
Si è rinnovato per il terzo anno consecutivo l’appuntamento che vede Ance e Consiglio nazionale degli ingegneri collaborare sul tema dello sviluppo dell’ingegneria economica a supporto degli operatori pubblici e privati nella realizzazione delle opere.
Un momento di confronto che ha visto nelle due giornate del 24 e 25 marzo interventi qualificati di istituzioni, politici, esperti, imprese e professionisti su temi all’attenzione della politica europea e nazionale come il Ppp, la realizzazione di investimenti pubblici in tempi certi e l’accesso alla casa.
Durante la prima giornata, nella quale il presidente del Cni, Angelo Domenico Perrini, ha sottolineato in apertura l’importanza di questo percorso di collaborazione tra i professionisti e Ance, è intervenuto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, che ha dichiarato: ”Il Paese vive una fase di transizione determinata dalla chiusura del Pnrr. Venute meno queste risorse, come Governo abbiamo lavorato, tra le altre cose, per innovare il modello del Partenariato Pubblico-Privato. Abbiamo soprattutto mirato a superare quella impostazione quasi ideologica registrata nel passato che vedeva con diffidenza il rapporto col privato. Nel confronto con l’Europa sono emersi alcuni dubbi, come ad esempio quelli relativi alla prelazione, ma abbiamo alcune idee per superare questa ed altre difficoltà. Per questo è necessario che il Governo nella sua interlocuzione in Europa abbia al suo fianco anche le associazioni, come quelle di professionisti ed imprese”.
Tra i partecipanti ai tavoli della prima giornata di lavori dedicati al partenariato pubblico privato anche la vicepresidente Assimpredil Ance Cecilia Hugony.
Nella sessione del 25 marzo l’intervento del vicepresidente Massimo Angelo Deldossi ha messo in evidenza le grandi opportunità per imprese, professionisti e Pa che derivano dallo sviluppo della digitalizzazione, a patto di saperla governare: “Oggi abbiamo a disposizione una grande quantità di dati, ma la qualità delle nostre decisioni non dipende dalla quantità bensì dalla capacità di scegliere i dati che servono. La tecnologia oggi non basta più, serve una integrazione tra ingegneria, economia, gestione dei dati e competenze manageriali. Occorre un cambio culturale che coinvolga imprese, professionisti, istituti finanziari. Solo così potremo dare un futuro al settore delle costruzioni, migliorando la produttività per rispondere alle emergenze sociali e trasformarle così da costo a investimento”.
Sul tema dell’accesso alla casa si è soffermata la Presidente della Commissione speciale sulla crisi degli alloggi dell’UE, Irene Tinagli, che ha sottolineato l’impegno “affinché nel prossimo bilancio dell’Unione Europea ci siano risorse per la casa accessibile attraverso due strumenti: da una parte i fondi di coesione, dall’altra lo sviluppo di garanzie per agevolare la finanziabilità degli investimenti”.
Anche Ezio Micelli, membro dell’Housing Advisory Board europeo, intervenuto sul tema ha evidenziato la necessità di coinvolgere capitali privati attraverso strumenti diversi come “un fondo paneuropeo per l’housing sociale, che entrando nei fondi nazionali potrebbe sostenere programmi di casa accessibile dei Paesi europei, o ancora degli “housing bond” – come i green bond – che potrebbero concorrere finanziariamente all’implementazione di grandi programmi nelle aree di maggiore sensibilità abitativa in Europa.”
Registrazione del 24 marzo
Registrazione del 25 marzo
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.