, per favorire al massimo l’efficacia dell’intervento pubblico.
Energia
L’energia è un settore strategico per assicurare al nostro Paese un futuro sostenibile, ma abbiamo numerose sfide, vecchie e nuove, da affrontare nel prossimo periodo: garantirne la disponibilità minimizzando gli impatti ambientali e sociali della sua produzione e consumo; dobbiamo rilanciare il settore dell’efficienza energetica, ambito in cui il nostro Paese ha lungamente primeggiato; far crescere velocemente ma armoniosamente la quota delle fonti energetiche rinnovabili, così da diminuire il peso economico delle importazioni e i rischi derivanti dalla volatilità dei prezzi internazionali e legati alla sicurezza nei paesi di produzione e di transito. Infine, dobbiamo assicurare una maggiore trasparenza dei mercati e una loro ulteriore integrazione e interconnessione in ambito europeo e verso i Paesi del Mediterraneo.
Piano Nazionale Integrato Energia e Clima – PNIEC
Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) dovrà essere presentato alla Commissione europea entro il prossimo 31 dicembre. Il Piano costituisce lo strumento con il quale ogni Stato membro stabilisce i propri contributi agli obiettivi europei al 2030 sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili e sulla riduzione delle emissioni di CO2, nonché gli obiettivi in tema di sicurezza energetica, interconnessioni, mercato unico dell’energia e competitività.
In base alle deleghe che vorrà approvare il Parlamento (legge di delegazione europea), saranno inoltre avviati i lavori per il recepimento del “pacchetto” di direttive e regolamenti sui mercati dell’energia, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica.
Ecobonus – proroga delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici
Con la prossima Legge di bilancio proporremo una proroga delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici. Il contributo degli interventi di efficienza energetica stimolati dal meccanismo è, infatti, significativo rispetto al target di riduzione di consumi di energia finale. Inoltre, il meccanismo ha dimostrato di avere una buona efficacia a fini anticongiunturali, stimolando notevolmente gli investimenti in prodotti e tecnologie sviluppati dal nostro sistema produttivo.
Incentivo alle rinnovabili “FER2”
A seguito del recente decreto di incentivazione FER 1, occorre predisporre il successivo decreto FER2 per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse da fotovoltaico ed eolico e miniidro (biomasse, biogas, geotermoelettrico, eolico off-shore). La bozza del decreto è in corso di stesura. A oggi sono in fase di programmazione incontri con il MATTM e il MIPAAFT, per verificare le posizioni e i principali punti in sospeso.
Ricerca di sistema elettrico
Per quanto riguarda la ricerca del sistema elettrico, daremo esecuzione al piano triennale 2019-2021 per il quale sono stati stanziati 210 mln € in tre anni: il piano individua le attività e le risorse che saranno assegnate attraverso specifici Accordi di programma tra MISE e i soggetti beneficiari individuati dal DM nonché attraverso bandi di gara per progetti di ricerca.
Vigilanza e cooperative
Nel mese di aprile 2019 il MiSE ha avviato un “Programma ispettivo straordinario” volto a potenziare l’azione di ridimensionamento del fenomeno delle false società cooperative.
Le false società cooperative, anche dette “spurie”, sono quelle che abusano della forma giuridica cooperativa per approfittare dei vantaggi connessi a tale forma societaria, senza in effetti realizzare alcuna forma di scambio mutualistico.
In questo senso è stato attivato un tavolo di confronto con le Associazioni che potrà portare alla rivisitazione della normativa.
Link intervento del Ministro