Evidenziata la necessità della semplificazione della macchina burocratica con la prossima emanazione di un apposito DL per uno shock economico del Paese con particolare riferimento al settore delle infrastrutture.
Si è svolta il 21 maggio l’informativa in Parlamento del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, sulle misure per la nuova fase relativa all’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il Presidente, dopo essersi soffermato sulle misure del DL riaperture e del relativo dpcm di attuazione, sulla strategia dei controlli del virus e sui testi sierologici, è passato ad illustrare i contenuti del Dl “rilancio”.
Al riguardo, ha evidenziato che accanto alla necessaria prosecuzione delle misure di sostegno alle famiglie e alle imprese, si è provveduto a concentrare risorse significative nei settori di maggiore interesse strategico per la crescita futura. Fra i principali, vorrei ricordare la scuola, l’università, la ricerca, la sanità, il turismo, il settore edilizio.
In particolare, è previsto un super-bonus che incentiva gli interventi di maggiore efficienza energetica degli edifici, di riduzione del rischio sismico e degli interventi connessi, relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per i veicoli elettrici. Per questi interventi, i cittadini potranno beneficiare di una detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute e fruibile in 5 anni, oppure – in alternativa – di uno sconto in fattura erogato dal fornitore, il quale potrà recuperarlo sotto forma di credito d’imposta cedibile ad altri soggetti, incluse le banche e gli intermediari finanziari. Con questa misura, le famiglie avranno la possibilità di risparmiare sul costo dell’energia e potranno realizzare nuovi impianti a costo 0 e si dà un potente impulso alle attività di ristrutturazione edilizia e agli investimenti privati nella sostenibilità ambientale.
Tra le misure di sostegno alle imprese, un capitolo che mobilita circa 15 miliardi di euro in termini di maggiore disavanzo, ha ricordato: aiuti a fondo perduto, sgravi fiscali e un ampio ventaglio di incentivi volti a sostenere la riapertura in sicurezza delle attività economiche.
Per le imprese e i professionisti che hanno conseguito nel 2019 un fatturato inferiore a 5 milioni di euro, e che nel mese di aprile 2020 abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno due terzi rispetto al mese di aprile 2019, si prevedono contributi a fondo perduto.
Fra le agevolazioni fiscali a beneficio delle imprese, viene disposta l’esenzione dal versamento del saldo Irap dovuto per il 2019 e dell’acconto Irap dovuto per il 2020 per le imprese con ricavi inferiori a 250 milioni di euro.
Al contempo, vengono prorogati dal 30 giugno al 16 settembre i termini per i versamenti di imposte e contributi, già sospesi per i mesi di marzo, aprile e maggio.
Sono previsti anche crediti d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per la loro sanificazione, per il rimborso degli affitti commerciali nei mesi di marzo, aprile e maggio, nonché un potenziamento del vigente credito d’imposta per la ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno.
Per favorire il consolidamento delle PMI il decreto interviene a istituire un apposito fondo, affidato a Invitalia, finalizzato a sottoscrivere strumenti finanziari partecipativi emessi dalle PMI.
E’ anche prevista la costituzione di un patrimonio destinato, “Patrimonio Rilancio” che – attraverso l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti – potrà impiegare risorse per il sostegno e il rilancio delle grandi imprese strategiche, nel rispetto del quadro normativo europeo in materia di aiuti di Stato.
E’ passato, poi, ad illustrare un ulteriore progetto riformatore: la semplificazione della macchina burocratica “un’architettura che, a causa delle sue eccessive complessità, ha rallentato oltre misura l’arrivo a destinazione delle risorse pubbliche stanziate, e ha quindi impedito il rafforzamento del capitale infrastrutturale del nostro Paese”.
A tale riguardo, ha anticipato che il Governo lavorando a un nuovo decreto-legge dedicato proprio alla semplificazione amministrativa, burocratica che introdurrà molti elementi di novità, per fornire all’Italia uno shock, uno shock economico senza precedenti, in particolare nel settore delle infrastrutture. Considero questa riforma la “madre” di tutte le riforme, l’unica in grado di rilanciare efficacemente la competitività del nostro Paese. L’Italia non può più attendere, è il momento della svolta. Se non riusciremo nell’opera di semplificazione neppure in questa condizione di assoluta emergenza – lo dico molto francamente – dubito che sarà possibile farlo in futuro.
Nel predetto decreto ci sarà una sezione specifica sarà dedicata al rafforzamento della capacità di spesa e all’accelerazione dei cantieri. Al riguardo, verrà definito un elenco prioritario di “opere strategiche”, di grandi e medie dimensioni, che potranno essere realizzate con un iter semplificato rispetto al quadro normativo vigente, e valutando – laddove è opportuno – la concessione di poteri derogatori, senza che ciò faccia però venir meno i controlli che assicurano piena trasparenza e tengono lontano gli appetiti delle infiltrazioni criminali.
Un’altra sfida sarà promuovere una rivoluzione culturale nella pubblica amministrazione, affinché – pur in un’ottica di rigore, di trasparenza – i funzionari pubblici possano essere quanto più possibile incentivati a sbloccare le opere e gli appalti pubblici, evitando che sul loro operato gravi un’eccessiva incertezza giuridica e regolamentare.
Con riferimento alle imprese e all’attrattività di capitali, verrà favorito ancor di più la ricapitalizzazione delle imprese e migliorati i modelli di governance delle società commerciali per renderli più snelli, più efficienti, senza ovviamente comprimere i diritti delle minoranze.
Queste riforme avranno soltanto un impatto positivo nel breve periodo, sulla crescita degli investimenti pubblici, ma aiuteranno anche a rendere il Paese più attrattivo nei confronti degli investitori internazionali. E dovranno necessariamente accompagnarsi alla riforma dei tempi della giustizia civile e penale.
Altro elemento imprescindibile per lo sviluppo futuro è l’innovazione che deve essere indirizzata anche al sistema produttivo e a quello delle pubbliche amministrazioni.
Ha, altresì, evidenziato che un ulteriore pilastro per evitare i divari è, da un lato, sfruttare al massimo le risorse europee per gli investimenti nella coesione territoriale e il rafforzamento delle infrastrutture e dall’altro, investire con decisione nelle politiche per la famiglia e l’infanzia, potenziando i progetti educativi e di cura anche con il coinvolgimento degli enti locali e del Terzo Settore, e le misure di sostegno economico per le famiglie.
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