
L’Ance riepiloga la disciplina relativa all’esenzione dal pagamento del Canone Unico patrimoniale per le occupazioni di suolo pubblico, prevista a favore dello Stato, degli Enti territoriali, degli Enti religiosi e degli Enti pubblici non commerciali per specifiche finalità. L’analisi è accompagnata dai principali orientamenti della giurisprudenza e dell’Amministrazione finanziaria, con l’obiettivo di fornire un supporto operativo alle imprese di costruzioni coinvolte in appalti pubblici.
Il riferimento normativo
Il Canone Unico patrimoniale è disciplinato dall’articolo 1, commi 816-847, della legge n. 160/2019, che individua anche le ipotesi di esenzione, tassativamente previste.
In particolare, il comma 833, lettera a), stabilisce che sono esenti dal pagamento le occupazioni effettuate:
Le tipologie di esenzione
Alla luce della norma, è possibile distinguere tre principali fattispecie di esenzione.
È necessario, quindi, che l’occupazione sia direttamente e verificabilmente collegata a tali finalità.
In sostanza, mentre con riferimento agli Enti religiosi ed agli Enti pubblici non commerciali (fattispecie n. 2 e 3) è richiesta una specifica finalità dell’occupazione di suolo pubblico, per lo Stato e per gli altri Enti territoriali è sempre escluso il pagamento del Canone senza ulteriori condizioni.
Anche in caso di appalto di lavori, l’occupazione si intende comunque realizzata da parte di questi ultimi soggetti, in quanto soggetti che hanno interesse all’occupazione del suolo per la realizzazione dell’opera appaltata.
Il caso degli appalti pubblici
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le occupazioni di suolo pubblico nell’ambito di appalti.
La Corte di Cassazione ha chiarito in modo costante che il contratto di appalto non trasferisce la soggettività passiva dal committente pubblico all’impresa esecutrice. Anche quando l’occupazione materiale è effettuata dall’impresa, il soggetto passivo resta l’ente pubblico titolare della concessione o dell’autorizzazione.
Di conseguenza, l’occupazione si considera effettuata dal committente pubblico, mentre l’impresa opera per conto di quest’ultimo nell’esecuzione dei lavori.
Un orientamento consolidato
La giurisprudenza ha più volte confermato che, nei lavori pubblici, l’occupazione del suolo da parte dell’impresa appaltatrice costituisce una conseguenza degli obblighi contrattuali assunti nei confronti dell’amministrazione.
Si è così consolidato un orientamento secondo cui l’esenzione si applica non solo alle occupazioni effettuate direttamente dagli Enti pubblici, ma anche a quelle realizzate dalle imprese incaricate dell’esecuzione delle opere.
Tale principio deve ritenersi valido anche con riferimento all’attuale Canone Unico patrimoniale, in continuità con la disciplina previgente.
Indicazioni operative
Alla luce di tutto ciò, si invitano le imprese a prestare particolare attenzione nei casi di appalti pubblici relativi a interventi edilizi su immobili dello Stato o degli enti locali, per evitare che venga loro richiesto il pagamento del Canone Unico patrimoniale anche quando non dovuto.
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